La decisione di Velotto
Al minuto 15 di Torino-Reggina, gara molto importante per entrambe, per una perchè vicina a spiccare il volo verso la serie A, per l'altra snodo cruciale per la continuazione dei sogni di gloria, la decisione (ribaltata) che non ti aspetti.
Angella e Bianchi lottano arcignamente su una sfera all'altezza della linea laterale, l'uno strattona l'altro, il guardalinee a qualche passo da loro, l'arbitro della gara, il maremmano Velotto, più lontano.
Il guardalinee ha la prospettiva anteriore del duello corpo a corpo e vede Bianchi tirare la maglia del difensore amaranto, l'arbitro ha quella posteriore e vede la mano di Angella che brandisce vigorosamente la divisa granata dell'ex attaccante. Il collaboratore segnala un fallo di Bianchi, l'arbitro capovolge tutto.
Ma perché abbiamo voluto mettere in luce questo episodio? Semplicemente perché il criterio di tale capovolgimento ci è oscuro ed ignoto. Dunque, non vale più la regola non scritta "in presenza di due falli contemporanei, ha sempre ragione il difensore"? Per Velotto, in quella particolare occasione, non è valsa. Regalando una punizione al Toro. Certo, poi la difesa che combina la solita frittata ha fatto il resto.
Segnare su una punizione regalata, non è il massimo della vita, sbagliare marcatura e movimenti in queste circostanze, non è altrettanto il meglio che si possa avere.
Peccato che qualche minuto dopo, su quasi analoga azione, con protagonisti Ogbonna e Ragusa, però in area granata, con medesimo lavoro di strattonamento, Velotto abbia sorvolato: per logica, per il metro di giudizio,poteva starci il rigore per la Reggina, no Velotto?
Che gli arbitri non siano un alibi, ma bisogna ripartire da Torino e cercare di dare un senso a questa stagione, magari approfittando delle ingenuità altrui.


