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tmw / reggina / Punto di Vista
Rispetto per il generale. Con qualche dubbioTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
lunedì 16 aprile 2012, 20:30Punto di Vista
di Redazione Tuttoreggina
per Tuttoreggina.com
fonte di Paolo Ficara per ilDispaccio.it

Rispetto per il generale. Con qualche dubbio

Cui prodest? Dispensare commenti sul ritorno di Breda, o sulle sue doti manageriali, sarebbe un esercizio poco affannoso ma inutile. Le valutazioni giornalistiche arrivano dall'esterno e non hanno potere decisionale, al contrario di chi sta nella stanza dei bottoni. Il presidente Foti, proprio lui, ha esonerato il biondo trevigiano a gennaio dopo i mille tentennamenti autunnali, confermando a microfono acceso, fino a poche settimane fa, il giudizio negativo sul suo operato.

Si esclude che Breda venga adesso considerato il salvatore della patria, capace di infilare una serie di sette vittorie stile Milan di Zaccheroni. Nel finale di campionato, la Reggina dovrà trovare motivazioni al cospetto di avversari in piena corsa per promozione e salvezza. Non si esclude, dunque, che ci si affidi semplicemente ad una figura cosciente del proprio ruolo di luogotenente. All'interno della truppa, torneranno in auge generale e colonnello.

È più utile analizzare il trimestre di Gregucci. Il tecnico pugliese ha preso in corsa una squadra che aveva il passo della tartaruga, si era appena privata di Missiroli e si stava premurando di bruciare portieri in serie. Chiedere subito ai ragazzi di andare, come loro stessi hanno dichiarato, a 200 all'ora, si è rivelata un'arma a doppio taglio. Per alcune partite, la Reggina ha effettivamente giocato in maniera intensa anche se poco ordinata, ma lo sforzo è stato pagato subito. Sia in termini di infortuni, che di fondo atletico.

Nello Stivale ormai non viene dato tempo agli allenatori per curare le proprie imperfezioni; la Reggina non fa eccezione ma forse esaspera il concetto. Chi guida la squadra deve essere anche lasciato libero di sbagliare, invece i cambi di formazione riflettono le critiche. Critiche interne, sia chiaro. È sufficiente guardare lo schieramento (3-4-3) con cui Gregucci ha esordito in Modena-Reggina, e lo spuntato 5-3-1-1 presentato a Torino, per capire fatti ed antefatti. Contestare, ad ogni sconfitta, qualche scelta giudicata sbarazzina (vedi Ragusa a destra, ripresentato contro il Crotone), ha fatto sì che la squadra non assumesse mai un'identità.

Sulla classifica non può non pesare il calciomercato di gennaio, che ha visto la Reggina privarsi del miglior giocatore, per moneta sonante, mentre tutte le altre rivali hanno investito migliorando l'organico. I fattori fin qui elencati potrebbero bastare per giustificare lo scivolamento dal sesto al decimo posto, negli ultimi tre mesi. Che nella gestione Gregucci ci siano state poche luci ed alcune ombre è assodato, ma l'esonero tende erroneamente a distribuirle tutte a carico dell'allenatore.

Esistono gli allenatori ed i signorsì. Per la Reggina, quelli della prima specie vengono considerati come degli estranei invadenti, e nel dubbio ci si affida sempre più spesso ai secondi. Il richiamo alle armi di Breda, fa intendere (o temere) che il concetto valga anche per la futura scelta di giugno, in merito all'allenatore (?) per la stagione 2012/13. Cosa accadrà da qui a fine maggio non è dato saperlo, anche perché i guai della pentola li conosce solo il cucchiaio.

Lillo Foti è uno dei dirigenti più esperti ed ammirati del calcio italiano. Ha portato la Reggina ai suoi massimi livelli storici, ed è difficile immaginare un successore che riesca ad emularlo o superarlo. È giusto rispettarlo, riconoscendogli astuzia e sagacia, ma è giusto anche chiedersi se sia al passo con i tempi. I risultati delle ultime annate suggeriscono la risposta. Difficile trovare commenti sensati, che vadano oltre il semplice allargamento delle braccia o delle spalle, per il ritorno di Breda. Poi però, se la partecipazione popolare allo stadio si riduce sempre di più, non si vadano ad incolpare la tv o la crisi.