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PARLA GREGUCCI - « Ho cercato di portare la mia idea di calcio. E' mancata la fortuna». Il tecnico parla a TeleReggio del suo esonero:«Stimo Foti, ma...»
martedì 17 aprile 2012, 11:45Casa Sant'Agata
di Redazione Tuttoreggina
per Tuttoreggina.com

PARLA GREGUCCI - « Ho cercato di portare la mia idea di calcio. E' mancata la fortuna». Il tecnico parla a TeleReggio del suo esonero:«Stimo Foti, ma...»

Angelo Gregucci è intervenuto telefonicamente alla trasmissione di Telereggio, Tribuna Amaranto, condotta da Michele Favano, per salutare i tifosi della Reggina e perdare un suo parere sull'esonero e sull'esperienza in riva allo Stretto. Dichiarazioni, le sue, molto interessanti, da cui trarre altrettanto interessanti considerazioni. Abbiamo scelto di sottolineare le parti più significative, senza aggiungere ulteriore commento:

«Voglio ringraziare i tifosi della Reggina. Mi dispiace non averli portati di più allo stadio. Ho visto molta partecipazione della gente, sopratutto nella gara contro il Brescia. C'è ancora il cuore amaranto, Reggio vuole bene alla Reggina. Ringrazio i miei ragazzi, ringrazio la società per avermi dato l'opportunità di guidare questa squadra. Volevo fare di più e lavorare di più. Non ho condiviso la scelta, ma continuerò ad avere stima del presidente Foti. Voglio ringraziare tutto lo staff».

LE RAGIONI DELL'ESONERO - «I numeri non dicono la verità. Abbiamo fatto partite in cui abbiamo fatto di più. Abbiamo lasciato spesso punti sul campo negli ultimi minuti. La ragione dell'esonero? Non è quella dei pochi punti in 13 gare, vci possono essere altre ragioni. Ci sono delle inerzie. Il presidente è intelligente e scaltro, per credere che la ragione del mio esonero è quella dei pochi numeri. Io stimo Lillo Foti. Ha una dialettica corretta, capisce di giocatori, si può parlare. Avrei voluto lavorare di più con lui. Non condivido la sua scelta, ma la rispetto»

LA FORTUNA - «Perché la Reggina non può lottare per i playoff? Poche sono state le squadre che ci hanno messo sotto. Contro la prima in classifica, abbiamo preso un gol su punizione, ma abbiamo preso un palo e abbiamo creato altro. Le persone serie non devono sbandierare gli obiettivi, ma raggiungerli con il lavoro. Non abbiamo avuto fortuna. Nel calcio, il culo (testuale, ndr) è una componente importante. Su tre mesi, c'è da valorizzare e valutare il lavoro fatto. Chi ha onestà intellettuale vede e valuta ciò che la squadra ha espresso sul campo».

L'IDEA DI CALCIO DI GREGUCCII«l calcio si vince anche cercando di stare dietro la linea della legna, il calcio si vince spegnendo le fonti avversarie, non è questo il mio calcio, perché penso che se l'Italia è in grande recessione calcistica, se mancano i soldi, è perché il nostro calcio fa schifo. Ci sono professionalità valutate dai risultati, ma bisogna vedere il tipo di calcio che si fa,come arrivano i risultati. Se ci sono tanti cambi in panchina e gli allenatori fanno gli idraulici, arrivano e dopo due mesi vanno via, è dura. Il calcio italiano è in grandissima difficoltà, di idee e di persone. Mi sarebbe piaciuto lavorare con Foti e avere continuità. Mi sarebbe piaciuto fare un calcio di proposizione, di talento, bello da vedere...Palo fuori sei un coglione (testuale, ndr), palo dentro no..a questo calcio non ci credo»

L'ATTEGGIAMENTO DELLA SQUADRA - «Avevo preso una squadra che non vinceva da due mesi una partita. Qualche problema c'era. Ma non penso che sia determinante l'allenatore. Avevo cercato di crescere il tono agonistico della squadra,  cercando di preparare il livello atletico della squadra per sviluppare tipologie del mio calcio, esasperando il concetto agonistico della mia squadra. Qui qualche errore l'ho commesso, perché poi la squadra un pò isterica è diventata. Era una squadra piatta all'inizio e ho cercato questa strada. Su questo mi prendo qualche responsabilità. Forse potevamo essere più disciplinati»

«Il centrocampo della Reggina ha ragazzi importanti, con valori importanti. Ho visto gente che può avere margini. Dipenderà se vorranno sentirsi vittime a stare casa loro o vorranno crescere a casa loro per andare in altre piazze. Non bastano le qualità, ma le esperienze che si maturano. La crescita deve avere risposte immediate, non a lunga scadenza».

GLI ERRORI DELLA DIFESA - «Certamente è una squadra che ha sbagliato molto. Forse non sono solo errori di concentrazione, sono errori strutturali. Non è una mancanza della nostra squadra, ma di una scuola. Un gol come quello contro il Crotone, non va preso.Ladifferenza sta non solo nell'attenzione, ma nel come si fanno crescere i giocatori. Non voglio dare alibi ai giocatori, ma devono lavorare sul concetto di difesa, non sulla linea a tre, a quattro o a cinque. C'è anche pochissimo materiale su cui lavorare...Se produci gioco e opportunità, si vince sbagliando meno. Ricordo dei gol, che al di là di allenatore e società, mancano i principi di una fase difensiva. Non è solo un problema della Reggina, ma di tutta una scuola di allenatori».

«Ho accettato di venire a Reggio in corsa, con grande entusiasmo. La squadra che lascio, sono tutti in piedi e la squadra è preparata per fare un tipo di calcio. Questo è stato il lavoro di tutto il mio staff».

SU MARIO MOROSINI - «Gli ultimi istanti della sua esistenza, sono l'emblema della sua vita. Vorrei dare un insegnamento a qualcuno. Un ragazzo che prova a rialzarsi e va giù, si rialza e va giù. Dite ai giovani che ci sono ragazzi che si vendono le partite, ma ci sono anche i Mario Morosini»

«In bocca al lupo a Roberto Breda», la chiusura del tecnico pugliese.