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SPEZIA - Cagni si presenta: «La mia squadra deve dare l'anima»TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
lunedì 25 febbraio 2013, 12:35Prossimi avversari
di Redazione Tuttoreggina
per Tuttoreggina.com

SPEZIA - Cagni si presenta: «La mia squadra deve dare l'anima»

Che Gigi Cagni sia un allenatore d'esperienza, questo è assolutamente innegabile. Dopo gli addii di Michele Serena e Gianluca Atzori, tocca a lui cercare di portare questo Spezia nelle posizioni auspicate dalla società, che sopratutto durante la sessione estiva del calciomercato, non ha badato a spese. Ieri, il tecnico bresciano è stato presentato, queste le sue parole tratte dal sito ufficiale del club ligure:

«Subentrare ad un collega è sempre situazione delicata. Ho risposto subito di sì allo Spezia perché ritengo che questa squadra non abbia ancora espresso le sue vere potenzialità, che sono tutte da scoprire. Dire quale sarà il nostro futuro è difficile, ma giorno dopo giorno farò le mie valutazioni e darò il mio contributo per uscire da questa situazione di emergenza. E’ il terzo cambio in panchina, ma è ovvio che anche i giocatori abbiamo le proprie responsabilità. Arrivo in una piazza che conosco bene, uno stadio ed un pubblico non comuni; ho giocato anche in Coppa UEFA ed era deprimente ritrovarsi in quei palcoscenici con 4.000 persone. Per un giocatore deve essere un onore giocare davanti a questo pubblico ed in questo stadio; quello che chiedono i tifosi è lo stesso ovunque, massimo impegno, sputare sangue, sudare la maglia; i miei ragazzi devono dare tutto, poi l’errore è un'altra cosa. Quello che ho notato guardando 3-4 partite di questo gruppo è che manca la fiducia in se stessi. Il primo passo deve essere quello di ricostruire la psicologia del giocatore. Faccio una sola promessa, la mia squadra darà l’anima, chi non ne è capace, non giocherà nel mio Spezia».

Cagni non offre indicazioni sul modulo, sopratutto in vista della gara contro la Reggina: «Moduli? Nel calcio non si vince con i moduli, che poi sono 3, non 83; c’è chi si diverte troppo con i numeri. Il mio sistema è il 10-1; tutti partecipano alle due fasi; il mio compito è trovare il sistema migliore per far sì che questi ragazzi rendano al meglio. Il fatto di aver subito 44 gol è responsabilità di tutti; gli attaccanti devono partecipare alla fase di non possesso, è una condizione essenziale. Oggi il buon allenatore è quello che fa rendere al meglio i ragazzi secondo le loro caratteristiche. Mi pare, da quello che ho potuto vedere dall’esterno è che questa sia una squadra che si piace troppo; non è un difetto, ma nel calcio moderno la gran tecnica non basta; ci vuole carattere, cattiveria agonistica, intensità ed il rispetto per la gente, per il pubblico come per la Società. Ad oggi la mia più grande difficoltà è avere due partite alle porte; chi mi darà garanzie psico-fisiche giocherà. Quello che chiedo ai miei ragazzi è sacrificio e disponibilità. La prima cosa su cui lavoreremo, anche se difficile, sarà il cercare di difendere il più lontano possibile dalla porta; i giocatori, quando in difficoltà, hanno tendenza ad indietreggiare e dovremo modificare questo aspetto».