LA PARTITA DEI TECNICI - Dionigi, meglio con le tre punte. Cagni non poteva fare miracoli
DIONIGI 6
Bisognava vincere contro uno Spezia in crisi, invece è arrivato solo un pareggio e si rimane in zona playout. Tuttavia, ai punti, la Reggina meritava di fare bottino pieno questa sera. La prestazione non è stata da incorniciare, ma dopo diverse settimane la squadra amaranto è tornata a creare occasioni: almeno sei palle gol nitide, tra cui un palo. Averne sfruttata solo una, lascia l’amaro in bocca. Ma non è un demerito di Dionigi la poca concretezza di stasera. Piuttosto, va sottolineato come la Reggina sia tornata pericolosa con l’inserimento di una punta in più. Dionigi ha infatti presentato la novità Campagnacci: sulla carta, un 3-4-2-1, con l’ex Giulianova e Di Michele più arretrato rispetto a Gerardi. Non un tridente puro insomma, anzi Campagnacci ha spesso fatto la mina vagante tra le due linee, talvolta impostando l’azione. Non bene nel primo tempo, un po’ meglio nella ripresa. Ma rispetto alla Reggina col freno a mano degli ultimi mesi, è un discreto punto di partenza. Sperando che nelle prossime partite possa essere coinvolto anche il desaparecido Sarno. Note dolenti dalla difesa: perché si continuano a commettere certe ingenuità clamorose?
CAGNI s.v.
In tre giorni scarsi di lavoro non poteva certo fare miracoli. Presenta un 4-2-3-1 con Sansovini, Di Gennaro e Rui alle spalle di Okaka. Ma più che sulla tattica, ha dovuto lavorare sulla testa dei suoi giocatori, sui quali inevitabilmente ancora pesava lo shock del 6-0 rimediato venerdì sera. Si è visto uno Spezia a tratti impalpabile, soprattutto nella seconda frazione di gioco, quando la squadra ligure è passata al 4-4-2, rimanendo troppo bassa sulle iniziative dei padroni di casa. Gli ingressi di Pasini e Pichlmann al posto di Garofalo e di un nervoso Okaka non sembrano avere avuto un impatto positivo sulla gara. Il pareggio, alla fine, arride a Cagni, che strappa un punto da una situazione di emergenza.


