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Cronistoria di un altro fallimento
domenica 17 marzo 2013, 09:10Punto di Vista
di Giovanni Cimino
per Tuttoreggina.com

Cronistoria di un altro fallimento

E la Reggina si ritrova a dover ripartire, con un nuovo tecnico, con il concreto rischio di affondare in Lega Pro. Lo spauracchio della terza serie, deve essere stato il convincimento principe che ha indotto il presidente Foti a dare il benservito a Davide Dionigi. Ma le cause che hanno portato alla separazione con Re Davide, sono figlie di una stagione impostata strategicamente in malo modo.

Come ogni altro tecnico che subisce il suo stesso destino, dispiace moltissimo sotto il profilo umano, l'addio di Dionigi, che resta un simbolo della storia recente della Reggina.

Sembravano esserci le condizioni giuste per aprire un ciclo in casa amaranto, ma una serie di scellerate operazioni tecniche, hanno portato al quasi sfacelo. Potrà Pillon mettervi rimedio? Il campo dirà..

Quante sono le reali colpe di Dionigi? Lo abbiamo più volte ribadito in sede di commento: il tecnico emiliano ha le sue responsabilità, ma non tutte le colpe sono le sue...

-Il 3-5-2 diventato marchio di fabbrica:

Gregucci, Dionigi e persino Breda, hanno avuto diversi modi di vedere il calcio, salvo poi modificarli una volta arrivati sulla panchina amaranto. Restando all'attualità, Re Davide ha impostato la squadra, sin dal ritiro, con il 3-4-3 già utilizzato a Taranto. E la squadra ha risposto abbastanza bene, pur senza l'aiuto della società, che specialmente nel reparto d'attacco, ha fatto fuori l'unico attaccante d'esperienza (Bonazzoli), invitato più o meno cordialmente a cambiare aria, affidato tutto il peso ad un 20enne all'esordio tra i Prof (e senza i suoi gol, gli amaranto sarebbero già affondati) e omesso l'acquisto di esterni d'attacco (almeno uno) così come richiesto da Dionigi.

- Dopo il ko contro il Lanciano, Re Davide "commissariato":

Dionigi ha sempre ribadito la propria autonomia decisionale nelle scelte, anche riferendolo faccia a faccia a noi di TuttoReggina, ma dal nostro canto, non mettiamo in dubbio l'autorità del tecnico, ma certe scelte sanno di "commissariamento" per cercare di portare avanti il marchio di fabbrica "3-5-2" a tutti i costi, anche sacrificando i due calciatori capaci di accendere il reparto d'attacco, Sarno e Comi.

A La Spezia, Reggina che torna al modulo "anticalcio", con Sarno subentrato e collocato seconda punta e Comi protagonista degli ultimi spiccioli di gara e per poco decisivo..Il cammino prosegue con una partitaccia vinta con il Novara, con il ko interno al cospetto del Livorno e infine, 3-5-2 a Cesena (Bombagi in campo come mezz'ala destra e Sarno in panchina, insieme a Comi), gara pareggiata dall'ex bomber della Primavera del Milan. Il 27 ottobre, in casa con l'Ascoli, il trio offensivo Sarno-Ceravolo-Comi, gioca splendidamente e porta a casa facilmente il match. Pur con una mediana con pochissima inventiva, quella formata da Hetemaj e Armellino (a proposito, prima di Colucci, Dionigi non ha avuto un centrocampoall'altezza...), la squadra gioca, crea e a tratti anche diverte. Con la Juve Stabia si ritorna all'antico, e si perde, con Varese, Bari, Ternana e Sassuolo, si gioca con la formula con il trequartista e si perde solo una volta, con la capolista, ma giocando un primo tempo da far stropicciare gli occhi. E qui, Dionigi forse si è giocato molto del suo futuro. Dopo la sconfitta in Emilia, il presidente Foti, anzichè elogiare il gioco della squadra nella prima frazione, manda alcune frecciate al tecnico e dopo la prima occasione utile (la poco brillante gara casalinga con il Crotone, con Sarno, Ceravolo e Comi in avanti), si ritorna al 3-5-2. La rimonta fortuita a Brescia, le due vittorie di fila a Grosseto e al Granillo con il Vicenza, riportano la fiducia e il sorriso, il ko all'antivigilia di Capodanno con l'Empoli, fa riemergere tutti i dubbi di un cambiamento così immotivato di modulo di gioco. Dopo la sosta, la Reggina gioca solo ed esclusivamente con il 3-5-2 (con lo Spezia, tre attaccanti sin dall'avvio) e Sarno, che appare sin da subito l'unico capace di accendere la fantasia ad un attacco privo di rifornimenti, viene sistematicamente escluso, poiché la società lo avrebbe voluto cedere durante la finestra invernale del calciomercato. E' il periodo delle rimonte, ma della mancanza di vittorie. Sarno viene ripescato nella gara di Livorno e la differenza è abbastanza evidente: sette gare giocate senza il campano, una sola vittoria ottenuta e tante opportunità smarrite di cogliere l'intero bottino, si spera non costino care...Si arriva a venerdì sera, al capolinea di Dionigi, ad una prestazione incolore e disarmante...

I migliori della rosa, vanno fatti giocare sempre. Lo scopo del gioco del calcio è buttare la palla in rete. Una squadra deve acquisire una precisa identità per raggiungere un obiettivo. Una squadra deve essere equilibrata e non deve avere paura di nessuno. La B 2012-2013 è di un livello tecnico talmente mediocre, che alcune vittorie di fila, avrebbero proiettato anche una formazione come la Reggina, a ridosso dei playoff. Avrebbero...Peccato che si è smarrito per strada, quel lavoro promettente dei mesi estivi: porquè?

-Calciomercato non all'altezza: Dionigi che colpa ha?

Entrambe le sessioni di calciomercato, sono improntate al segno negativo. In estate, sono arrivati Comi, Fischnaller, Lucioni, Ely, Di Bari, i due nuovi portieri e Hetemaj. A Dionigi sono mancati almeno un paio di rinforzi, almeno uno-due esterni d'attacco e almeno un centrocampista con caratteristiche diverse da quelli presenti in rosa (Rizzo, Armellino, Hetemaj e Barillà). Nonostante tutto, nonostante i frequenti cambi di modulo, Dionigi ha trovato una specie di equilibrio, registrando la difesa con Ely e Lucioni, mentre ha dovuto giocare un intero girone d'andata con Hetemaj regista (!)...Dal mercato invernale, sono arrivati i colpi Colucci e Di Michele, oltre ad Antonazzo e Gerardi. La scelta di Colucci come play di centrocampo, ad oggi è stato un azzardo perso, perché snaturato tatticamente il giocatore, capace di incidere se spostato qualche metro più avanti (vedi Spezia). Serviva un altro centrocampista di qualità (forse merce rara), o quantomeno con diverse caratteristiche rispetto agli altri mediani. A proposito, la cessione di un Castiglia reintegrato dopo il solito purgatorio senza senso, grida vendetta. Tutto ciò che diciamo, è dimostrato dall'arrivo di Gerardi, elemento con caratteristiche tecniche diverse dagli altri attaccanti.. Che colpe ha Dionigi di due sessioni di compravendita calciatori, quanto meno incomplete? Affidarsi a Colucci e Di Michele, ad oggi non ha pagato, specialmente per i problemi di tenuta fisica dei due e per l'impianto non all'altezza. Il tecnico andava aiutato di più, con un più incisivo intervento.

Altra pecca: il nervosismo. Lo stato mentale dell'allenatore, pressato dal dover ottenere velocemente dei risultati, invischiatosi in certe polemiche poco costruttive, è stato pagato dalla squadra. La mancanza di esperienza, in questa situazione, si è fatta sentire oltremodo. Ma Dionigi, forse in un contesto normale, sarà in grado di dimostrare di essere all'altezza della categoria, glielo auguriamo.

-Reggina, prima la salvezza, poi gli inevitabili processi

Si chiude, dunque, l'era Dionigi in casa amaranto. Il tecnico ha firmato, lo scorso luglio, ben due anni di contratto. Si sono spese tantissime parole su questo aspetto e adesso tutto si è infranto al cospetto di risultati preoccupanti e modesti. Lo scorso anno, di questi tempi, non si intravedeva un progetto preciso e chiaro per il futuro di questa Reggina. Oggi men che meno..Non è però il tempo dei processi, assolutamente, perchè c'è da salvare non solo la categoria, ma tutta la baracca. Il piatto piange e non c'è margine per speculare o ragionare. Davvero bisogna stringersi attorno a Pillon, attorno alla squadra, attorno a tutte le componenti. Però, a fine stagione, a salvezza, si spera, raggiunta, dovranno partire necessariamente i processi. Stavolta non bisogna rinviare. Va ristrutturata, prima di tutto una mentalità, va creata un'identità, un nuovo spirito, un nuovo modo di approcciarsi, con stampa, tifosi e città intera. Vanno messi in soffitta i contrasti, spesso maniacali, tra calciatori e dirigenti, con conseguente perdita patrimoniale di certi elementi, sballottati in giro per l'Italia e magari utili alla causa amaranto (Alessio Viola docet). Bisogna iniziare ad avere criterio nel costruire la squadra. Nel prossimo calciomercato,sperando ancora di vedere la Reggina in B, bisogna fare delle scelte convincenti, comprando gli interpreti giusti, non riciclando giocatori...Portiere, leader difensivo, play di centrocampo, bomber. Non vogliamo più vedere lo scempio di 10 portieri in quattro stagioni, o i quattro-cinque esterni destri in due anni o una formazione diversa ogni gara. Sarà possibile tornare a fare calcio a Reggio Calabria?

Ultimissimo inciso: l'addio di Marco Tolentino. Contano i risultati nel mondo del calcio e l'oramai ex direttore commerciale e marketing, ne aveva conseguiti già di lampanti. "Tagliare" (si è dimesso lui, costretto da problemi "ambientali") un componente rivelatosi prezioso, siamo sicuri non sia l'ennesima "tafazzata" stile-Reggina Calcio attuale? Ai posteri...