REGGINA, LA CURA PILLON FUNZIONA - La forza della tranquillità: l'incornata di Comi vale tre punti d'oro
Vittoria doveva essere e vittoria è stata. La Reggina scaccia via le paure dopo essere passata in svantaggio e ha ragione di una Juve Stabia che a nostro modo di vedere, si rispecchia nella spocchiaggine di un suo giovane, Verdi, che ha tentato più volte di trovare il colpo da fuoriclasse, ricavando però tante magre figure.
E' la vittoria della determinazione, che tra l'altro a questa squadra non è mai mancata, ma anche della ragione, di un pizzico di fortuna ed è la vittoria della qualità: i giocatori forti, chi ce l'ha, sopratutto in B, se li gode e gode. Chi sa giocare a calcio, va fatto giocare, sempre, questo è un concetto abbastanza chiaro, a maggior ragione dopo questa stagione cadetta.
Per Bepi Pillon, sono due su due. Le frasi fatte dicono che il merito è anche del tecnico precedente, ma la ragione induce a pensare che l'apporto dell'allenatore veneto, sopratutto nella tanto decantata tranquillità mentale, sia un fattore estremamente decisivo per una Reggina che si avviava ad essere fin troppo scizofrenica e sopartutto, era in modalità "Lega-Pro-on".
FORMAZIONI - La Reggina è quella ammirata ad Ascoli, mentre Braglia è costretto a fare a meno di Caserta e lancia dal primo minuto Improta.
Le Vespe provano a non offrire alcun riferimento agli amaranto e ci riescono. La partenza è di quelle promettenti, con tanta corsa e voglia di fare male. Inizialmente, la Reggina gioca con il 3-5-2 puro, con Colucci, Hetemaj e Barillà allineati in mezzo. I punti di riferimento in campo sono Di Michele e Rizzato, sopratutto il primo, è letale per la difesa al nono minuto, quando va via a destra e mette in mezzo per Comi, anticipato da Scognamiglio.
GOL STABIA - Al 12esimo, la partita prende una piega imprevedibile. Angolo degli ospiti, almeno due falli al centro dell'area, non contanto quello di Mezavila su Baiocco, a porta sguarnita Improta conclude, trovando il braccio di Mezavila, con la sfera che si insacca, 0-1.
La risposta amaranto si concretizza con una rete, però annullata, ad Antonazzo: punizione dal limite battuta e guadagnata da Barillà, respinge Nocchi, Colucci di testa non ribatte in rete, poi Antonazzo insacca, ma in posizione di offside.
Intanto, Pillon ha ordinato alla squadra di sistemarsi con il 4-4-2. La prova non è da disprezzare, anche perchè la squadra lotta su tutti i palloni. I rifornimenti per Comi però scarseggiano e Di Michele deve continuare ad arrabbattarsi, magari cercando di raggiungere i spioventi provenienti da dietro. La difesa stabiese si mantiene sempre abbastanza attenta e quando sembra che la prima frazione stia per volgere al termine, ecco il lampo amaranto. Rizzato avanza a sinistra e mette in mezzo, Antonazzo respinge la sfera rimettendola in area, Di Michele a tu per tu con Nocchi, non sbaglia affatto, 1-1 Reggina.
Nell'ultimo istante del primo tempo, proteste amaranto verso l'arbitro Giancola, resosi protagonista di una direzione sin troppo all'inglese. Traversone con fallo annesso quasi evidente, pallone messo in mezzo e situazione sbrogliata per poco dalla difesa.
RIPRESA, JUVE STABIA NON SFONDA - Braglia decide subito di fare ben due cambi dopo l'intervallo. La sua squadra si manterrà però sugli standard del "vorrei ma non posso". Nei primi minuti del secondo tempo, le Vespe provano a mettere in impaccio la Reggina, che a parte qualche svarione difensivo, respinge gli assalti. La squadra costruisce sin troppo poco, affidandosi a lanci lunghi decisamente fuori misura e per un attimo perde la bussola. Ma lo Stabia crea nulla.
COMI, IL BOMBER DI RAZZA - Ecco che al 63esimo, arriva il gol del giocatore che ha tenuto a galla questa Reggina con le sue reti: Gianmario Comi. Angolo per la Reggina, difesa da rivedere, ma stacco imperioso del bomber di proprietà del Milan e gol numero 11 in campionato, Reggina avanti.
STABIA POCO..O QUALCOSA! - La Juve Stabia prova a rispondere, sfruttando anche l'evidente "rinculo" della squadra dello Stretto. Le maglie sono un pò larghe quando si tratta di andare a chiudere sul portatore di palla, ma la difesa rischia poco. I minuti passano e la Reggina lascia fare gioco, pensando a ripartire quando c'è l'occasione ideale.
In un solo minuto, due episodi da matita rossa. Prima Jidayi si mangia il gol del pari, dopo essersi incuneato a sinistra: Baiocco si getta in anticipo, ma il centrocampista ex Padova è capace di sparare fuori da ottima posizione. Lo stesso Jidayi poi, si rende protagonista della carica su Baiocco, ostacolato nel momento della conclusione che Cellini insacca: proteste della Juve Stabia, ma Giancola è fermo nella sua decisione.
E' l'ultimo episodio della gara, la Reggina porta a casa la seconda vittoria di fila.
CONSIDERAZIONI - Davvero contavano i tre punti oggi. Troppo importante, psicologicamente, vincere e mettersi dietro Spezia e Ascoli. Adesso, gli amaranto si sono rimessi in corsa e sono di nuovo nel gruppone. Bene ha detto Pillon che adesso bisogna guardare gara dopo gara, ma il domani non fa più paura. Usando un titolo abbastanza scontato e inflazionato, diremmo: la cura Pillon funziona. Adesso bisogna continuare su questa strada e finire bene questo campionato.


