REGGINA, E' NOTTE FONDA
Dieci passi indietro. La Reggina di Atzori viene battuta al 93' dalla rete di Memushaj, con la gentile collaborazione del portiere Benassi. Amaranto scialbi, impalpabili, abulici e nelle poche occasioni create, ancora una volta clamorosamente imprecisi e spreconi. La ripresa, nel dettaglio, è quella a preoccupare e non poco. Mai un tentativo verso la porta di Kovacsik, mai un'azione degna di questo nome, errori, ingenuità: una delle peggiori gare della Reggina delle ultime stagioni, degna delle prove della scorsa annata. Il Carpi, a differenza di quanto affermato dal tecnico Atzori nel post gara, applica alla perfezione una strategia forse poco spettacolare e spesso poco redditizia, ma riesce a mettere in pratica quanto preparato nelle giornate che hanno preceduto la sfida.
LE FORMAZIONI - Atzori conferma dieci undicesimi della squadra titolare a Varese, con l'eccezione di Strasser in luogo di Rigoni. Si continua sulla strada del 3-4-2-1, con Dall'Oglio in regia sulla mediana e Fischnaller con il compito di coadiuvare Di Michele e Cocco in fase di possesso palla e scendere in mezzo in fase di non possesso.
Nel Carpi, in panca Lollo e Sgrigna, 4-4-2 con Pasciuti e Gagliolo sugli esterni e Inglese accanto a Cani.
AVVIO LENTO - Altra caratteristica che contraddistingue la Reggina delle prime sette gare, gli avvi di gara timidi e impacciati. Il Carpi, nei primi dieci, sembra un'armata irresistibile e crea due occassioni importanti per passare, la prima malamente sprecata da Gagliolo a tu per tu con Benassi (dormita generale della retroguardia) e la seconda sventata da una splendida diagonale di Maicon. Con il passare dei minuti, gli amaranto riescono a uscire dalle retrovie e alzano il loro baricentro, ma ciò che manca è la precisione e la tranquillità per imbastire occasioni pericolose. E' sempre Di Michele a destare i suoi, nonostante qualche pallone di troppo sprecato ed è proprio il capitano ad accendere la luce, con una conclusione di punta, che comunque non crea difficoltà a Kovacsik.
OCCASIONI D'ORO - Gli ultimi 15 minuti, registrano il momento migliore della Reggina nel corso della gara. Al 31esimo, grandissima incursione dalla destra di Maicon, che mette in mezzo ma nessuno raccoglie e sulla palla in uscita conclusione da fuori di Dall'Oglio, con Kovacsik costretto ad esaltarsi. Dopo una chiusura provvidenziale di Romagnoli su Di Michele nell'area piccola, al 39esimo occasionissima per il vantaggio degli amaranto. Di Michele si porta a spasso mezza difesa ospite, palla fuori per Fischnaller che d'esterno serve il solissimo Cocco, che al volo, all'interno dell'area piccola, spara clamorosamente fuori a Kovacsik battuto. Dopo un tentativo di Di Michele da fuori, di poco alta sopra la traversa, al 44esimo la traversa di Maicon: cross di Foglio dall'out sinistro, uscita a vuoto dell'estremo difensore del Carpi, Maicon a porta vuota prende la trasversale della porta biancorossa.
ANCORA MAICON PROVA A COLPIRE, POI IL BLACK-OUT - La ripresa non vede la Reggina ripartire con lo stesso slancio della seconda parte della prima frazione. Al 53esimo, l'unica opportunità da gol per gli amaranto, peraltro ghiotta: Foglio va via a destra, mette in mezzo, ma Maicon arriva in ritardo all'appuntamento con la deviazione decisiva, facile facile, verso la porta di un incolpevole Kovacsik. Atzori lancia in campo Colucci, in luogo di un Dall'Oglio che dimostra sempre buona personalità, nonostante un ruolo non suo. La luce si spegne e senza possibilità di essere riaccesa. Solita trama di lanci lunghi dalla difesa sull'esterno sinistro, squadra lunga, sfilacciata, attaccanti che devono tornare per potersi prendere qualche sfera giocabile. Il Carpi chiude bene in difesa e prova a ripartire, senza osare, senza pretendere troppo. La squadra di Vecchi, man mano che passano i minuti, prova ad alzarsi ed è sopratutto Memushaj a tentare con botte da fuori.
Nella Reggina in campo Gerardi per Cocco, nel Carpi dentro Lollo, Sgrigna e Della Rocca. Proprio l'ex attaccante di Vicenza e Torino, prova a rendersi pericoloso in due circostanze, al 74esimo e all'84esimo, ma prima Benassi c'è, pur se con qualche patema, poi la conclusione termina di poco a lato da posizione difficile.
Atzori, nel finale, fa entrare Caballero per Foglio, lasciando in panca Falco e Maza, segno del volersi accontentare del pareggio. E nel finale, arriva la beffa: Memushaj riceve palla all'ingresso dell'area di rigore, scocca una conclusione non irresistibile, che Benassi non riesce a bloccare o deviare: la palla, inesorabile, s'insacca e condanna la Reggina al primo ko interno della stagione.
Finisce sotto i copiosi fischi dello stadio Granillo, deluso per una squadra senza mordente, senza idee, senza una parvenza di gioco. Non ci si può nascondere più dietro un dito: qualcosa non va in questa squadra, sopratutto per alcune scelte tecniche. La Reggina partita in pompa magna, con ambiziosi, palesate o nascoste, non può perdere con una neo promossa scesa in Calabria per "non prenderle". Inoltre, la squadra reagisce sempre dopo essere stata colpita o essere stata messa sotto. La lunga giornata del presidente Foti e del tecnico Atzori, è in corso...


