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tmw / reggina / Punto di Vista
CRISI A 360 GRADITUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
martedì 8 ottobre 2013, 22:10Punto di Vista
di Giovanni Cimino
per Tuttoreggina.com

CRISI A 360 GRADI

Altra giornata amara per chi ha nel cuore i colori amaranto. Il ko di Crotone ha palesemente depresso ulteriormente un ambiente che appena un mese circa fa, era enormemente fiducioso sulla condotta del campionato della Reggina.

La squadra dello Stretto, in questo momento, sembra come un pugile suonato, ma non solo la squadra, attenzione: si prendono botte e umiliazioni, il Carpi si permette di violare il Granillo, il Crotone torna al successo dopo 37 anni di attesa e l'ambiente, inerme, non reagisce, non ha quel guizzo d'orgoglio e di passione. Oggi, al centro sportivo, c'erano pochissimi sparuti tifosi, curiosi e giornalisti: nessuna arrabbiatura per una sconfitta che deve bruciare per forza...

E si discute sempre su esoneri, calciatori che non vanno, di mercato completamente fallimentare. Ma la colpa è solo di queste componenti?

Purtroppo, aggiungiamo, la colpa è anche di chi sta gestemendo, palesemente malamente, questa ennesima crisi in corso. La società sta riuscendo a sconfessare scelte e indirizzi votati appena qualche mese fa. Partiamo dal tecnico.

Che Atzori, sempre dal nostro osservatorio, abbia commesso degli errori tecnici, questo è fuori discussione. La Reggina è una squadra che non gioca calcio, che non ha un'idea precisa di gioco o un'identità. E' una squadra che ha difficoltà a mettere la palla in rete e al primo soffio di vento cade giù, implacabile. I rimedi ci sono. Ma come si può sconfessare pubblicamente una propria scelta, in modo così palese e evidente? Senza il sostegno della società, con la tagliola dell'esonero sempre sul capo, gara dopo gara, come può il tecnico lavorare in tranquillità? Esonerare un tecnico dopo 8-9 o 10 gare, è una scelta programmaticamente saggia? Anzi, è una scelta coerente con il proprio operato? Non è scandaloso ammettere di aver sbagliato scelta, è invece sbagliato non averla sostenuta con forza. Se si è optato per Atzori, perché poi metterlo in discussione alle prime difficoltà? O alle prime scelte sbagliate?

La crisi tecnica è oggi come non mai, crisi societaria. Si viaggia a due-tre esoneri a stagione ed è un dato certamente preoccupante. L'anno del Centenario non può essere dilaniato da "Atzori via, Atzori resta", altrimenti si entra in un pericoloso e vorticoso spirale di mediocrità e rischi concreti in chiave classifica. Nessuna squadra di calcio ha vinto qualcosa semplicemente acquistando dei giocatori e magari pretendendo subito i risultati. Il tempo è assolutamente necessario,a patto che la società dia forza e sostegno al tecnico e ai calciatori e che la stessa squadra possa crescere gradualmente. Oggi, la società non ha fiducia di Atzori e la squadra non è per nulla cresciuta, se non in qualche singolo.

Siamo in una crisi a 360 gradi della Reggina. La volontà c'è e c'è stata nell'ultima estate, la squadra, nonostante i risultati sfavorevoli, è potenzialmente capace di disputare una stagione di buon livello, ma la programmazione e l'oculatezza stanno facendo oramai difetto a questa società. L'approssimazione e le scelte autolesionistiche, non possono appartenere a chi vuole aspirare a traguardi di prestigio.

Per il breve periodo, bisogna uscire da questo stucchevole balletto della guida tecnica. Si prenda una decisione, la si appoggi sino in fondo e la si difenda da polemiche e eventuali momenti no. Un ambiente non schizofrenico, potrà successivamente aiutare a dare una mano dal punto di vista della pianificazione sportiva: la Reggina e i tantissimi tifosi amaranto, sparsi in tutta Italia e in tutto il mondo, si meritano meno sofferenze e bocconi amari.