LE PAGELLE DEI TECNICI - Rivincita Novellino, Atzori non cava un ragno dal buco
NOVELLINO
In sala stampa sostiene di non considerare questa vittoria una rivincita dopo l'esonero di quattro stagioni fa, ma conoscendone l'indole sanguigna questo pomeriggio “Monzon” si toglie non uno, ma tre sassolini dalle scarpe. Sicuramente è una vittoria che lancia il Modena in piena zona playoff.
Disegna la squadra con l'ormai consueto 3-5-2: Gozzi sostituisce lo squalificato Zoboli, Molina e Garofalo sugli esterni, Mazzarani-Babacar il tandem offensivo. La novità è a centrocampo, dove Dalla Bona la spunta su Salifu, con Bianchi e Signori ai suoi lati.
La forza di questo Modena è nella superiorità atletica del suo centravanti, Babacar, che svaria sul fronte offensivo aprendo gli spazi per gli inserimenti dei centrocampisti. E contro una squadra che si porta gli avversari sin dentro l'area di rigore, la squadra emiliana non può che andare a nozze. Di fatto, il Modena passa alla prima chance, con una facilità disarmante. È il gol che mette la gara sui giusti binari. Poi l'espulsione fa il resto. Dietro, nel primo tempo, si concede qualcosa solo su due calci piazzati.
Nella ripresa, la squadra di Novellino ha ancor di più gioco facile, anestetizzando i ritmi e chiudendola nel finale. I cambi (Belloni per Mazzarani, Salifu per Signori e Calapai per Molina) servono solo a mettere un po' di carburante nel serbatoio. Non ci è sembrato in generale un Modena irresistibile: massimo risultato raggiunto col minimo sforzo. VOTO 6,5
ATZORI
La sfida del “Braglia” avrebbe dovuto dipanare diversi dubbi, confermando che con la vittoria sull'Empoli la Reggina aveva imboccato la strada giusta o alimentando il sospetto che la stessa avesse solamente messo la polvere sotto il tappeto. La brutta Reggina odierna sembra farci decisamente propendere per la seconda interpretazione.
Iniziamo dalle scelte. Atzori era alle prese con due pesanti assenze, quali Maicon e Di Michele, oltre a Cocco. Ma l'undici iniziale proposto non convince sin dalla prima lettura. Perché proporre un centrale di difesa, quale Di Lorenzo, sulla fascia destra? A centrocampo, dentro un mediano in più, Strasser: giusto impiegare il centrocampista della Sierraleone. Ma a fargli posto non è De Rose, o Dall'Oglio, ma Maza, che rimane in panca assieme a Colucci: tasso tecnico complessivo dunque impoverito, come se non bastasse l'indisponibilità di Di Michele. In attacco, c'è Fischnaller a supportare Gerardi.
Una dozzina di minuti sul cronometro e la Reggina presta il fianco, quasi stendendo il tappeto rosso agli avversari, che arrivano a scambiarsi il pallone sin dentro l'area. La fragilità di questa squadra sembra strutturale, frutto del suo stesso modo di stare in campo: la pochezza delle idee è inversamente proporzionale alle distanze tra i reparti, sempre eccessive. Le cose si complicano quando, sul finire del primo tempo, esce Foglio per infortunio, l'unico che sembra in grado quantomeno di impensierire gli avversari con le sue folate. L'espulsione di Fischnaller è di fatto una mezza condanna per una squadra che, in parità numerica, riesce a rendersi pericolosa solo una volta con Lucioni su calcio piazzato. Questa l'unica occasione di marca amaranto nell'arco dei 90'.
La ripresa della Reggina può essere descritta con una sola parola: impotenza. Atzori passa al 4-4-1, poi inserisce Louzada per De Rose passando al 4-3-2, lasciando dietro quattro centrali bloccati. Gli amaranto non impensieriscono mai i padroni di casa. All'83' l'ultima carta, con Maza per Dall'Oglio, ma l'inerzia del match non cambia di una virgola. A riscaldare la panchina rimane Falco, che magari un po' di brio avrebbe potuto darlo. I due gol subiti nel finale non aggiungono molto a ciò che si era già visto.
Quinta sconfitta in dieci giornate e quintultimo posto in classifica, quindi zona playout: questa volta Atzori non può prendersela neppure col destino. VOTO 4,5


