IL CASTORI DAY - Parola d'ordine discontinuità. Difesa a quattro e rifinitore?
È stata una giornata molto intensa in casa amaranto. La notizia dell'esonero che irrompe quando ormai si pensa alla sfida di venerdì col Pescara come l'ennesima prova del nove per Atzori, i rumors sul sostituto che assumono sempre più concretezza, l'arrivo intorno alle 16 dell'auto con a bordo Fabrizio Castori, inseguita da giornalisti e tifosi. In un Sant'Agata che quest'oggi brulicava di supporter o semplici curiosi, attratti dalla notizia del giorno. E poi ancora: il lungo confronto tra il tecnico marchigiano e la squadra, con tanto di lavagna tattica, seguito dalla prima sgambata con Castori al timone. Infine la conferenza: protagonisti prima Lillo Foti che si è aperto al confronto coi giornalisti, poi il tecnico che ha esposto le proprie motivazioni e le proprie idee.
LILLO FOTI IL TIFOSO – Vorremmo brevemente aprire una parentesi sulla prima parte di questa conferenza. Al di là di quelle che sono state le dichiarazioni, abbiamo infatti notato un presidente Foti umanamente provato da un inizio di stagione che immaginava diverso. Incalzato come poche altre volte dai cronisti, ha persino mimato il gesto di mettersi in croce. Probabilmente, oggi le critiche farebbero centro con la stessa facilità con cui la Reggina ha finora preso gol. Riaffidarsi ad Atzori è stato un errore, l'ultimo in ordine cronologico di una serie di valutazioni societarie fallimentari sul piano sportivo. Lillo Foti è il primo ad esserne consapevole. Ed ha anche chiesto scusa. Meno perifrasi e risposte più concrete: così ne è emersa l'onestà intellettuale. Oggi in sala stampa non si è presentato un presidente che parla dal suo pulpito, ma un tifoso consapevole di rivestire un ruolo fondamentale in quella Reggina «che viene sempre prima di tutto». Amareggiato, ma non per questo rassegnato.
RETROSCENA – Risalire la china è possibile. Ed è proprio con questo intento che Foti, durante l'intervallo di Torino-Inter, ha preso i primi contatti diretti con Castori. «Una sana cattiveria, nonché la determinazione», hanno rappresentato le componenti motivazionali che l'hanno spinto verso questa scelta. Il patron ha ammesso di aver fatto un'unica altra telefonata prima di rivolgersi a Castori: quasi certamente l'interlocutore era Bepi Pillon...
CASTORI PENSIERO – E arriva finalmente il momento di Castori. Solitamente, quando un allenatore subentra e si presenta, il fraseario da consultare con meticolosa religiosità consiglia che «non si può stravolgere quanto fatto finora» o che «servirà tempo per trasferire le mie idee alla squadra». Senza dimenticare che «nessuno ha la bacchetta magica». Ma tutto ciò non appartiene al “provinciale” Castori, apparso convinto che «un'impronta va lasciata subito» e convincente nello spiegare l'abc del suo calcio: aggressività, intensità e difesa a quattro. Si partirà proprio dai quattro dietro perché «con un difensore in meno e un centrocampista in più possiamo stare più alti ed essere più propositivi». Inutile nasconderlo: è proprio ciò che avremmo sperato di sentire.
REGGINA COL RIFINITORE? - E l'uomo sottratto alla difesa, dove collocarlo? Castori nel corso della sua carriera ha adottato soprattutto il 4-4-2, ma non è un integralista. L'idea iniziale sembra quello di inserire questo jolly tra le linee, sulla trequarti. Tradotto in numeri, la prima Reggina di Castori potrebbe disporsi col 4-3-1-2. Gli uomini per interpretare questo tipo di schieramento ci sono. Proprio contro il Pescara tornerà disponibile Sbaffo, che Castori conosce bene per averlo allenato ad Ascoli, e che può essere impiegato sia da mezzala che da trequartista. Gli stessi Maza e Dall'Oglio rappresentano elementi interscambiabili per questo tipo di assetto. Le idee per tornare a proporre un certo tipo di calcio sembrano esserci.


