Il Pescara risorge al Granillo. Venti minuti di follia condannano Castori
Psicodramma. Lo mette alle spalle il Pescara sbancando il “Granillo”, vi entra la Reggina cadendo e non raccapezzandosi di come abbia fatto. Fabrizio Castori aveva certamente immaginato un esordio diverso, nel momento in cui si era detto convinto di poter lasciare subito un'impronta. Sotto certi aspetti (come l'ordine tattico) ci è anche riuscito e al termine dei primi 45' poteva considerarsi parzialmente soddisfatto, al di là di un vantaggio ottenuto grazie a un episodio favorevole. Episodi che si compensano in occasione del rigore che di fatto, oltre al pareggio, regala convinzione al Pescara e mette paura alla Reggina. La differenza, alla fine, la fanno quei 20' di blackout nella ripresa, in cui gli amaranto subiscono ben tre schiaffi. E il moto d'orgoglio nel finale serve solo ad addolcire la pillola.
SBAFFO ALL'ESORDIO – Così come era stato ampiamente anticipato nei giorni scorsi, Castori disegna la sua prima Reggina col 4-3-1-2. Dunque, linea difensiva a quattro davanti al portiere Benassi. Recupera Maicon che viene schierato come terzino destro, sull'out mancino viene invece adattato Adejo; Lucioni-Ipsa la coppia centrale. A fare da frangiflutti davanti alla difesa c'è Strasser, con Rigoni e Dall'Oglio ai suoi lati. Sulla trequarti Castori lancia Sbaffo, che ritrova dunque il campo dopo 16 mesi di stop forzato causa squalifica. In attacco, è Cocco il partner di capitan Di Michele.
Marino risponde col 3-4-3. Tra i pali Belardi, Zauri, Schiavi e Cosic i centrali di difesa. Balzano e Rossi gli stantuffi esterni, mentre in mediana trova spazio un prodotto del settore giovanile amaranto, Rizzo, affiancato da Brugman. Nel tridente Politano, Maniero e Ragusa, con Cutolo e Maniero che partono dalla panchina.
ORDINATI – Una Reggina molto ordinata nella fase iniziale del match cerca di imporre il proprio gioco, ma trova difficoltà a trovare varchi contro un Pescara che si chiude bene. I presupposti migliori per fare male arrivano dunque in contropiede, come al 19', quando fa tutto Di Michele, che dalla propria metà campo avanza palla a terra, si accentra e prova il tiro: conclusione un po' strozzata. Il Pescara dall'altra parte si fa vedere con un tentativo dalla distanza di Brugman (21'), fuori misura, e con uno stacco di Maniero su cross di Balzano (28'), di poco a lato. L'episodio chiave arriva al 36', quando il traversone di Di Michele dalla sinistra viene maldestramente deviato da Schiavi in spaccata: Belardi beffato e Reggina avanti. Amaranto per la prima volta a segno nei primi tempi in questo campionato, grazie dunque a un autogol. La reazione del Pescara non va oltre a delle conclusioni dalla distanza: al 38' ci prova Rizzo con una certa pericolosità, ma Benassi è attento.
FOLLIA – Marino cambia subito nella ripresa, inserendo Bocchetti per Cosic. Il Pescara preme sull'acceleratore e al 52' trova l'episodio che porta l'inerzia del match nettamente a proprio favore: su cross da corner, infatti, Sbaffo commette fallo da rigore stoppando la palla col braccio. E dal dischetto Maniero non lascia scampo a Benassi. La Reggina non riesce più a uscire dalla propria metà campo. Castori prova a dare una scossa inserendo Falco per Sbaffo. Ma il Pescara tuona ancora, in maniera questa volta abbastanza rocambolesca: Politano si accentra dalla destra e prova il mancino, la traiettoria è deviata da Ipsa e batte Benassi (59'). I padroni di casa sembrano storditi, serve un grande Benassi a negare il tris sullo stacco su corner di Schiavi. Ma l'appuntamento col terzo gol abruzzese è rinviato di appena un giro di lancette: traversone dalla sinistra e palla arpionata da Ragusa, che si beve Adejo e scarica il fendente al volo sotto la traversa (62').
SPRAZZI DI REAZIONE – Castori va con Gerardi per Cocco, che esce tra i fischi. Si vede finalmente la Reggina nella metà campo avversaria, con una bella azione: traversone di Maicon e conclusione di Dall'Oglio al volo: palla di un soffio alla sinistra di Belardi. Mentre il Pescara ha ancora cartucce da sparare con Ragusa, che stacca di poco a lato su imbeccata di Brugman. Marino inserisce Mascara per Maniero, Castori risponde con De Rose per Dall'Oglio. La Reggina prova a costruire palla a terra, ma la manovra non è sufficientemente veloce da sorprendere il Pescara, che si chiude bene. All'83' chance per De Rose sugli sviluppi di un corner, tiro secco e risposta di Belardi. Due giri di lancette dopo è ancora il mediano cosentino ad avviare l'azione: entra in area e tenta la conclusione, Belardi devia, il tapin di Rigoni è murato, infine Di Michele spara alto a porta vuota. La Reggina riesce ad accorciare solo all'88', con un perentorio stacco di Gerardi su corner di Falco. E al 90' avrebbe anche la chance di acciuffare un pareggio clamoroso ma affatto demeritato: lancio di Lucioni dalle retrovie, spizzata di Gerardi e Di Michele in spaccata cicca l'intervento con la sfera.
Il Pescara tira un sospiro di sollievo e festeggia una vittoria che non arrivava dallo scorso 24 agosto. Per la Reggina, invece, la luce in fondo al tunnel sembra molto lontana. La cura Castori non basta? Rispondere oggi sarebbe davvero prematuro e straniante.


