Dall'equlibrio all'eccesso (negativo): Reggina, così non va
La Reggina prima si illude, poi si scioglie sotto la pioggia. Non basta un gol di Maicon dopo neanche 47'' alla squadra di Fabrizio Castori: negli spogliatoi il sonnifero fa effetto e i calabresi, rientrati sul terreno pesante dello stadio Oreste Granillo, consegnandosi a uno Spezia che ringrazia trovando successo, sorriso e serenità.
RITORNO ALL'ANTICO - Ricordiamo quei giorni di metà ottobre e quelle dichiarazioni di un Fabrizio Castori quanto più motivato, con un diktat tattico ben preciso: difesa a quattro. Un mese di risultati altanelanti ed ecco che, dalle parti di via delle Industrie, si rispolvera il vecchio e caro 3-5-2. Di Lorenzo sostituisce lo squalificato Adejo, Colucci in cabina di regia con Foglio e Maicon sugli esterni. In attacco Di Michele fa coppia con Cocco. Stroppa, per tutta risposta, si adatta alle circostanze e schiera i suoi con modulo analogo: Sansovini-Ebagua lo spauracchio per la retroguardia calabra.
MAICON ILLUSORIO - Umido e freddo lo stadio Granillo, spoglio di persone. Per chi ricorda lo stadio pieno zeppo di tifosi festanti, sembra già passata una vita. Solo dieci anni fa l'impianto di viale Galileo Galilei, anche con temperature non "calabresi", sarebbe stato pieno zeppo di sostenitori. Un plauso, piuttosto, a coloro che nonostante le intemperie climatiche continuano a sostenere la Reggina. Amaranto che sembrano ringraziare subito i presenti: Di Michele dalla sinistra, dormita della difesa ligure e Maicon timbra il cartellino. Primo gol tra i professionisti per l'esterno brasiliano, urlo liberatorio per la Reggina. I padroni di casa fanno proprio il possesso palla che, però, dopo l'effetto "ali sull'entusiasmo" inizia a diventare sterile e con scarsa efficacia. Lo Spezia, non abituato al vestito "3-5-2", fatica a trovare le giuste distanze ma può approfittarne su errore di Di Lorenzo. Ebagua viene steso al limite, giallo per il giovanissimo amaranto: sugli sviluppi del calcio di punizione infortunio fisico per Lucioni, dentro Gentili.
Il cronometro scorre lentamente ma Benassi, al pari del collega Leali, non è mai chiamato in causa: si battaglia nella zona nevralgica del campo, i locali hanno la meglio su quasi tutti i contrasti e così Di Michele, spesso e volentieri, costringe il terzetto arretrato dello Spezia a restare molto basso. Negli ultimi dieci minuti di tempo, però, gli ospiti iniziano a spolverare le giuste armi: prima Sansovini chiama agli straordinari Benassi, poi Ebagua costringe Gentili alla chiusura sulla linea del fondo. La Reggina tiene e arriva all'intervallo sul parziale di 1-0.
COME PESCARA - Quando chiudi in vantaggio di un gol vai negli spogliatoi sereno per riordinare le idee: non si è dello stesso avviso in casa Reggina. In due occasioni si è chiuso in vantaggio la prima frazione di gioco, in due occasioni ci si è visti rimontare. Proprio come contro il Pescara. Lo Spezia entra in campo convinto dei propri mezzi, la Reggina intimorita. Migliore, dopo neanche quattro minuti dalla ripresa del gioco, fa suonare il primo campanellino d'allarme e delusione: coordinazione perfetta, difesa amaranto schiacciata all'indietro e palo-gol: Benassi incolpevole, liguri che rientrano, amaranto che si spaventano. Paura che dura nel corso dei dieci minuti seguenti: prima Ebagua si riscalda, poi aggiusta e colpisce. Migliore sfonda sulla sinistra vincendo due contrasti, l'ex Varese ringrazia e gela il Granillo.
Castori corre ai ripari, prima sostituisce Colucci, uno dei migliori fino a quel momento, inserendo Dall'Oglio; poi fuori Sbaffo per Gerardi: 4-2-4 di atzoriana memoria ma effetti nulli. La Reggina non crea, lo Spezia amministra con facilità disarmante: Leali non ha bisogno di pulire i guantoni e lo stesso Stroppa non si affanna più di tanto per difendere il vantaggio. Al termine del 93' si contano i tiri in porta verso lo specchio ligure e la risposta è semplice, zero.
E allora, questa squadra, senza tirare, come si salverà?


