Un punto che serve a poco
La Reggina, sotto le festività natalizie, si regala l'interruzione di una striscia negativa lunga un mese, trovando però solamente un punto che a oggi, grazie anche ai risultati degli altri campi, lascia più amaro in bocca che soddisfazione. La classifica è sempre più in salita e l'obiettivo di almeno nove punti nel mese di dicembre è bello che fallito da un pezzo, considerato che a oggi si registra un solo punto all'attivo.
LE SCELTE DEI TECNICI - Reggina e Avellino si presentano sotto l'acquazzone natalizio con moduli speculari: Atzori e Rastelli, quest'ultimo ex attaccante degli amaranto a inizi anni duemila, optano per un 3-5-2. I padroni di casa presentano Fischnaller nelle vesti di mezzala con Maza e Di Michele riferimenti offensivi; Sbaffo, per necessità, davanti la difesa mentre sugli esterni Contessa e Di Lorenzo. Resta in panchina Adejo, rilevato da Ipsa. Dall'altra parte, il buon Rastelli, si affida alla premiata ditta Galabinov-Castaldo in attacco, con Zappacosta e Bittante sugli esterni e D'Angelo a fare da diga in mezzo al campo.
LAMPO DI MICHELE - Pronti, partenza via e la Reggina trova il sorriso: gli amaranto, nell'ultimo mese, hanno trovato due volte il vantaggio a inizio gara, entrambe le volte dopo neanche 180'' ma non riuscendo, poi, a portare a casa l'intera posta in palio. Questa volta a sbloccare il risultato ci pensa David Di Michele, capitano della Reggina. L'attaccante di Guidonia, servito da Fischnaller, aggira il diretto avversario portandosi il pallone sul sinistro e insaccando alle spalle di Seculin, incolpevole.
I lupi risentono del gol iniziale e non riescono a rendersi pericolosi dalle parti di Zandrini; piuttosto è la Reggina che potrebbe legittimare il vantaggio con due nitide occasioni: prima Contessa pennella un ottimo cross per Di Michele che, di testa, manda a lato di poco; poi De Rose serve Maza che beffa Seculin ma a gioco fermo per giusta posizione di off-side. Fino alla mezzora di gioco è un monologo della Reggina con un Di Michele formato Serie A, appoggiato dalla classe di Maza e il buon sacrificio di Fischnaler; nell'ultimo quarto d'ora di prima frazione, però, l'Avellino tira fuori la testa dal guscio provando a impensierire Zandrini senza creare, comunque, significativi grattacapi.
GOMME A TERRA - Dopo lo sprint iniziale della prima frazione di gioco la Reggina si presenta scarica fin dai primi minuti del secondo tempo; l'Avellino cambia volto a centrocampo inserendo Angiulli e richiamando in panchina uno spento D'Angelo. Al 55' gli amaranto rischiano di raddoppiare con un bel duetto Di Michele-Fischnaller con l'altoaltesino che, però, pecca nel controllo sistemandosi il pallone con il braccio; sul cambio fronte Galabinov prova la conclusione dai sedici metri e Strasser ci mette la mano.
L'azione nasce dalla distanza, eccessiva, dei reparti e la conseguente difesa bassa che consente agli attaccanti irpini di presentarsi a ridosso dell'area di rigore. Per Candussio è massima punizione che viene realizzata, con freddezza, dallo stesso Galabinov: nulla può Zandrini che aveva intuito. La Reggina, sotto il diluvio, non riesce a riemergere: l'unico squillo è di Fischnaller che prova il gol di Santo Stefano in sforbiciata; nell'occasione l'ex SudTirol si fa male e viene rilevato da Gerardi.
Il nuovo entrato non riesce a incidere sull'andamento del match, considerato che la Reggina, dal gol subito in avanti, ha le "gomme a terra" con gli irpini che, piuttosto, vanno il doppio degli amaranto. Contessa non ha i 90' nelle gambe come ampiamente preventivato ma Atzori non lo richiama in panchina: Zappacosta, allora, prende campo servendo per due volte Castaldo; prima l'esperto attaccante non trova la deviazione giusta, poi trova il guantone di Zandrini a dirgli di no. Nel finale di gara Lucioni rischia la frittata con un intervento scomposto in area di rigore: per Candussio non ci sono gli estremi per il calcio di rigore.
Finisce così al Granillo, la Reggina interrompe la striscia negativa ma trovando un punto che, al momento, vale quanto una sconfitta.


