ORDINE PUBBLICO - L'incapacità italiana chiude le porte anche nei derby di Primavera
L'obiettivo non è quello di far becero populismo di cui, in questo periodo, se ne ha davvero poco bisogno. Qualche minuto fa, abbiamo appreso con particolare sorpresa, di una decisione da parte della Lega che lascia alquanto sbigottiti.
Avete presente le finali scudetto Primavera? Quest'anno si disputeranno a Rimini e, ai quarti di finale, il fato ha voluto che il tabellone accoppiasse Roma e Lazio. Un derby Primavera, ove si pensa che il calcio sia massima espressione di divertimento e poco abbia a che fare con lo "show-business".
Bene, il derby capitolino, nella splendida costiera romagnola, sarà accessibile, dal vivo, ai soli non residenti della Regione Lazio. L'incapacità della gestione pubblica fa sì che una partita tra ragazzini venga svolta a "porte chiuse" o, ancora meglio, accesso limitato.
Un problema, questo, accentuato dagli ultimi fatti di Napoli-Fiorentina.
E a chi, tra qualche mese, dovrà respirare l'acre sapore dei campetti in terra battuta cosa può interessare di tutto questo? Nulla, sostanzialmente. Ma pensate a uno Stato incapace nella gestione di Roma-Lazio Primavera, come si comporterà con un girone composto prevalentemente da formazioni campane e calabresi, in cui il fuoco sacro sarà acceso dalla splendida cornice di pubblico che potrà venirsi a creare, portando alla ribalta quel calcio che, magari, dalle nostre parti non si vive da tempo.
In uno Stato incapace di porre rimedio la soluzione è evitare il problema. E dunque eccole qui: porte chiuse e tessere del tifoso, anche in un campionato giovanile. Divisioni verticali di un campionato in cui i fondi sembrano non bastare dal punto di partenza, serviti i Reggina-Cremonese, piuttosto che un bel Reggina-Paganese.
Sono piccoli segnali che tra qualche mese, magari, potrebbero riservare amare sorprese e far assopire l'unico stimolo che si ha nel vivere un ritorno al passato che avremmo evitato con piacere.


