L'ANGOLO DEI TIFOSI - Ecco le nuove mail
Ecco le nuove mail giunte alla casella di posta elettronica tuttoreggina@libero.it. Potete continuare ad inviare i vostri pensieri sulla Reggina, ESCLUSIVAMENTE all'indirizzo di posta sopracitato.
Cara redazione, secondo voi senza il vecchio e caro capitano David Di Michele che lo scorso anno è stato preso di mira dai tifosi come colpevole degli insuccessi e del malumore dello spogliatoio, dopo la contestazione dei tifosi al presidente, dopo che Lillo Foti ha detto "LA REGGINA SI SALVA"... Credete che arriverà la vittoria contro il Savoia?? Quest'anno nelle prime partire c'era molto entusiasmo e la squadra sembrava forte, dopo il derby la rovina... Secondo me qualcosa si sta muovendo e spero in positivo. Diamo coraggio a questi giovani, speriamo per il meglio. Forza Reggina!!!
Giovanni
Gentile direzione.
L`affetto di tifosi verso il presidente dell`azienda Reggina calcio 1986 e` da capire e rispettare, ma purtroppo non tutto quello che ci piace e` giusto, come non tutto quello che non ci piace e` sbagliato, personalmente penso che sette anni di delusioni sono piu` che sufficienti per i tifosi come me di chiedere un cambiamento di gestione societaria, perche` chiaramente la presente gestione non e` piu` all`altezza, la riconoscenza verso un`azienda che in passato ha avuto successo, e` stata ripagata dai tifosi con la loro numerosa presenza e che ha reso quella gestione profittabbile, come e` giusto che sia per chi investe e mette sul mercato un buon prodotto, quindi i tifosi a quest`azienda non devono niente, oggi il prodotto di quell`azienda fa schifo, e non capisco per quale ragione i tifosi dovrebbero comprarlo.
Se poi vogliamo parlare di passione verso la maglia, una spiegazione da parte dell`azienda e` di dovere, sulla politica di potenziamento dell`organico degli ultimi sette anni, si e` guardato piu` profitto o al potenziamento? La storia parla chiaro.
Io frequento lo stadio comunale dal 1948 e devo dire che questa squadra e` la peggiore che mi ricordo, e` la mediocrita` della grande maggioranza dei giocatori, e` da attribuire a chi ha allestito l`organico, e` inutile iscriversi ad una competizione se non si e` in grado di competere.
Paolo Caccamo
Fabio Caressa così iniziò il suo collegamento per Italia-Ucraina (30 giugno, Campionato del Mondo 2006, al termine del quale la nostra Nazionale si impose in quell'edizione nell'immediato post calciopoli): "C'è un limite nella vita di uno sportivo, un muro che divide la normalità dall'eccellenza. Può essere un momento o una partita come questa. Se hai la forza di superarlo puoi alzare gli occhi, guardare la luce e pensare di non avere più confini."
Parto da questo concetto per spiegare cosa provo in questi momenti bui, io che mi reputo un tifoso sempre fedele i colori amaranto, appassionato autentico di calcio, che segue la Reggina dall'età della ragione (da quand'ero un bambino di 8 anni), fino ad oggi, alle soglie dei 39 anni.
Negli anni 80 e 90 abbiamo vissuto due decenni che definisco di più che dignitosa altalena, dalla C2 alla B con picchi di assoluta estasi per il sogno cullato (mi riferisco allo spareggio di Pescara per la Serie A), poi spezzato per via della lotteria dei rigori e, aggiungo cose note a tutti, per tutta una serie di motivi a contorno su cui non ha in questo momento alcuna ragione soffermarsi.
Ribadisco, tuttavia, il senso: dignitosa altalena e momenti di autentica esaltazione, per noi tifosi e per la nostra città.
Nel 1999 avviene quello che è ancora ai miei occhi, un miracolo sportivo - motivo per il quale non finirò mai di ringraziare l'attuale società - della prima, storica promozione in Serie A. Tutti noi abbiamo così avuto modo di vivere una avventura lunga 10 anni, di magnifiche battaglie sul palcoscenico di quello che, in quegli anni, era davvero il più bel campionato del mondo (per il gran numero di stelle che militavano nelle big), seppur inframezzate da una amara retrocessione, tuttavia subito dimenticata con l'immediata risalita.
Al termine di quella straordinaria parabola sportiva, siamo stati relegati lentamente e inesorabilmente, ai margini: sconfitte, retrocessioni, incertezze societarie, cambi di allenatori, mercati sconclusionati, penalizzazioni, incoerenza nelle scelte, oscurantismo/ermetismo da parte dei vertici verso i media ed i tifosi.
Una serie interminabile di bocconi amari, di tristezza (non sempre e solo sportiva, credetemi, ma anche, dal mio punto di vista - di emigrante che vive al nord - personale e intimamente connessa nel sentirsi appartenere alla MIA CITTA' e alla MIA SQUADRA).
Ad ogni partita segue puntualmente una sconfitta, una resa incondizionata, una battaglia già persa prima che la medesima inizi.
E questo è il punto: al termine di quel magnifico decennio, abbiamo perso la dignità, abbiamo chinato il capo e abbiamo perso la speranza di poter tornare ad essere nuovamente protagonisti. Il segno del declino, così profondamente incarnato nelle dolorose vicende politiche, sociali ed economiche della nostra città, si è impossessato (forse era inevitabile, sebbene io stesso non riesca a convincermene) anche di quella che era, fino a qualche anno fa, il nostro vanto, il nostro vessillo, la nostra bandiera, la nostra eccellenza che tanto ci faceva inorgoglire agli occhi di tutti. Ci hanno strappato, oltre alla dignità, anche questo: la gioia di individuarci nella nostra Reggina (e nella ns città).
Non avevamo che lei. Ecco perchè non è solo di calcio che si sta parlando: invito sommessamente Foti, affinchè ne possa prender nota.
Oggi diciamo che abbiamo toccato il fondo e che dal punto in cui ci si trova, non si può far altro che risalire la china.
Io non vedo, purtroppo, né la forza né, forse, la volontà di ricominciare.
Foti ed i suoi errori - e non sto affatto insinuando che siano stati fatti in malafede - conditi da un imperdonabile atteggiamento che trovo intellettualmente arrogante e presuntuoso, al momento attuale hanno determinato una situazione da cui, onestamente, non credo si possa venir fuori per le enormi lacune (a mio modo di vedere, voragini) tecniche, societarie e finanziarie.
Mi sento tradito da Foti perchè deluso da una sequela interminabile di errori, di improvvisazioni, di estemporanee azioni non organicamente interconnesse, senza alcuna progettualità e programmazione.
La cosa che gli rimprovero di più è l'assunzione di una posizione vittimista e fatalista. Il patron afferma: "Iscrivere la Reggina al campionato (e salvarla dal fallimento) è stato un miracolo!". Presidente, mi perdoni, ma un imprenditore lungimirante, un gruppo moderato e organizzato avrebbe pianificato il proprio futuro partendo dalla analisi dei rischi connessi ai potenziali e sempre probabili insuccessi. Si sarebbe comportato da formichina, da massaia, da mamma: avrebbe assicurato il proprio sostentamento, senza rischiare di vedere il baratro a un palmo dal naso per poi essere costretto a dar fondo a riserve straordinarie. Ovviamente non conosco a fondo tutte le vicende societarie (solo il cucchiaio che rimescola la pentola ne conosce il vero contenuto). Tuttavia, invito Foti a maggiore onestà intellettuale: la responsabilità diretta di amministrare la società è, da quasi 30 anni, esclusivamente la sua. Merito suo nell'aver raggiunto i successi e completa riconoscenza da parte nostra nei suoi confronti. Parimenti, ora, è necessario un bagno di umiltà da parte sua, ricoscere i propri errori, i propri demeriti, causa di insuccesso e, soprattutto, principali se non uniche cause dell'oblio sportivo e, ribadisco, parzialmente di una città.
E' proprio in ciò che non condivido l'operato di Foti e, alla luce dei fatti, oggi lo accuso di incapacità: una volta esaurita l'inerzia, l'entusiasmo di quel magnifico decennio, non è stato capace di salvaguardare il patrimonio (ripeto, non solo sportivo!!) ed il simbolo di una città e di una provincia intere.
E' arrivato il momento in cui prenda finalmente atto di tutto questo e assumersi la piena e assolutà responsabilità delle sue scelte, in qualsiasi azione possano trovarne concretizzazione.
Torno a Caressa ed al suo incipit: il mio sogno è quello di aprire gli occhi e tornare a riconquistare la dignità.
Domenico L.
Salve,
dobbiamo tutti ringraziare il Sig.Foti senza di lui il calcio a Reggio sarebbe finito tanto tempo fa.
abbiamo vissuto momenti belli e momenti brutti,come tutte le aziende prima o poi vanno in crisi,ma sono sicuro che a gennaio arriveranno nuovi rinforzi e nuova linfa per la società.
Qualcuno dice che ci sono degli acquirenti,ma dove sono ?perchè non si fanno avanti?,
la relatà e che nessunop ne vuole sapere di immetere soldi nella società reggina.
Voglio solo dire che bisogna prendere un allenatore di categoria e qualche giocatore di espierenze di serie C,è sono sicuro della salvezza della Reggina.
grazie
Claudio


