REGGINA - "L'ultima chance". Il pomeriggio surreale del Granillo. E la colpa di chi sarebbe?
Pomeriggio surreale allo stadio Granillo.
La Reggina esce battuta contro la Vigor Lamezia, una squadra che gli amaranto avevano affrontato per l'ultima volta nel 1955 e nella sala stampa dello stadio Granillo va in scena l'ultimo delirio di una Reggina purtroppo in agonia.
Belardi, Cirillo, Aronica, Di Michele e Armellino, si sono presentati insieme al presidente Foti e hanno provato a lanciare il messaggio ad un pubblico che oramai non ci crede più alla salvezza.
"Contro l'Aversa l'ultima chance". Purtroppo, nonostante la gratitudine che si deve a questi ragazzi che hanno dato prova di tenerci alla Reggina, i fatti sono chiari e lampanti. La loro rabbia contro la piazza e contro i giornalisti, arriva dopo l'ennesimo scempio. In campo sono scesi 11 calciatori che non hanno mostrato quell'acredine poi vista ai microfoni.
Le partite si vincono sul campo, si vincono segnando, correndo e mettendoci quella cattiveria sportiva che non appartiene a questa Reggina. Se poi a fine campionato questa squadra riuscirà a salvarsi, allora i calciatori avranno tutti il diritto di venire ai microfoni e attaccare i giornalisti o la città o il tifo. Ora, dopo le sconfitte in TUTTI i derby, che motivo c'è di gridare a mezzo microfono contro gli organi dell'informazione? O il pubblico dovrebbe assistere a scenette poco edificanti come quella odierna? La gente ha tutto il diritto di sostenere la propria squadra come meglio crede, sia allo stadio che davanti al computer.
Qualche settimana fa, con la squadra già ultima in classifica, mister Alberti ha dichiarato in conferenza stampa che questa è la realtà attuale della Reggina. Noi crediamo che nessuna piazza si meriti una squadra ultima e con poche possibilità di salvezza diretta e con una accozzaglia di calciatori che continuano a collezionare sconfitte in serie.
Ci sembra una lenta e dolorosa agonia, un "calvario" come ammesso dallo stesso presidente Foti. Di certo, questa non è la realtà che merita la città di Reggio Calabria. Se non siete d'accordo, cari calciatori, salvate la squadra sul campo e poi la città di Reggio ve ne renderà onore, come sempre ha fatto con chi ha dato prova di tenerci a quella maglia Centenaria.


