L'ANGOLO DEI TIFOSI - Ecco le nuove mail
Ecco le nuove mail giunte alla casella di posta elettronica tuttoreggina@libero.it. Potete continuare ad inviare i vostri pensieri sulla Reggina, ESCLUSIVAMENTE all'indirizzo di posta sopracitato.
Tutto come previsto. Sul fatto che la Reggina sul campo sia meritatamente ultima nn vi è dubbio, ma allo stesso modo é certo che Palazzi é un pallone gonfiato e che il campionato é spudoratamente falsato, perché giocare la gara contro il Savoia senza essere già matematicamente retrocessi sarebbe stato diverso e di conseguenza anche la gara con il Foggia poteva avere un altro epilogo. Qualcuno dirà che forse le avremmo perse entrambe, ma nn c'è la controprova. Campionato falsato significa proprio questo.
Francesco
LA REDAZIONE RISPONDE: Che sia falsato non c'è dubbio, ma per le tante gare gettate dalla finestra, dobbiamo ringraziare gli esimii calciatori della Reggina, incapaci di battere chiunque. A maggior ragione che c'era la possibilità di riavere questi 10 punti.
Gentile Redazione di TuttoReggina,
prima di tutto non posso che farvi un sentito ringraziamento per il servizio che rendete a tutti i tifosi della Reggina e complimenti per la vostra professionalità e l'obiettività nei giudizi.
Vorrei fare una considerazione sulla giustizia sportiva, alla luce della restituzione dei dieci punti di penalizzazione relativi agli incentivi all'esodo. Mi riesce difficile credere che qualcuno nella Procura Federale o nel Tribunale Federale ce l'abbia con la nostra società, ma mi pare evidente che qualcosa non funziona nel sistema delle penalizzazioni. Come si può continuamente dare e togliere punti di penalità a una società durante tutto il corso della stagione? Com'è possibile che per la stessa questione fossero comminati in autunno 4 punti di penalità, poi revocati, e adesso altri 10 con lo stesso medesimo risultato? E a quanto vedo la Reggina in lega pro non è l'unica società ad essere soggetta a queste vicende (si veda il Novara che oggi ha riavuto indietro 5 punti).
Si falsano i campionati con questo sistema e il rischio è l'allontanamento ulteriore del pubblico da questo bellissimo sport. Sono assolutamente convinto che le società che non rispettano le regole amministrative debbano essere punite, ma si trovi un altro modo. Innanzitutto rendendo più severe le regole di ammissione alle varie categorie (da questo punto di vista ho letto con piacere che nell'ultimo consiglio federale s'intende procedere in questa direzione) e aumentando i controlli pre-stagione. E se logicamente la giustizia sportiva ha i suoi tempi (a volte forse eccessivi), si applichino le penalizzazioni alla stagione successiva, magari in casi gravi arrivando pure a escludere la squadra colpevole dai campionati. Le penalizzazioni nel corso della stagione andrebbero applicate solo per gravi questioni sportive (per esempio non scendere in campo in una partita).
Questa stagione da questo punto di vista è stata davvero orribile a tutti i livelli - si pensi al caso Parma - ma in particolare nel girone C di lega pro. Se poi penso alla prestazione in campo degli amaranto.. beh mi verrebbero in mente aggettivi ben peggiori!
Nella speranza di un futuro rilancio (seguo con ansia le notizie sulla cordata australiana) che la nostra piazza si merita eccome, un saluto a tutti i tifosi e sempre forza Reggina
Guido da Monza
LA REDAZIONE RISPONDE: Guido, non si può non condivedere molti dei suoi pensieri in questa mail. Noi non pensiamo ad un accanimento proprio contro la Reggina da parte di procura e tribunale di primo grado, ma se hanno dei problemi tra di loro, li risolvessero prima di gettarsi da soli discredito. E comunque, lo ripetiamo, i giudici di primo grado, dopo il caso Reggina, dovrebbero dimettersi o rinunciare al loro incarico.
Gentile redazione,
scrivo dopo un po' di tempo. Dunque, date le ultime vicende che si sono susseguite, credo che comunque la situazione rimanga molto critica. Infatti, nonostante la Corte Federale ci abbia restituito 10 punti, siamo comunque messi male.
Forse, se a Foggia non avessimo sprecato l'ennesima occasione (ho perso il conto delle partite perse dopo essere passati in vantaggio), avremmo avuto più tranquillità: non credo che il Savoia vinca domenica contro la Casertana, così come dubito che la Salernitana regali punti al Messina. Ma, allo stesso tempo, non è detto che la Reggina possa vincere contro Catanzaro e Martina.
Detto questo, io mi sento comunque retrocesso in Serie D, anche se dentro di me un minimo di speranza vive: allo stesso tempo, comunque, non voglio illudermi più di tanto. Certo, qualora dovessimo retrocedere, c'è sempre la questione del fallimento del Savoia che potrebbe decretare un eventuale ripescaggio, ma sinceramente la vedo molto dura.
Speriamo che i calabro-australiani possano risollevarci da sottoterra...
Forza Reggina,
Luca da Pavia
Gentle direzione.
Ho appena letto la conferenza stampa del per adesso padrone della Reggina calcio 1986, e finalmente il coniglio e` venuto fuori dal cilindro, il sei Maggio l'Azienda Reggina calcio 1986, presentera` al tribunale fallimentare, documenti allestiti per dimostrare che da parte dell`azienda c`e` l`intenzione di vendere e che sta trattando con i possibili acquirenti che a loro volta si faranno carico dei debiti presenti e futuri, di suddetta azienda.
Una domanda viene spontanea, che possibilita` ci sono che un tribunale possa seriamente prendere in considerazione tale richeista?
Se la richiesta dovesse essere accettata dal tribunale, (e io ne dubito) potrebbe significare che fra dieci anni ricorderemo con affetto il Sig.Foti? E se non dovesse essere accettata, l`incubo continuerebbe?
P.S.Quei politici che si erano impegnati con tutte le loro forze, come si sospettava, tenevano come l`acqua nello scola pasta.
Paolo Caccamo
LA REDAZIONE RISPONDE: Paolo, se la cordata australiana fa i fatti promessi e prospettati da Foti, allora il Tribunale potrebbe sostanzialmente respingere l'istanza di fallimento di Unicredit. Se accetta l'istanza di Unicredit, si apre il baratro.
Spett.le Redazione,
A me pare che l'intervento degli imprenditori calabro-australiani sia come la famosa commedia di Shakespeare "molto rumore per nulla". Premesso che non sono un docente di economia alla Bocconi di Milano, ritengo che con 10 milioni da investire nei prossimi tre anni non si va da nessuna parte. Forse questi signori ragionano in dollari australiani. 10 milioni di euro (una vincita al superenalotto) in tre anni basteranno a ripianare i debiti ed affrontate le spese correnti? Se loro ritengono di si, siano i benvenuti. A me i dubbi rimango, ma spero con tutto il cuore che presto questi dubbi svaniscono. Saluti
Giorgio D.
LA REDAZIONE RISPONDE: Giorgio, la questione che lei solleva è fondata, pur sottolineando che comunque la cessione di una società è una cosa talmente complessa che è difficile parlarne in termini semplicistici e senza entrare nel dettaglio. Il pres. Foti ha prospettato il quadro della situazione, ora noi, come lo abbiamo detto anche lui, aspettiamo i fatti, perché quelli contano.


