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Crisi Italia, l'agente francese Le Mee: "Tutti a casa? Sì, ma se vi mancano i talenti..."TUTTO mercato WEB
Oggi alle 10:30Serie A
di Daniele Najjar

Crisi Italia, l'agente francese Le Mee: "Tutti a casa? Sì, ma se vi mancano i talenti..."

Tanti i temi che fanno dividere l'opinione pubblica, gli addetti ai lavori e gli appassionati di calcio, a pochi giorni dalla mancata qualificazione al Mondiale - la terza di fila - da parte della Nazionale di Gattuso. Che urgano riforme a livello di Federazione è ormai chiaro anche ai più ottimisti, ma dove ci sono realmente le falle più gravi da sistemare? E il nostro movimento calcistico dove funziona peggio, rispetto a quello di Paesi dove il pallone sembra rotolare meglio? Lo abbiamo chiesto a Yvan Le Mee, agente francese che fa spesso affari sull'asse Francia-Italia. Le Mee oggi rappresenta fra gli altri Yanis Massolin, centrocampista del Modena acquistato dall'Inter a gennaio, in vista della prossima estate ed ha rappresentato anche Ange-Yoan Bonny nel recente passato. Che ne pensa della mancanza di talenti che sembra esserci in Italia? "Nel calcio italiano sicuramente manca talento oggi e non ci può essere una squadra che vinca senza di esso. Oltre a Donnarumma, Tonali è uno dei pochi che gioca ad alto livello fuori dall'Italia, anche grazie al suo fisico. L'unico talento giovane che vedo oggi è Pio Esposito, che è fortissimo. Ma per colmare il gap manca troppo. Prendete Inghilterra, Francia e Spagna, hanno 20-25 talenti. Guardate la Spagna: per una certa fase faticava a trovare nuovi talenti, oggi si ritrova con Yamal e Nico Williams. Questo è un vero problema per l'Italia". Ci sono grandi cambiamenti nel calcio italiano. "Il sistema non va, ma ora vedo che si parla di mandare via tutti. Via il presidente della FIGC, via Buffon, Gattuso, via anche gli agenti come me, ma il problema rimane nel fatto che manca la qualità. Se non c'è qualità, è difficile fare qualcosa. Da una piccola macchina non puoi gareggiare contro una Ferrari, anche se la porti a giri alti". Lei porta spesso giocatori in Italia. "Io porto sempre volentieri i giocatori di talento in Italia, perché il lavoro che si fa da voi sui giocatori è unico e massimizza il talento. Il talento però ci deve già essere nei ragazzi che porto qui e questo è il vostro problema, a mio avviso". Si dice: ci sono troppi stranieri. "In Inghilterra ci sono più stranieri che in Italia, eppure il livello della Premier League è il massimo. Lo stesso in Bundesliga. Troppo facile questo tipo di comunicazione". Si dice ancora: un talento straniero trova più possibilità di un italiano, in Serie A. "Puntare su un italiano costa una fortuna ad un club. Un giocatore che in Francia vale due milioni, in Italia ne vale 10, che sia settore giovanile o prima squadra. Tante società non hanno la possibilità di fare questo tipo di investimento e puntano su altri Paesi. Poi si dice che è colpa loro se la Nazionale non va, ma secondo me non è così. Il livello della Nazionale non dipende dal livello del campionato. Se Pio Esposito fosse rumeno importerebbe poco, se è italiano tanto meglio per la società. Anche in Inghilterra si vede questo: quando un ragazzo inglese è forte, il valore schizza alle stelle". Si dice anche che c'è un problema nella formazione dei giovani in Italia. "In Francia, come in Brasile, vengono fuori sempre nuovi talenti, con fisico, velocità, tecnica. C'è una base di formazione di qualità, sì, ma non vedo una superiorità nella formazione rispetto all'Italia. Se mi chiedeste di scambiare la formazione che viene fatta in Italia con quella francese, beh lo farei volentieri. In Italia c'è qualità nel lavoro, ma manca la base su cui farlo". Si punta troppo sul fisico oggi? "Gli allenamenti sono simili, in Italia manca un po' la capacità di lasciar fare ai giocatori quello che si sentono, quella di insegnargli a fare il dribbling, a saltare l'uomo. Parlando del fisico: ormai siamo sugli standard dell'NBA a livello di ricerca del fisico. Oggi arriva tutto dal fisico. In Francia uno come Manu Kone deve sudare la maglia anche se è uno dei più ricercati sul mercato. Una cosa genetica: oggi se un giocatore non è alto un metro e novanta, dove va? L'Inter ha fatto due finali di Champions con tanti giocatori fisici o di corsa, così come l'Atalanta ha vinto l'Europa League". Su Massolin cosa ci dice? Come lo ha visto dopo l'arrivo dell'Inter? "Bene, è felice dell'arrivo dell'Inter, che è un grande salto per lui. Lui è pronto. Prima di tutto è pronto a giocarsi la Serie A, cui spero possa arrivare il Modena: in questo momento è completamente focalizzato sul presente. E poi sarà pronto per l'Inter quest'estate, di sicuro, tanto a livello mentale che fisico. Lui ha tutte le qualità che si cercano in Italia: fisico, forza, un bel mancino, dribbling e qualità incredibile. E lui non ha fatto formazione o accademie particolari. Ha fatto tutta questa scalata perché ha una qualità innata unita a questo fisico, sulla quale è intervenuta la formazione che viene impartita in Italia".