Gasperini: "La squadra non ha mai fallito nelle motivazioni. Con la proprietà ho un ottimo rapporto"
Gian Piero Gasperini ha aprlato ai microfoni di DAZN alla vigilia del match contro l'Inter. Ecco le parole del tecnico giallorosso:
Come l'ha vissuta da italiano?
«Come tutti gli italiani, con grande dispiacere perché tutti quanti ci auguravamo che si potesse giocare il Mondiale quest'estate. Purtroppo non è andata così, questa è sicuramente una sconfitta un po' per tutti quanti, non solamente per la squadra».
Come ha ritrovato Mancini, Pisilli e soprattutto Bryan Cristante?
«Beh, il giorno dopo tutti molto molto abbattuti, poi la legge dello sport impone anche di guardare avanti e di affrontare il prossimo obiettivo».
Lei è nel calcio da una vita, nella lista delle cose da fare per rifondare il calcio italiano cosa mette al primo posto?
«Credo che sia più una questione proprio di sistema, non è che non riguarda un presidente, un allenatore oppure piccole cose. Credo che il nostro sistema in questo momento non sia vincente, non lo è né nella costruzione dei giocatori, né nella costruzione eventualmente della nazionale, perché le cose si sono ripetute nel tempo, anche probabilmente nel nostro campionato, non esiste una cosa sola, ci sono tante cose probabilmente da rivedere un po' da parte di tutti, di tutte quante le componenti di questo straordinario sport, che ha una base di entusiasmo di pubblico enorme, che ha una base di ragazzini che giocano a calcio enorme, e quindi se proprio dobbiamo vedere qualcosa di positivo è questo, e probabilmente bisogna lavorare meglio sotto tutte le componenti».
Si riparte da San Siro, la Roma ha vinto una sola partita contro le prime sette della classifica, cosa ha avuto in meno secondo lei la sua squadra proprio rispetto alle altre, a quelle che vi precedono?
«Direi che almeno nel girone di ritorno non ne ha perse nessuna, e quindi sono partite equilibrate, sono partite di livello, è chiaro che le partite che abbiamo avuto con la Juventus in vantaggio, a Napoli in vantaggio, la stessa partita che abbiamo fatto col Milan, sono partite che hanno lasciato un po' di rammarico sotto il profilo del risultato, ma se domani fossimo capaci di ripetere quel tipo di prestazione che abbiamo fatto con queste squadre sarei indubbiamente contento».
Su quali dettagli si lavora a otto giornate dalla fine di un campionato?
«Sicuramente abbiamo acquisito delle esperienze, delle partite, delle gare, sicuramente una squadra che rispetto all'inizio della stagione ha un modo molto più efficace e anche più conosciuto di affrontare le gare, se vogliamo, è una squadra questa che non ha mai o quasi mai fallito sotto il profilo delle motivazioni e anche delle prestazioni».
Si fida degli ultimi risultati dell'Inter?
«No, questo no assolutamente, però indubbiamente denotano che è una squadra con la quale si può fare risultato, visto che ci sono riuscite anche altre».
Le tue squadre vanno sempre molto forte nei finali di stagione, vi siete domandati che cosa serve alla Roma per arrivare in Champions League?
«Non so quanti punti siano sufficienti, però già il fatto di essere arrivato nel finale, comunque insieme alla Juventus, un po' dietro al Como che è la vera squadra, non direi sorpresa, ma la vera squadra importante in questa lotta, con l'Atalanta, alcune squadre che si sono allontanate, quindi è una corsa ristretta, una volata ristretta a queste squadre, noi ci siamo dentro, con tutte le nostre forze, con tutta la nostra voglia di farlo».
Avrebbe firmato per trovarsi a questo punto della stagione con questa classifica anche senza coppe?
«Probabilmente a inizio stagione sì, un mese fa speravamo un po' meglio da uscire da certi scontri magari, visto anche le prestazioni fatte, con qualche punto in più. Credo che la squadra però ha fatto sempre il proprio dovere».
Con Malen, da inizio stagione dove sarebbe la Roma?
«Non lo so, difficile dirlo. Malen è stato a gennaio sicuramente un valore aggiunto importantissimo per questa squadra, a dimostrazione che quello che conta è proprio la squadra. Aver perso contemporaneamente Dovbyk, Ferguson, Dybala, Soulé, insomma rispetto al girone d'andata tanti giocatori in attacco. Malen ha dato un valore aggiunto, qualcosa abbiamo perso purtroppo con queste situazioni».
Posso chiedere come sta Soulé e se può giocare anche dall'inizio domani sera?
«Soulé ha ripreso da due settimane con la squadra, è stato fuori molte settimane prima. La prima settimana un po' così così, non è guarito del tutto certamente. Nell'ultima settimana ha fatto sicuramente bene».
Ha chiuso Roma-Lecce con Venturino, Arena, Robinho Vaz davanti. Vaz ha proprio deciso la partita. Che tipo di margini di miglioramento ha questo ragazzo?
«Ne ha sicuramente tanti perché è un ragazzo molto giovane. Anche per lui non facile cambiare squadra a gennaio, entrare in un sistema completamente nuovo. È chiaro che ha bisogno di crescere sotto tanti aspetti, ma quello che ha fatto in quest'ultimo mese è sicuramente una bella evoluzione».
Ha avuto un grande impiego in questa stagione anche Lorenzo Pellegrini. È uno dei giocatori da cui ripartire il prossimo anno anche alla luce della sua situazione contrattuale?
«Lorenzo Pellegrini ha fatto bene tutto l'anno. Lui come tantissimi altri giocatori. Veramente il gruppo di questi giocatori è stato molto trainante, molto utile a me. Io sono sicuramente a tutto questo gruppo di squadra molto riconoscente per il lavoro che abbiamo fatto insieme fino adesso. Adesso è il momento di cercare di raccogliere il massimo di tutti questi mesi».
Dopo la gara contro Lecce, anche dopo l'uscita dell'Europa League, si è parlato di tensione, di divergenze, di frizioni. Possiamo fare chiarezza sul suo rapporto con la società?
«No, io con la società ho un ottimo rapporto, in particolare con la proprietà. Una proprietà che, nonostante quello che si dice, fair play finanziario, eccetera, ha messo a disposizione tante risorse, anche quest'anno, ha investito veramente molto, come quasi mai mi era capitato. La proprietà è chiaro che deve affrontare anche delle gestioni pregresse, che in qualche modo la condizionano e con le quali abbiamo bisogno di lavorare insieme per cercare di uscire e di portare la società nel modo più sostenibile possibile, senza però dimenticare la necessità di avere una squadra sempre migliore e sempre competitiva».






