... CHE CI FANNO VENIRE I BRIVIDI: da Omar Colley a Gregoire Defrel. Difesa, concentrazione e abnegazione
Stasera la Sampdoria si è dimostrata la vera Sampdoria anche in trasferta, anche contro una neopromossa.
Siamo soltanto ad inizio campionato, può però trattarsi di una potenziale svolta in termini di mentalità, autoconsapevolezza dei propri mezzi, un passo in avanti non da poco nella mente del collettivo. Il lavoro del mister sta raccogliendo quanto seminato anche su questo fronte, la Sampdoria non si è smarrita nell'ennesimo campo di una cosiddetta “matricola”, anzi tutt'altro, ha gonfiato la rete in cinque occasioni, è stata padrona del campo per quasi l'intero incontro e per la seconda volta consecutiva non incassa reti.
Una mentalità combattiva a coinvolgere l'intero collettivo che può essere riassunta in due momenti. Al 15' Omar Colley, difensore di ruolo, strappa applausi a scena aperta con un allungo in spaccata che impedisce in area a Perica la conclusione al volo sull'insidioso traversone di Molinaro dalla destra, un intervento provvidenziale per chi punta ad una maglia da titolare. Al 72' a vittoria già in cassaforte Gregoire Defrel, difensore aggiunto, va a chiudere sul fondo su Soddimo, come se non avesse corso abbastanza fino a quel momento. La voglia di riscatto, l'entusiasmo per la vena realizzativa ritrovata e una condizione fisica che fa ben sperare, una duttilità tattica che gli è sempre stata riconosciuta.
La Sampdoria esce in trionfo dal Benito Stirpe giocando da squadra con importanti valori tecnici e soprattutto da compagine finalmente in grado di badare maggiormente alla concretezza, non guardarsi allo specchio nei momenti cruciali, dimostrandosi un'entità coesa, compatta e ben organizzata, esattamente come avviene tra le mura amiche.


