L'invidia di chi non c'è, l'amore di chi ci sarà sempre
Si potrebbe dire che il sottofondo musicale di questo periodo è dato dalla canzone che canticchiavano anche i nostri giocatori nello spogliatoio, mentre Cassano improvvisava quella danza assolutamente inguardabile, con il presidente Garrone. Sì, l’avete canticchiata tutti, ne sono sicura. Quella che dice “Non succederà più”…
Ecco, prendendola alla lettera, io sono convinta che tutto quello che stiamo vivendo in questi giorni, non succederà proprio più. Sono due settimane che guardo la sciarpa indossata il 16 maggio 2010 e mi domando se davvero siamo ai preliminari di Champions o se è stato tutto un sogno.
Spesso mi ritrovo a rielaborare mentalmente quella splendida giornata, dall’inizio alla fine, e sempre mi ritrovo con la stessa domanda : ma siamo davvero noi ad essere in Champions? Quando successe l’altra volta ero troppo piccola, non posso ricordare, quindi è la mia prima volta nell’Europa dei big, è la prima volta che provo emozioni indescrivibili come il non crederci, a distanza di giorni.
E quando lo racconti, la gente ti guarda stupita, si chiede cosa sarà mai questa Champions, i tifosi delle squadre che ci vanno da anni ridono di te, mentre ti esalti e racconti la formazione dei magnifici 11 che hanno conquistato questo ambito premio, gli invidiosi che non sanno nemmeno cos’è una Coppa dei Campioni iniziano a gufare dicendo “uscirete al primo turno”. Potrà essere, ma intanto noi ci siamo, la stessa cosa non si può dire di tanta altre squadre.
Non sto nemmeno a raccontare il menaggio subìto dai fiorentini, nei giorni a venire, quando mi esaltavo per il risultato ottenuto. Si sa, sono toscana, e nella mia zona ne è pieno. Sono invidiosi, sono rabbiosi, non fanno altro che ripetere il loro disgusto per il fatto che noi siamo là, dove dovevano esserci loro. Però io rido. Perché l’invidia è una brutta bestia.
Di casi simili però ne abbiamo anche in casa nostra. Siamo tutti abituati a vedere gente che sale e scende dal carro dei vincitori, adesso per esempio sul nostro carro c’è l’affollamento, prima o poi arriverà la voce che dirà di scendere per evitare che ci lasci a piedi; ma pochi mesi fa il carro era un po’ vuoto, a novembre per esempio, quando la nostra squadra non brillava come negli ultimi mesi del campionato. Mi ricordo di gente che firmava, addirittura, per una salvezza raccattata coi denti, oppure altri che avrebbero voluto mandar via la società perché non disposta a puntare ad obiettivi alti come la Champions poi ottenuta. E dei giornalisti? Ne vogliamo parlare? Loro sì che son stati simpatici nei nostri confronti.
Eravamo i “bischeri” che hanno preso cinque gol dalla Juve, quelli di “tanto Marotta va alla Juve”, e quando abbiamo ottenuto il quarto posto, in pochi hanno ammesso il nostro valore, la nostra potenzialità, in fondo si sa che è più interessante pronosticare fantomatici passaggi di proprietà di calciatori e dirigenti che valorizzare una squadra che erano anni che non otteneva un cosi ambito posto in Europa, come quello dei preliminari.
Ma alla fine fatemelo dire, ma chi se ne frega. Io ho la coscienza a posto, io ho sostenuto la squadra da fine agosto al 16 maggio, non ho mai smesso un secondo, nonostante avessi la rabbia che mi logorava vedendo che forse potevamo fare di più, ottenere molti più risultati rispetto al derby perso o alle partite contro Juve e Milan.
Certo è che ora ci sarà solo da divertirsi, con i mugugnoni, perché alla prima partita sbagliata in Champions saranno i primi a criticare, i primi a dire che “Garrone è tirchio”, “Di Carlo non capisce nulla”, “Cassano gioca male” e via dicendo. Son pronta a scommetterci una pizza. A costo di pagare mille pizze.
A chi invece come me Domenica ha partecipato alla scooterata sgolandosi per urlare DORIA DORIA DORIA sotto al tunnel, a chi c’era dopo alla festa in piazza, a chi allo stadio ha cantato per 90 minuti di seguito, senza mai fermarsi, a chi ha sventolato, a chi l’ha sostenuta sempre, a chi c’era a Palermo e a Catania, e c’era anche contro il Lecce in Coppa Italia, a chi c’era in quella maledetta partita con il Livorno, sempre in coppa, a chi manifesta per la nostra libertà di espressione e di pensiero, a chi lotta per difendere i nostri diritti, a chi si impone contro un modello di calcio che non ci piace, a chi ama i colori blucerchiati prima di tutto. Bene, a tutti voi voglio dire di continuare così, perché è grazie a voi che i tifosi della Sampdoria si caratterizzano, è grazie a voi che tutti noi ci emozioniamo il triplo quando siamo allo stadio, è grazie a voi se andare allo stadio la Domenica resta una gran passione.
Perché diciamocelo, ce ne stanno facendo di tutti i colori per toglierci l’amore per il calcio. La tessera del tifoso, addirittura discussa da Platini ed etichettata come cosa piuttosto inutile, non di suo piacimento, ha conquistato altrettanti no da parte di giocatori, prontamente zittiti da un mondo che non accetta un parere contrastante a quello di chi governa. Se solo la gente che ha voluto la tessera, e la difende a spada tratta, se ne andasse un po’ allo stadio senza giudicare dalla poltrona del suo salotto di fronte alla tv…
Cerchiamo di pensarci il meno possibile, l’anno prossimo sarà un grande anno per la nostra amata, un anno duro, ma anche pieno di soddisfazioni. Gireremo l’Europa, con o senza tessera. Perché non sarà di certo una tessera a fermare la nostra passione.


