SAMPDORIA GONFIA LA RETE: l'ago della bilancia
Le due sconfitte consecutive con Torino e Roma ridimensionano i sogni europei blucerchiati, seppur l'aritmetica non li spenga ancora del tutto. Se con i granata, tuttavia, sul piano dell'agonismo la Sampdoria aveva avuto la peggio, questa volta poco si può rimproverare ai blucerchiati dal punto di vista dell'impegno e del gioco creato. Partita nel complesso equilibrata, buon primo tempo, ripresa meno incisiva. L'ago della bilancia è il cinismo: la squadra di Ranieri ha saputo capitalizzare al massimo le poche occasioni create, mentre la Samp nei momenti chiave non è riuscita ad essere abbastanza fredda in area di rigore.
Giampaolo a gara in corso ha dato un chiaro segnale ai suoi ragazzi: provare a giocarsela a viso aperto, optando per una squadra a trazione anteriore. Modulo consueto, ma con Gabbiadini subentrato a dare manforte a Quagliarella e Defrel, quest'ultimo di fatto pronto ad occupare una trequarti presidiata confusamente da Saponara nella prima parte del match. Più attaccanti, però, non necessariamente significa più goal: Fabio Quagliarella sta, comprensibilmente, rifiatando e il reparto avanzata blucerchiato ne risente. Il tiro al volo del numero 27 nel primo tempo dà soltanto l'illusione del goal (che sarebbe stato da cineteca), per il resto le occasioni utili latitano e non è semplice farsi largo tra i difensori giallorossi.
Defrel questa volta non incide, tuttavia non sfigura, confermando una ritrovata condizione atletica e mentale. La sua è una gara generosa, prodiga di palloni recuperati e chilometri percorsi, ma povera di conclusioni insidiose per Mirante, come il tiro da fuori al 24', potente ma centrale. I cross a cui insolitamente ricorre la squadra blucerchiata sono facili prede dei centrali giallorossi, che in quota hanno sempre la meglio sugli attaccanti doriani.
Il meno in palla del reparto avanzato doriano è Manolo Gabbiadini, che spreca un paio di occasioni e non riesce nell'intento di impensierire la retroguardia capitolina. Giampaolo si affida a lui per mescolare le carte, ma l'attaccante non riesce a dare la scossa auspicata dal tecnico. Quest'ultimo nei minuti finali getta nella mischia anche Marco Sau per non lasciare nulla di intentato.
In sintesi: con la Roma la Samp crea e spreca, corre ma non punge, pagando una delle poche occasioni concesse. I numeri non mentono: 2 soli tiri in porta, 8 fuori dallo specchio, 6 occasioni da goal in ben 35 azioni manovrate (contro le 26 giallorosse). Se un pizzico di fortuna e cinismo sono l'ago della bilancia in grado di trasformare una stagione ordinaria in straordinaria, non dimentichiamo però che non è il momento del disfattismo: la classifica rispecchia il valore complessivo di una rosa che non è stata costruita appositamente per l'obiettivo Europa League, ma si è trovata con merito in una posizione che le ha permesso di provare a lottare per qualcosa di più grande di una salvezza tranquilla. Anche se i sogni dovessero restare tali, almeno riconosciamo ad allenatore e squadra il merito di averci portato a pensare che nulla fosse impossibile.


