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Festa Samp Club Alassio, Pellegrini: "Stagione positiva, battere le big è valore aggiunto. Io non lascerei andare Giampaolo"TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
venerdì 31 maggio 2019, 07:53News Doria
di Lidia Vivaldi
per Sampdorianews.net

Festa Samp Club Alassio, Pellegrini: "Stagione positiva, battere le big è valore aggiunto. Io non lascerei andare Giampaolo"

Nella serata di ieri si è svolta presso un hotel della località rivierasca la tradizionale festa di fine stagione del Sampdoria Club Alassio. Ospite d'onore della serata Luca Pellegrini, a cui il club è intitolato. Sampdorianews.net, presente all'evento, ha avuto il piacere di scambiare qualche battuta con il capitano della Samp Campione d'Italia.

Serate come questa sono quasi come cene di "fine anno scolastico" in cui si traccia un bilancio del campionato appena concluso: "L'alunno in questione è un "fuori corso", quindi posso solo commentare quello che ho visto, non sempre ho l'occasione di vedere le partite della Samp, qualcuna la vedo registrata. Sono dell'avviso che per i blucerchiati sia stata ancora una volta una stagione positiva, poi è chiaro che il range nel quale la Sampdoria si augura di arrivare a inizio stagione è sempre quello, ovvero tra il 6/7° e il 10° posto. È un peccato perché forse, nei finali di stagione, viene un po' a mancare quell'energia che servirebbe per dare un qualcosa in più, non solo per andare a Roma ma per vedere anche il Papa. Non essendo all'interno dello spogliatoio, però, non posso dire se siano i giocatori, l'allenatore, o la Società. Questo è l'unico rammarico, tuttavia credo che, ipotizzando il fatto che nel calcio attuale non si avrà più l'occasione e la capacità di vincere un campionato o di arrivare tra le prime 2 o 3, ho visto comunque una bella Samp durante l'anno. Un motivo di orgoglio per i tifosi dovrebbe essere anche quello di essersi tolti delle soddisfazioni come battere le grandi e, per quello che è il target dei blucerchiati, si tratta di un risultato importante e di un valore aggiunto dato dall'allenatore che sa elevare la qualità dei singoli."

Un argomento di grande attualità quello dell'allenatore, con il nodo Giampaolo ancora da sciogliere... "Mi piacerebbe rispondere con due nomi: Percassi e Gasperini. Percassi, che ha capito l'importanza dell'allenatore, ha di fatto blindato Gasperini. È anche vero, d'altronde, che con l'Atalanta potrà giocarsi la Champions League. Il caso di Giampaolo assomiglia un po' al primo Gasperini, quello della gestione Preziosi, quando il tecnico volle mettersi alla prova all'Inter. Poi, rimasto scottato, ha fatto un passo indietro, ma è normale che un allenatore che è ambizioso voglia seguire un percorso di crescita, ed abbia voglia di migliorarsi anche per la propria soddisfazione. Capisco il desiderio di alzare l'asticella, è come se fosse un giocatore che vuole andare a giocare in un top club per vedere se è in grado di vincere qualcosa, e non solo di partecipare. Dall'altra parte, se fossi io il presidente, farei ponti d'oro per non farlo andare via, perché Giampaolo ha dimostrato, così come quelli della sua generazione, che un allenatore in grado di valorizzare i giocatori porta un risultato tangibile, nel momento in cui si vendono quei giocatori. Anche dopo aver venduto i pezzi migliori lui è in grado di ripartire ricostruendo la squadra, e non tutti i tecnici hanno questo pregio."

Sono subito circolati molti nomi di possibili sostituti, da Gattuso a De Zerbi, da Semplici ad Andreazzoli. Qual è il profilo che meglio si adatterebbe alla Sampdoria? "Per continuare con quella filosofia si dovrebbe scegliere un Andreazzoli o un De Zerbi, perché fanno parte di quel filone di allenatori che ti fanno crescere dal punto di vista tecnico e della personalità. Quelli sono i tecnici che sono bravi a lavorare soprattutto quando c'è materia prima con del potenziale: lì c'è la possibilità di implementare la propria idea, mentre un giocatore già "finito", che magari ha già anni di esperienza, deve avere molta umiltà e disponibilità nei confronti del mister, anche se quest'ultimo non dovesse avere un curriculum prestigioso. È un sottile equilibrio quello che si deve trovare, tra la scelta dell'allenatore e la rosa che si ha a disposizione. Io innanzitutto vorrei che non andasse via Giampaolo, ma se fossi costretto a scegliere un nuovo tecnico seguirei questa filosofia. In questo momento il più rappresentativo tra gli allenatori di questo tipo è Sarri, fresco vincitore dell'Europa League."

Tornando al tema della serata, il Samp Club Alassio è intitolato a te ed il legame non è semplicemente di nome: "Alassio per me è un rifugio sicuro, ogni volta che ho bisogno di tranquillità, serenità, di scambiare quattro chiacchiere con gli amici, vengo qui. Oltre ad essere bella, è una cittadina che ti accoglie, e lo ha fatto fin dai tempi in cui giocavo. Questo affetto, questa empatia tra di noi è rimasta, sia da parte mia che degli alassini che lo manifestano nei miei confronti".

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