Del Neri alla Gazzetta dello Sport: «Una stagione straordinaria»
Il tecnico blucerchiato Luigi Del Neri, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, non perde occasione di ricordare il suo passato da allenatore del Palermo, esaltando però le grandi qualità dell'ambiente doriano: «A Palermo ho vissuto benissimo: mancò la pazienza per aspettare i frutti del mio lavoro. Quella pazienza che invece c’è stata qui alla Sampdoria».
«Domenica andremo a giocare in un ambiente caldo come un ferro da stiro – continua poi il tecnico di Aquileia citando Zamparini –, ma la mia squadra ha dimostrato nelle ultime uscite di saper reggere alle pressioni. Lo ha fatto in trasferta con l'Inter e la Roma, proverà a farlo anche a Palermo».
Proprio Palermo; in una partita, quella di domenica prossima, che secondo molti lo vedrà vestire i panni dell'ex con voglia di rivincita. Secondo molti, ma non secondo il timoniere blucerchiato: «Non ho assolutamente voglia di rivalsa nei confronti dei rosanero – precisa – . Zamparini è un presidente particolare, e poi siamo entrambi friulani, non avevamo chanches di trovare un accordo – conclude scherzando - . Della mia esperienza a Palermo, oggi sono rimasti appunto solo lui e il portiere Sirigu, che allora era nella Primavera. Ha cambiato molto, ma visto dove è arrivato il Palermo, dobbiamo ammettere che, seppur a modo suo, Zamparini ha fatto un gran lavoro».
Oltre che del suo passato palermitano, però, Del Neri parla giustamente anche dello straordinario presente, con un campionato svolto sino a qui in modo eccelso dalla sua Samp, per una lotta-Champions che durerà fino all'ultimo minuto della trentottesima giornata: «Domenica sarà decisiva solo se vinceremo noi, altrimenti ci si giocherà tutto nell'ultima partita - sostiene il tecnico - . Comunque vada, però, siamo qui. Il Palermo puntava ad arrivare alla Champions fin dall’inizio, mentre noi puntavamo al decimo posto; ma ce lo siamo meritato come loro, con una stagione straordinaria, nella quale abbiamo finora conquistato 63 punti e battuto Inter, Roma, Milan e Juventus: nella mia carriera non mi era mai capitato».
Tutti gli ingredienti per una grande partita sembrano dunque esserci: obiettivo comune, buone squadre, grande entusiasmo da parte delle due tifoserie; e, infine, due veri fuoriclasse in campo: Antonio Cassano e Fabrizio Miccoli. Dei singoli, e chi lo conosce lo sa bene, Del Neri però preferisce non parlare, mantenendo il suo pensiero sull'importanza del gruppo anche in chiusura di intervista: «Cassano e Miccoli da soli fanno pochino, sono la Sampdoria e il Palermo che fanno “tantino” - dice -. Certo, per i tifosi e per i media è importante esaltare chi fa gol; ma io non esalto né Cassano, né Pazzini, né Palombo: sono tutti importanti e io, preferisco pensare alla mia difesa, che nel girone di ritorno in casa non ha praticamente subito gol».


