Pozzi: "La mia Nazionale ce l'ho già e si chiama Sampdoria"
E' felice della conferma in maglia blucerchiata Nick Pozzi. L'attaccante che tanto ha fatto bene l'anno passato nonostante un brutto infortunio verso fine campionato, è stato riscattato interamente dalla Samp. Contattato in esclusiva per La Gazzetta del Lunedì il giocatore ha dichiarato::
"Era quello che volevo, non potrei essere più felice. Sono molto grato alla società, che ha fatto un investimento importante sul mio cartellino, non era per nulla scontato che accadesse.
La mia possibile partenza a gennaio? Per la verità Marotta e Asmini non mi avrebbero voluto lasciar partire, un ogni caso il regolamento lo avrebbe impedito. Io, per parte mia, ero intenzionato a dimostrare che ero da Sampdoria. Ho avuto l'opportunità e ho cercato di sfruttarla al meglio.
La partita di Udine? Era una partita importante per la situazione in cui ci trovavamo, l'abbiamo vinta con pieno merito da allora non ci siamo più fermati. Io ho segnato e mi sono ripetuto a Siena. Curci? E' un ottimo portiere, giovane come me e dai grandi margini di miglioramento. Martedì ci conosceremo meglio, sono sicuro che farà bene.
Da un giorno all'altro mi sono trovato a sostituire Cassano? Non sono certo la sua controfigura, sul piano tecnico. Antonio è un giocatore al quale è impossibile ispirarsi, somiglia soltanto a se stesso. Non avrei potuto certo pretendere di entrare e giocare al suo modo, anche perchè mi sarebbe stato impossibile. Ho fatto del mio meglio, secondo quelle che sono le mie caratteristiche.
La partita contro l'Inter a San Siro? A San Siro quella sera avevamo fatto la nostra partita, erano stati gli interisti a perdere la testa perchè forse pensavano di sistemare la pratica in poco tempo, per poi risparmiarsi per la partita di Champions, invece, dovendosela sudare si sono disuniti. E credo avremmo meritato la vittoria.
La Champions? Ce lo siamo strameritato, considerati i punti persi per strada non certo per nostre colpe. Sono strafelice di essere rientrato in tempo per partecipare alle ultime tre partite. La festa in centro con quella folla immensa attorno al pullman, è una cosa che mi resterà nel cuore per tutta la vita.
L'infortunio? Per fortuna non era così grave come era parso in un primo momento. Il resto lo ha fatto lo staff medico della società, che mi ha aiutato in maniera eccezionale.
Cosa mi ha lasciato la mia prima stagione doriana? Grandi emozioni, senz'altro. Nella prima parte del campionato ho avuto pochissime occasioni per farmi valere, ma ho saputo far valere, ma ho saputo aspettare il mio turno.
Il Mondiale? Tutti ci saremmo aspettati qualcosa di più, invece è andata male. Ma non bisogna essere ingenerosi con un tecnico e un gruppo che quattro anni fa ci avevano regalato il titolo.
La Nazionale? Io sono molto realista, la mia Nazionale ce l'ho già e si chiama Sampdoria. Ho un contratto di cinque anni, voglio che la mia carriera si tinga di blucerchiato e spero di fare cose importanti per la società e la tifoseria. Loro hanno creduto in me, li devo ripagare.


