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tmw / sampdoria / News Doria
CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - Il bicchiere mezzo bevutoTUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
venerdì 24 luglio 2020, 19:49News Doria
di Lidia Vivaldi
per Sampdorianews.net

CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - Il bicchiere mezzo bevuto

Rubrica di approfondimento sul reparto difensivo della Sampdoria.

Guardiamo al bicchiere mezzo pieno: domenica a Parma la Sampdoria ha conquistato la vittoria con una esaltante rimonta che ha sancito la salvezza matematica, in virtù degli scontri diretti con il Lecce, con quattro giornate di anticipo (grazie mister). Il bicchiere mezzo pieno dice anche che la Sampdoria è una delle squadre che meglio hanno approcciato la ripresa del campionato (ri-grazie mister), pur avendo registrato il maggior numero di giocatori positivi al Covid-19 durante i mesi di interruzione.

Il bicchiere mezzo vuoto, però, è il primo derby perso da 4 anni a questa parte, è la fine dell'imbattibilità di Ranieri nelle stracittadine d'Italia, è un'altra sconfitta maturata più per propri demeriti che per bravura altrui. Per cui penso che il bicchiere sia rimasto mezzo vuoto perché dopo il successo di Parma la squadra ha voluto brindare alla salvezza raggiunta, e che forse abbia bevuto un sorso di troppo, entrando in campo a Marassi ancora un po' brilla.

Al Tardini, di fronte ad un avversario tutt'altro che in forma, si è scelto di effettuare un minimo di turnover in difesa, concedendo un turno di riposo a Colley e Augello. Ecco così il ritorno di Murru dal primo minuto, e la ricomparsa di Julian Chabot, uno di quei giocatori che ci eravamo quasi dimenticati di avere in rosa. La strana coppia Assia-Giappone non ha sfigurato, il primo gol è di fatto un colpo da maestro di Gervinho, che trova la traiettoria perfetta in mezzo a una selva di avversari e compagni, mentre il raddoppio di Caprari -fortunatamente annullato dal VAR- è figlio di una serie di rimpalli in area piccola degni di un flipper.

A Parma, oltre alla salvezza, si è festeggiata anche la centesima presenza in blucerchiato di Bartosz Bereszynski, e il polacco ha pensato bene di rendere memorabile la sua giornata segnando il suo primo gol in Serie A. Purtroppo però lo ha fatto nella propria porta, ricordandomi molto l'autogol leggendario di Cesare Bovo. Da qui lo spunto per parlare dell'altra partita giocata di recente, quella che penso siamo tutti d'accordo sia da dimenticare il prima possibile.

A Marassi Ranieri sceglie di riproporre la linea difensiva che ha dato i migliori risultati nell'ultimo periodo, spazio dunque ad Augello in corsia mancina, Yoshida e Colley coppia centrale, e Bereszynski sulla destra. Un 4-4-2 classico e praticamente speculare a quello proposto da Nicola, con la sola eccezione della libertà di movimento concessa a Falque, libero di svariare dall'ala alla trequarti, ma sempre ben controllato da Thorsby e compagni.

Quando parlavo di bicchiere mezzo bevuto, mi riferivo alla scarsa lucidità messa in mostra da quasi tutta la retroguardia doriana. Se, da una parte, Augello e Yoshida sono riusciti a tenere meglio il campo -l'uno risultando solo un po' appannato nel mettere i suoi soliti cross, l'altro non super reattivo ma comunque sufficientemente attento-, dall'altra parte Colley, Bereszynski e Audero hanno combinato tre pasticci fatali, proprio nella partita in cui era vietato sbagliare.

Evitabile il pestone rifilato a Pandev che concede il rigore del vantaggio a Criscito, imperdonabile la leggerezza con cui viene perso il pallone sulla linea del lato corto dell'area, colpevole la mancata chiusura del portiere sul proprio palo, così come l'uscita imprecisa sulla punizione di fine primo tempo da cui scaturisce il primo gol di Lerager annullato dal VAR. Nella sfida tutta polacca tra Jagiello e Bereszynski, è il blucerchiato ad avere la peggio, soffrendo per tutto il tempo la dinamicità del connazionale, così come era accaduto a Parma con Kulusevski

È comprensibile che a questo punto della stagione emerga la stanchezza, ciò che chiedono i tifosi doriani è di scendere in campo anche in queste ultime partite con lucidità e voglia di lottare. Proprio quella voglia che ha dimostrato Chabot in quel di Parma, sfruttando le sue doti fisiche per sovrastare Kurtic ed incornare in porta il cross dell'altro outsider Gonzalo Maroni. Anche questo è un bicchiere mezzo pieno.

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