SAMPDORIA MVP - Sangue, sudore e garra
L'immagine della partita giocata da Gaston Ramírez non riguarda un'azione ubriacante o un calcio piazzato velenoso, bensì, nei minuti finali, il momento in cui l'arbitro ferma il gioco per permettere allo staff medico blucerchiato di asciugare il sangue che scorre copioso sul volto dell'uruguaiano.
L'infortunio risale alla metà del primo tempo, tuttavia Ramírez dopo l'involontaria capocciata rimediata in uno scontro con Danilo non solo resta in campo, ma si incarica di mantenere acceso l'ardore della Sampdoria guidando i suoi compagni ad un secondo tempo giocato a viso aperto, senza condizionamenti, nemmeno quelli fisici di un turbante di garza che gli fascia completamente la testa.
Nella prestazione di Gaston c'è tutta la garra sudamericana, quella spregiudicatezza che spesso lo ha portato ad essere uno dei giocatori più efficaci nello schieramento doriano, sicuramente quello che più di tutti è in grado di infondere fantasia alla manovra offensiva.
Nella serata di Torino, però, Ramírez ha trovato in Szczęsny un avversario altrettanto ispirato: il suo colpo di reni ha sventato l'1-1 già scritto dalla parabola su calcio di punizione dell'uruguaiano. Ed ancora, dopo il raddoppio, con un altro calcio piazzato Ramírez ha messo Quagliarella in condizioni di far correre un gran brivido alla difesa bianconera.
Abbiamo imparato a conoscere le tante qualità di Ramírez, pur sapendo che il suo talento non sempre riesce a destarsi completamente durante una partita. Stasera Gaston ha nuovamente dimostrato che la sua dote non sta solo nei piedi, ma anche nello spirito indomito che lo spinge a lottare spendendo sudore -stavolta anche sangue- per la maglia blucerchiata.


