IN OGNI POSTO CHE ANDIAMO - Da Portogallo: "Rivoluzione in organico". Da Australia: "Rinnovo a Ramirez"
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GIUSEPPE D'AMICO (SCOZIA): È stata dura, è stata sporca, è stata a tratti insperata. Ma alla fine, salvezza è stata. Inutile dire che gran parte del merito va al mister Claudio Ranieri, che con il suo staff ha saputo portare esperienza, solidità e quei pochi capisaldi tattici a garanzia di una discreta serie di risultati mancati nella precedente e deludente gestione Di Francesco. Resta una stagione molto grigia, con tante ombre e poche luci. Guardando al quarto pieno del bicchiere, saltano fuori i nomi di Depaoli, Bonazzoli e Augello. Rimandati a settembre i vari Audero, Vieira e il Tonelli bis. Certezze Quagliarella e Gabbiadini, per le quali doti balistiche è passata una buona fetta dei punti messi in cascina. Speciale menzione per l’esordio in blucerchiato di Falcone, il gran gol di Askildsen contro il Milan e le tante convocazioni con debutto di D’Amico, sperando che il mercato e il futuro ci sorridano.
FABIO PETULICCHIO (AUSTRALIA): La barca è tornata in porto, nessun disperso in mare quando tutti davano per scontato che sarebbe affondata e nessuno sarebbe sopravvissuto. Il merito principale è senza dubbio del comandante che ha saputo dare ai membri dell’equipaggio quella fiducia ed organizzazione che nessuno da terra più riponeva in loro. Ed è tornata in porto perchè i marinai con più esperienza e qualità hanno fatto la differenza durante la tempesta e alcuni di quelli al primo viaggio hanno dato un contributo che è risultato probabilmente decisivo. Ora per la prossima stagione si deve ripartire proprio da quei marinai per ricostruire un equipaggio che possa salpare e farci navigare in mari tranquilli. Quagliarella, Gabbiadini, Ramirez ed Ekdal hanno fatto la differenza, è un preciso obbligo ripartire da loro. Il capitano non tradisce mai e il prossimo anno nonostante i 38 anni sono sicuro che saprà dare il suo contributo ma ovviamente non puoi pensare di basare tutto su di lui. Gabbiadini finalmente ha trovato un po’ di continuità e con 10 goal al netto dei rigori è stato tra i primi goleador del campionato segnando tra l’altro goal pesantissimi. Bonazzoli è stato anche lui decisivo nel momento più importante della stagione sulla carta sarebbe titolare il prossimo anno e se fosse quello degli ultimi mesi il nostro campionato assumerebbe contorni completamente diversi, ma non si può dare per scontato che sarà così e quindi serve un altro possibile titolare. Il contratto di Ramirez andrebbe rinnovato perchè ha qualità e fa la differenza ma potrebbe essere sacrificato per fare cassa come i vari Linetty, Colley, Vieira, Jankto, Caprari, La Gumina, Murru e Bereszynski. In porta Audero sarà riconfermato nonostante tutte le critiche, che devo dire ha assorbito senza troppi traumi ed è sintomo di grande personalità. In difesa fiducia a Ferrari Chabot Tonelli e Yoshida ma serve un titolare soprattutto considerando le precarie condizioni fisiche sia di Ferrari che di Tonelli. Augello a sinistra è stata una grandissima sorpresa e sarà il padrone della fascia sinistra, come Depaoli verrà promosso titolare a destra magari con una riserva di lusso che in certe partite gli consenta di giocare anche sulla linea dei centrocampisti. In mezzo Thorsby si è guadagnato il posto da titolare in mezzo al campo, servono due mezzali che sappiano fare la differenza, inserirsi in zona goal e tirare dalla distanza, possibilmente centrando lo specchio della porta. In più avrai due giocatori da far crescere di grandissima prospettiva che sono Askildsen e Damsgaard. A mio parere qui si farà la differenza e speriamo che la società riesca a monetizzare al meglio dalle cessioni per poter reinvestire una parte del ricavo sfruttando le capacità e le intuizioni di Osti e Pecini. Pronti ad una nuova avventura marinai, fra poco più di un mese si salpa, Avanti Sampdoria.
FABRIZIO MOSCHETTO (SPAGNA): La stagione non può e non deve essere considerata sufficiente. Tante, troppe partite omaggiate ai rivali smettendo di combattere senza giocarsi tutte le nostre possibilità. Male nel gioco collettivo della prima parte di stagione, malissimo in alcuni singoli che hanno fallito tutte le possibilità avute: su tutti, a mio parere, Murru, il quale ha costellato la sua annata di infiniti errori difensivi, e Vieira, a mio parere da eleggere campione del mondo di passaggi all'indietro. Meglio, molto meglio, il secondo campionato al chiuso, dove, pur dovendo rinunciare al nostro splendido supporto, i nostri hanno trovato coraggio e gambe per portare in porto il minimo degli obiettivi possibili. Lode ad Ekdal, Gabbiadini, Bonazzoli, Thorsby e Linetty, i quali, con la guida degli intramontabili Quagliarella e Ranieri, ci hanno evitato il terrore. Risulta ogni anno più antipatico il fatto che si spenga la luce in anticipo rispetto alla fine dei giochi.
LORENZO VAN PERG (PORTOGALLO): un grosso sospiro di sollievo è la prima sensazione alla fine di questo campionato, iniziato con un'estate convulsa e una campagna acquisti condizionata dal “si vende, non si vende”. La stagione è partita in modo disastroso nonostante il curriculum del nuovo tecnico, dando la sensazione di perdere subito il bandolo della matassa e schierando formazioni difficili da decifrare, rapidamente non più seguito dallo spogliatoio. Sotto la guida di Ranieri è avvenuta una rivoluzione progressiva che ci ha portato a salvarci con ben quattro giornate di anticipo, un obiettivo per molti insperato a novembre. Sui giocatori ci sarebbe molto da dire, ma non me la sento, sarebbe come sparare sulla croce rossa in diversi casi, tranne alcuni irriducibili che hanno lottato sempre e comunque e qualche lampo della vecchia guardia. Spero davvero di assistere ad una vera rivoluzione nell'organico, come accaduto nel 2015 ad inizio della gestione Ferrero, quando si provò a far partire un nuovo corso, condizionato in seguito da troppi errori.
GIACOMO ZANON (FRANCIA): Salvezza doveva essere, salvezza è stata. Una stagione da 6, tutto sommato, quella che la Samp di Ranieri ha chiuso col pareggio di Brescia. Una sufficienza raggiunta soprattutto grazie al lavoro del tecnico ex Roma e Leicester. Dopo un inizio di campionato letteralmente disastroso sotto la guida tecnica di Di Francesco, la Samp ha ritrovato un gioco, una ragione d'essere. Ha ritrovato quelle consapevolezze necessarie a raggiungere il risultato minimo, la salvezza appunto. Un campionato tribolato più del dovuto che ha permesso tuttavia ad alcuni giocatori interessanti di mettersi in mostra. Su tutti mi sento di elogiare Augello, terzino fluidificante vecchio stile, ordinato in difesa e sempre presente in fase offensiva. A centrocampo Thorsby si è rivelato un giocatore valido e polivalente. Davanti l'eterno Quagliarella ha lasciato un po' di spazio a Bonazzoli, promessa finalmente mantenuta. La conferma di Ranieri e l'aggiunta di qualche elemento di livello nell'attuale rosa potrebbero permetterci di vivere una stagione ben diversa l'anno prossimo.
STEFANO ORENGO (POLONIA): sabato 5 Ottobre 2019. Al fischio finale di Verona-Sampdoria ad alzare le braccia al cielo sono i gialloblù e la Sampdoria è desolatamente ultima con soli tre punti all’attivo in sette partite. Se quella sera qualcuno mi avesse detto che a fine stagione avremmo festeggiato la salvezza matematica con quattro giornate di anticipo, avrei dato del pazzo visionario al mio interlocutore. Invece... è successo davvero. Il maggiore artefice di questa impresa è senza dubbio Claudio Ranieri, uno che di imprese se ne intende. Con calma, ordine e organizzazione senza frenesie, la sua Sampdoria ha iniziato a costruire un nuovo campionato mattone dopo mattone, in una stagione complicata e davvero fuori dall’ordinario sotto ogni punto di vista. E in questo oceano di incertezze, la figura di Ranieri si è rivelata fondamentale per dare tranquillità ad un ambiente che, dopo un inizio così sciagurato, poteva davvero esplodere in qualsiasi momento.


