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SAMPDORIA GONFIA LA RETE – Keita ruggisce ancora, Quagliarella si fa beffa del tempoTUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
mercoledì 17 febbraio 2021, 09:23News Doria
di Serena Timossi
per Sampdorianews.net

SAMPDORIA GONFIA LA RETE – Keita ruggisce ancora, Quagliarella si fa beffa del tempo

Rubrica d'approfondimento sull'attacco blucerchiato

Per analizzare le prestazioni dell'attacco blucerchiato nelle ultime due partite, il pareggio con il Benevento e la vittoria con la Fiorentina, partiamo da un mero dato statistico: il numero di tiri in porta in alcune delle sfide disputate nell'ultima giornata di campionato.

Se abbiamo spesso sottolineato le difficoltà di costruzione della Samp, che fatica ad innescare gli attaccanti e ad andare alla conclusione, va altrettanto evidenziato che è una situazione che accomuna la maggior parte delle squadre di Serie A.

Nel match con la Fiorentina, la Sampdoria ha trovato lo specchio della porta in tre occasioni, dimostrandosi cinica quanto basta per portare a casa una vittoria di platino, che accorcia la distanza dall'obiettivo salvezza dopo i brividi della scorsa stagione. Tre tiri, due reti. Una media realizzativa elevata a fronte di poche occasioni create, ma siamo sicuri che sugli altri campi la situazione sia differente? Numeri alla mano, Bologna-Benevento si è conclusa con 3 tiri in porta per i padroni di casa contro i 5 degli ospiti, Torino-Genoa con solo 2 tiri nello specchio a testa, Cagliari-Atalanta 1 conclusione in porta contro 3 da parte dei nerazzurri e potremmo continuare su questa falsariga (fanno eccezione la stessa Fiorentina, arrivata a calciare sei volte nello specchio difeso da Audero, lo Spezia che ha totalizzato 4 tiri in porta a fronte di nessuno da parte del Milan e la Juventus che, pur avendo creato molto, non ha raccolto punti con il Napoli).

Un dato che dimostra il livellamento generale verso il basso del campionato italiano , sempre più tattico e meno spettacolare, dove un match si decide soprattutto per via di un episodio, piuttosto che per manifesta superiorità di una compagine.

Una premessa doverosa per dare valore alla vittoria con una Fiorentina che ha provato fino alla fine a riacciuffare il pari, ma in attacco non ha dimostrato la stessa precisione blucerchiata, sprecando ottime occasioni. Non a caso, la gara è stata decisa da due dei giocatori più qualitativi in campo, Keita e Quagliarella, perché in questo momento sportivo più che mai è proprio la classe a fare la differenza, spezzando l'equilibrio. Ranieri, dopo avere provato a Benevento dal primo minuto l'inedito tandem in attacco Keita-Torregrossa, con i viola ha preferito ricorrere al 4-4-1-1, con Ramirez in appoggio a Keita. Un modulo più accorto, che tuttavia ha limitato il raggio d'azione di quest'ultimo, relegandolo in un isolamento forzato e costringendolo a giocare sovente spalle alla porta. Uno schieramento tattico che potrebbe dare i suoi frutti se adeguatamente supportato dagli inserimenti dei centrocampisti, ma è mancato l'apporto di Jankto e Damsgaard sulle corsie esterne. La Fiorentina, inoltre, è riuscita con un pressing serrato a impedire alla Samp di costruire il gioco palla a terra e i lanci lunghi non hanno consentito di innescare l'arma più pericolosa: il contropiede portato avanti dallo stesso Keita.

Se i palloni giocabili latitano, ci pensa Keita a sfruttare l'unica occasione propizia, svettando su corner e firmando il temporaneo 1-0. Lo stesso Keita potrebbe raddoppiare con una favolosa ripartenza, ma al momento del tiro – essendosi portato in posizione troppo defilata – calcia sull'esterno della rete.

Il ritmo cambia e la Samp si fa meno compassata in virtù degli ingressi di Quagliarella e Candreva, che animano la fascia destra: duettano nel breve e il numero 27 inventa e finalizza l'azione del 2-1, piazzando la conclusione che si insacca alle spalle di Dragovski. In circa mezz'ora di gioco, recupero incluso, il capitano blucerchiato lascia il segno ed entra ancora di più nella storia della Samp, agganciando Bassetto nella classifica dei bomber doriani. Per una porzione di gara, la Samp cambia dunque assetto e, come a Parma, agisce con un trequartista e due punte, concedendo qualche spazio in più agli avversari, ma rendendosi al contempo più pericolosa nelle ripartenze. Quagliarella si fa beffa dello scorrere del tempo, subentra, segna, crea, lotta con la grinta di un ragazzino. Dosarne l'utilizzo gli consente di pungere quando la freschezza degli avversari viene meno e la sua qualità può decidere le sorti della gara.

Facendo un passo indietro e tornando alla prestazione con il Benevento, in quel frangente la squadra è apparsa troppo dimessa, rinunciataria, confusionaria nella manovra, riuscendo a conquistare il pareggio grazie ad una superba azione di Damsgaard, finalizzata dal solito Keita, l'unico in grado di fare vedere i sorci verdi alla difesa avversaria, a differenza di un Torregrossa poco incisivo, seppur attivo nel gioco aereo. Esperimento di coesistenza tra i due ancora in fase di rodaggio.

Ora il calendario presenta due partite ad elevato tasso di difficoltà (Lazio e Atalanta), che precedono una gara da tripla come il derby. La Samp può approcciarsi ai prossimi impegni con la serenità data da una classifica positiva, in cui spicca un +15 dalla terzultima, magari provando ad alzare l'asticella. Proprio i match con biancocelesti e nerazzurri regalarono risultati inattesi nel girone d'andata, sovvertendo gli stessi dati dell'inizio di questo articolo: in quel caso furono il collettivo e il gioco ad avere la meglio sulla classe dei singoli (da manuale la prestazione con la Lazio). Perché, in fondo, i numeri e le statistiche sono fatti per essere smentiti e il bello del calcio, anche quando lo spettacolo in generale non è eccelso, è che può sempre accadere l'inaspettato.

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