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SAMPDORIA GONFIA LA RETE - Rimandati a settembreTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
mercoledì 28 agosto 2019, 09:22News Doria
di Paolo Paolillo
per Sampdorianews.net

SAMPDORIA GONFIA LA RETE - Rimandati a settembre

Cuori blucerchiati, benvenuti al primo appuntamento della rubrica settimanale di approfondimento dell'attacco blucerchiato. Per voi, oggi, scrive Paolo Paolillo che vi accompagnerà per tutta la stagione, assieme all'ottimo Matteo Romano in questo viaggio a tinte doriane.

Nessuno si immaginava un esordio così. Una Sampdoria molle e ingolfata lascia campo e tre punti ad una Lazio mai così distante per valori e volontà. L'attacco blucerchiato, innovato nel modus operandi piuttosto che negli interpreti, fa storcere la bocca a molti. Questa, in sintesi, la partita di domenica.

Mister Di Francesco decide di iniziare il campionato con il trio Caprari-Quagliarella-Gabbiadini. L'ex Pescara largo a sinistra e il bergamasco, tornato alla Samp a gennaio, a sinistra, con il capocannoniere dell'ultima serie A al centro dell'attacco. Al di là dell'opinabile nonché moderno concetto di mettere gli esterni col piede forte invertito, ossia un sinistro a destra e un destro a sinistra, balza subito agli occhi il fatto che nessuno dei due riesca ad andare una volta sul fondo, per scodellare in mezzo qualche tracciante per il capitano. Se si aggiunge che, ogni volta che i movimenti ad accentrarsi, fatti anche con naturalezza dai due larghi, aprivano varchi sull'out quasi mai sfruttati servendo Murru e Bereszynski, risulta complesso capire il piano partita, se non quello di accentrarsi.

In più, le sovrapposizioni hanno lasciato così scoperte entrambe le fasce, cosa di cui la Lazio approfitta ogni volta che recupera palla, portando nell'imbuto centrale gli avanti blucerchiati ed avendo vita facile, grazie alla maggiore fisicità e decisione dei suoi difensori e centrocampisti. In questo, Acerbi, Luiz Felipe e Parolo sono stati magistrali.

Parlando singolarmente, partiamo con Gabbiadini, che è l'unico che impensierisce Strakosha da fuori, con un sinistro ben indirizzato sotto la traversa, a cui l'estremo albanese risponde alla grande. L'ex Bologna tirerà altre tre volte in porta, risultando il più "pericoloso" degli avanti. La cosa che preoccupa è la mancanza di decisione che contraddistingue Gabbia, incapace di reggere il confronto con Lulic, che lo ferma quando vuole e lo costringe spesso a tornare indietro. Ci prova a saltare l'avversario, ma a parte due punizione dai venticinque metri, ottiene poco.

Stesso discorso, amplificato, vale per Gianluca Caprari che, lo ripeterò fino allo sfinimento, se capisse il suo potenziale vivrebbe, e ci farebbe vivere, di rendita. Si, perchè il prodotto di scuola giallorossa ha mezzi tecnici enormi, lo si vede dalla rapidità con la palla al piede e dal tocco delicato al pallone. Manca di velocità mentale, di creazione della motivazione – perché se contro la Lazio te, cresciuto nella Roma, non dai il sangue, qualcosa non va – e di fantasia. Troppo meccanico e basicp nelle decisioni della giocata, quasi sempre accentrarsi per dialogare con Quagliarella. Pochi dribbling efficaci, qualche calcio preso e poco oltre. Peccato, perché DiFra ha grande considerazione e fiducia in lui. Speriamo che, non appena ritrovi la forma migliore, sia lui il gran trascinatore della compagine blucerchiata.

Di Quagliarella si può dire poco. Avrà avuto tre o quattro palloni giocabili ma quando sei il punto di riferimento unico ed esclusivo e la difesa ospite ti mette due mastini alle calcagna, puoi fare ben poco altro. A 36 anni, mi duole dirlo, non può fare la prima punta in un attacco a tre, ha bisogno di supporto, o con una punta più vicina o con gli inserimenti dei centrocampisti in maniera più frequente, di modo da avere più spazio per scatenare la sua classe, che siamo tutti sicuri non sia sparita dall'oggi al domani. Il mister dice che segnerà tanto anche quest'anno e noi – per il momento – ci fidiamo di lui. Un tiro al volo nel primo tempo, direttamente da rimessa laterale e una percussione con tiro rimpallato, sono troppo poco per un campione del suo calibro.

Se il primo cambio, poi, è Bonazzoli, il piatto piange. Il ragazzo scuola Inter entra anche con piglio e volontà, sfiora il palo alla sinistra di Strakosha al primo pallone toccato, poi scompare nel finale malinconico della partita. Con lui, l'attacco passa a tratti a due, quando però i buoi sono ampiamente scappati.

In definitiva, da rivedere l'attacco blucerchiato, forse da cambiare per interpretazione e numeri più che per interpreti, fatto salvo qualche colpo di mercato di indubbia qualità. Se i nomi che circolano sono questi, cambia poco. La parte su cui lavorare è la testa, in questo momento sopratutto, perchè a volte trovare la chiave mentale può far cambiare la stagione dei nostri avanti, che potrebbero iniziare a divertirsi e divertirci.

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