DORIA ALE' CAMMINEREMO CON TE – Linetty il tuttocampista
Il derby raramente è una bella partita. Spesso le emozioni la fanno da padrone e annebbiano la mente, così come i piedi. Quello di sabato scorso non ha fatto eccezione, tanto più che entrambe le squadre lo hanno giocato partendo da una situazione di classifica scomoda e non si potevano permettere di perderlo.
A seconda di come lo si voglia guardare, l’hanno deciso un errore, un recupero, o una conclusione precisa a fil di palo. In ogni caso, una singola giocata in mezzo a 90' di nulla o quasi.
La mia versione preferita fa riferimento al recupero. Mi piace perché la lego alla prestazione di Karol Linetty, a mio avviso il migliore in campo. Karol è il classico giocatore normale, quello che sa fare un po’ tutto. Non lo definirei il classico mediano, sicuramente non è un metronomo o un regista, nè tantomeno il centrocampista di qualità che ti inventa la giocata da lasciarti a bocca aperta.
Non ha la fisicità di un colosso e nemmeno la velocità di un furetto. Karol è quello che se ce l’hai in squadra ed è assente pensi di poter sostituire abbastanza facilmente, ma alla fine quando manca (o è fuori condizione) fatalmente te ne accorgi.
È infatti quel centrocampista moderno che trovi ovunque, quello che è capace di farsi 50 metri di scatto per aiutare il difensore in chiusura, quello che in quanto ad agonismo non ha da imparare da nessuno, quello che riesce a leggere i tempi di inserimento in area e rendersi pericoloso, quello che va a fare pressing sulla trequarti e a recuperare palloni determinanti. Karol Linetty è quello che ti fa vincere il derby!
Oltre alla superlativa prestazione del polacco, sabato ho apprezzato la partita di Rolando Vieira. Nel momento in cui si è fatto male Ekdal, ammetto di aver sentito un brivido.
L’inglese era già ammonito, perfettamente calato nel clima da battaglia che si respirava in campo, l’idea di averlo come perno del centrocampo mi ha fatto veramente temere di poter rimanere in dieci. Invece si è gestito bene e ha fornito un contributo decisivo a fare in modo che il possesso palla degli avversari rimanesse alto sulla carta ma sterile nei fatti.
Il risultato positivo poi fa vedere tutto sotto una prospettiva più rosea. È di suo un’ottima notizia poter contare nuovamente su Depaoli e viene più facile parlare della versatilità di Thorsby piuttosto che della sua macchinosità. Sono rimasto sorpreso ad aver trovato il norvegese schierato in partenza come quarto di destra in difesa e l’ex Chievo sulla linea dei centrocampista.
La scelta è stata probabilmente dettata dal voler puntare sulla facilità di corsa del secondo sia sulle ripartenze che in fase di raddoppio difensivo. Mi ha comunque colpito in positivo il sapersi adattare di Thorsby. Dove lo metti sta; probabilmente conscio dei propri limiti, è sempre molto concentrato e presente e seppure non sempre trasmetta tranquillità riesce a dimostrarsi affidabile.
Il derby è ormai alle spalle, bisogna però portarsi dietro la rabbia agonistica che abbiamo visto nell’urlo degli undici in campo al gol di Gabbiadini, la soddisfazione che porta vincere partite emotivamente complesse e il risultato, nel senso dei punti.
Il calendario prima della sosta invernale mette davanti la squadra più forte e completa della Serie A, non sarà per nulla semplice ma riuscire a muovere la classifica anche di un solo punto sarebbe un regalo enorme che la squadra farebbe a se stessa, per la continuità e il morale.


