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DORIA ALE' CAMMINEREMO CON TE - A Natale puoi, a gennaio deviTUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
mercoledì 25 dicembre 2019, 13:31News Doria
di Serena Timossi
per Sampdorianews.net

DORIA ALE' CAMMINEREMO CON TE - A Natale puoi, a gennaio devi

Approfondimento dedicato al centrocampo doriano

Tra i regali che i tifosi blucerchiati hanno trovato sotto l'albero, il più gradito e inaspettato è accompagnato da un bigliettino firmato Ghiglione. Lo ha scartato per primo Karol Linetty, passandolo a Manolo Gabbiadini, che ha saputo farne buon uso. L'euforia per il derby vinto, una tradizione che continua come i cenoni e le tombolate con i parenti, ha saputo dare un po' di sollievo in una stagione complicata, in perenne equilibrio su un filo scosso da più direzioni.

Claudio Ranieri sta cercando di insegnare ai propri giocatori a fare i funamboli, a scuotersi quando gli avversari si portano in vantaggio, come è accaduto mercoledì scorso prima con la prodezza di Dybala e poi con quella, pluri osannata, di Ronaldo. La prestazione blucerchiata con la Juventus, al di là della sconfitta maturata per le indiscusse qualità degli attaccanti avversari, lascia qualche speranza in vista dell'anno nuovo, nel quale la squadra dovrà dare il 110% per raggiungere una salvezza complicatasi dopo le vittorie di Spal e Udinese prima della sosta.

Nella nostra analisi sul centrocampo doriano visto contro i bianconeri, non possiamo che elogiare la prestazione di Thorsby che non è impeccabile tecnicamente, ma è probabilmente il giocatore che meglio incarna la mentalità e lo spirito di chi lotta per la salvezza: corre senza sosta, va su ogni pallone con decisione, in caso di errore cerca di rimediare tornando sull'uomo, ha grinta e si impegna al massimo delle proprie possibilità. Thorsby si può definire una creatura di Ranieri, primo a credere in lui e a farne un esempio di dedizione per i compagni.

In assenza di Vieira ed Ekdal, a prendere in mano le redini della mediana blucerchiata di fronte alla Juve è stato Linetty che, seppur meno incisivo rispetto al derby, ha disputato un'altra buona partita, questa volta fatta di sacrificio e copertura per evitare di creare spazi in cui gli avversari potessero affondare gli artigli. Nel finale di gara ha partecipato all'assalto doriano, mostrando di credere sino al triplice fischio che la Samp potesse riagguantare il pari.

Sufficiente anche la prova di Jankto, abbottonata per evitare di aprire pericolosi corridoi per la Vecchia Signora, ma allo stesso tempo dinamica. La nota dolente è stato l'infortunio occorso a Depaoli, rilevato da un Léris ancora confusionario, che sovente dà l'impressione di essere un corpo estraneo. Ultimo, ma non in ordine di importanza, Ramirez, al quale viene data libertà di azione che ripaga con buoni spunti. E' un Gaston che attacca e difende, che si sacrifica e sembra avere abbandonato i leziosismi di un tempo in favore di maggiore concretezza.

Nella colonna sonora delle feste, ricordo una vecchia pubblicità, che recitava: “A Natale puoi...”. A Natale puoi sognare, puoi esultare pensando alla gioia per la vittoria nel derby, puoi sorridere perché in questo momento saresti salvo. A gennaio, però, occorre cambiare verbo servile. A Natale puoi, a gennaio devi. Bisogna intervenire sul mercato, perché il sostituto di Praet non è mai arrivato e perché alcuni degli elementi oggi titolari l'anno scorso erano riserve. Perché la lotta per non retrocedere è un inferno, dal quale esce solo chi ha la qualità, l'abnegazione, l'organizzazione e la consapevolezza che non si è tranquilli sino alla matematica certezza.

A gennaio devono arrivare innesti e non solo a centrocampo. Nuova linfa, nuove speranze. La canzone lo diceva: a Natale puoi riprendere a giocare, riprendere a sognare. A Natale si può fare di più e gennaio è l'occasione per dimostrarlo.

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