DORIA ALE’ CAMMINEREMO CON TE - Nella tana del Bianconiglio
Dalla penna di Lewis Carroll nacque Alice, persa nel paese delle meraviglie. La Samp entrata in campo lunedì sera, come nella versione Disney del personaggio, per venti minuti ha seguito il Bianconiglio senza riuscire ad afferrarlo, troppo compassata e lenta, nelle gambe e nella lucidità, per realizzare in quale guaio si stesse cacciando.
La nostra analisi settimanale del centrocampo parte da quei minuti successivi al fischio d'inizio in cui la metamorfosi nell'eroina del cartoon si compie: Alice avendo in mano un pezzo di fungo in grado di farla rimpicciolire e uno di farla ingrandire a dismisura, riusciva a compiere sempre la scelta sbagliata, prima di capire che per tornare al giusto equilibrio occorreva assaggiare un pezzetto di entrambi.
La Samp, all'inizio, si fa piccola e rende il Napoli un gigante: baricentro troppo basso, incapace di contrastare e attonita di fronte agli affondi avversari. Per destarla, servirà il goal di Quagliarella, che agirà da catalizzatore di fiducia. La speranza si riaccende, Ramirez - spostatosi da esterno destro di centrocampo al più efficace ruolo di trequartista - suona la carica dimostrando che la sua qualità è insostituibile e riesce ad afferrare quel Bianconiglio che sembrava ormai irraggiungibile.
Nel paese delle meraviglie, tuttavia, nulla è come sembra e lo Stregatto interpreta il VAR in modo bizzarro, sparigliando le carte. La spinta blucerchiata non cessa e la rabbia si trasforma in energia positiva, nella decisione di Linetty, nell'ordine di Ekdal, nella garra di Gaston. Il rigore di Gabbiadini che porta al 2-2 fa esplodere il Ferraris che, in fondo al cuore, sente che giocando con questa convinzione si potrebbe persino compiere l'impresa.
Le uscite dal campo di Ramirez e Quagliarella, però, mettono in luce le carenze di una rosa con poche alternative e l'ancora acerbo e inesperto Maroni è ben lontano dal compiere quanto chiesto dal mister, rivelandosi leggero e a tratti lezioso.
E mentre Thorsby, in versione terzino destro per mancanza di alternative, oppone tutta la resistenza possibile a Insigne, Samp-Alice scopre di avere osato troppo, perché probabilmente dosando meglio i famosi due pezzetti di fungo sarebbe riuscita a coprire di più gli spazi, a fare un po' di quel catenaccio (o diga a centrocampo se preferite) che poteva concedere di portare a casa un punto.
Nel mondo di Lewis Carroll, seguire il coniglio bianco è una metafora per indicare di fare attenzione ai dettagli in apparenza insignificanti, quelli che aiutano a comprendere una realtà sfuggente. Una realtà che vede la Samp prigioniera di una classifica pericolosa, dove il coniglio bianco che grida: "È tardi!", cerca di correre verso il treno salvezza. Per fuggire dalla sua tana, bisogna saltare su uno di quei vagoni. Per farlo, serve giocare con la testa sin dall'inizio, non solo per un'ora.


