CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - La prova del nove
E' stata una fatica. Una fatica vana. Sampdoria-Napoli ha richiesto grandi energie, fisiche e mentali, ma ci ha lasciato con in mano un pugno di mosche. Il gol in rovesciata annullato a Ramirez, frutto di una delle azioni più belle viste quest'anno a Marassi, aggiunge ulteriori motivi di rammarico e di collera (per usare la versione politically correct).
Ciò che pesa oltremodo su questa sconfitta sono i gol incassati, e la facilità con cui la retroguardia blucerchiata si è lasciata aggirare, come una Linea Maginot costruita senza tenere troppo conto del potenziale offensivo degli avversari. Nel concreto: al centro mister Ranieri decide di dare continuità alla coppia Colley-Tonelli già vista in azione contro il Sassuolo, mentre sulla fascia destra, in mancanza di Bereszynski, ecco nuovamente l'infaticabile Thorsby, il cui nome in lingua norvegese -ve lo rivelo in esclusiva- significa "di necessità virtù". A sinistra la scelta ricade su Augello, autore di una prova incoraggiante contro il Sassuolo, e preferito ad un Murru forse non pienamente recuperato dall'influenza. Se di scelta forzata non si è trattato, la leggerezza di schierare un giocatore con alle spalle solo 148' di Serie A per fronteggiare un avversario come Callejon ha avuto il suo inevitabile prezzo da pagare.
Non che sulla corsia opposta le cose siano filate più lisce, tanto che proprio da un cross dell'indisturbato Zielinski nasce l'1-0 di Milik quando il cronometro segna a malapena 2'30". La difesa della Samp appare quasi colta di sorpresa, impreparata, come se fosse un gesto scortese segnare nei primi minuti. E che si tratti di un primo tempo difficile lo si evince dalla naturalezza con cui il Napoli mantiene il possesso palla schiacciando i blucerchiati sempre più indietro, dove nemmeno i ruggiti della Gradinata Sud riescono a scuotere la squadra. Il raddoppio è un altro regalo, stavolta su calcio d'angolo, di una difesa che stenta ancora a volersi destare dalla sua sonnolenza. Lo schema è tra i più semplici possibili: cross dalla bandierina, Di Lorenzo scatta sul primo palo e prolunga per Elmas appostato sul secondo, colpo di testa e palla in fondo al sacco. Blande le marcature rispettivamente di Ekdal e Linetty, mentre i centrali Tonelli e Colley restano tagliati fuori dal movimento rapido del difensore, e presidiano il centro area dove però non si registrano inserimenti degli attaccanti avversari.
Fortunatamente, dopo la seconda doccia fredda, la Sampdoria si risveglia e reagisce, costruendo il pareggio grazie alla generosità degli uomini d'attacco. Lo sforzo però si fa sentire e ben poco cambia con le sostituzioni, che lasciano la squadra priva di due degli elementi fino ad allora decisivi. La terza rete del Napoli è anch'essa un cadeau, dettato stavolta dalla poca lucidità nel concitato finale, che costringe Colley a respingere alla bell'e meglio un tiro di Insigne - da manuale la sua triangolazione in velocità con Mario Rui che disorienta Thorsby. Sul pallone piomba Demme rapido a ribadire in rete ad Audero battuto. E proprio il portiere doriano si prende la responsabilità del quarto gol decidendo di sbugiardare tutti coloro che lo accusano di non uscire mai dai pali. Sul lancio lungo di Hysaj per Milik un Audero in versione Neuer si lancia addirittura oltre la trequarti per respingere il pallone di testa, non calcolando però il rischio di consegnarlo direttamente ad un avversario: quell'avversario è Mertens, uno che saprebbe centrare la porta anche da Via del Piano. Difettosa anche stavolta la comunicazione con Tonelli, che stava anch'egli inseguendo Milik.
Nel ribadire che dall'arrivo di Ranieri la difesa ha senza dubbio cambiato volto, non posso non riflettere sul fatto che le reti rimediate lunedì sera siano un mix di errori individuali e di reparto proprio come avveniva un girone fa sotto la guida di Di Francesco. Un altro dato emerge dalla comparazione con le gare di inizio campionato: tra Lazio, Sassuolo e Napoli la Sampdoria del girone di ritorno ha incassato 9 gol, esattamente come all'andata. Ciò che conforta è che da questi 9 gol la squadra di Ranieri è comunque riuscita a cavar fuori un punto sui 9 a disposizione, ma quel punto può bastare a sancire un diverso passo che ci tenga alla larga dalla zona calda? In matematica la Prova del 9 ha un piccolo margine di fallibilità, forse quel piccolo margine è ciò che serve alla Sampdoria per sfuggire alla ripetizione dello schema e ritagliarsi un percorso più tranquillo.


