Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / sampdoria / News Doria
CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - Una parata ci salveràTUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
sabato 14 marzo 2020, 09:52News Doria
di Lidia Vivaldi
per Sampdorianews.net

CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - Una parata ci salverà

Rubrica di approfondimento sul reparto difensivo della Sampdoria.

Non appena è risuonato tra le pareti di un Ferraris quasi vuoto il fischio finale di Sampdoria-Verona, Emil Audero ha calciato il pallone verso il cielo in un gesto liberatorio. Il secondo tempo della gara contro i gialloblu ha dato l'impressione che la squadra fosse finalmente consapevole dell'enorme peso che avrebbero avuto tre punti conquistati in quella che forse sarà l'ultima partita che avremo giocato in questa stagione. Da domenica sembra ormai passata un'eternità, domenica si annusava soltanto una sospensione temporanea del campionato, ma con il paese impegnato in ben altra partita, il calcio e lo sport in generale dovranno necessariamente prendersi una lunga pausa

Domenica, però, c'era in gioco molto, moltissimo del nostro destino, e quell'urlo lanciato da Ranieri a pochi minuti dalla fine "Qui ci giochiamo la vita!", un urlo rimbalzato dal rettangolo verde di Marassi fin nelle televisioni di tutti i sampdoriani che trattenevano il fiato, era iperbolico ma anche profondamente onesto. Calcio piazzato per il Verona, tutta la squadra scaligera riversata in avanti, portiere compreso, e la necessità di infiammare nei giocatori blucerchiati l'orgoglio di difendere quanto fatto fino a quel momento. Sì, Sampdoria-Verona è stata una partita "difensiva" a tutto tondo, c'era da difendere una rimonta, una posizione in classifica, pericolosamente insidiata dai risultati delle avversarie e, in ultimo, c'era da difendere il nostro futuro, il diritto di essere ancora qui indipendentemente da quali decisioni verranno prese per dare una conclusione a questo campionato.

A dare un contributo significativo nella tenuta del reparto arretrato c'era anche Maya Yoshida, diligente marcatore giapponese che difficilmente scorderà il suo surreale esordio in Serie A. Si trattava -se ho fatto bene i conti- della sedicesima variazione stagionale nello schieramento della difesa sampdoriana, e questo marcato trasformismo si è manifestato anche a gara in corso, quando Ranieri ha deciso di passare alla copertura a cinque arretrando il baricentro di Depaoli in fase difensiva. Nel primo tempo, infatti, la corsia di destra presidiata da Bereszynski aveva mostrato un po' troppa permeabilità di fronte alle scorribande di Lazovic e Verre. Da lì era scaturito anche il vantaggio veronese propiziato da un cross dello stesso Lazovic e concretizzato dalla sforbiciata di Zaccagni che trovava in Audero uno sfortunato complice involontario. Sulla marcatura, poca reattività da parte di Augello, in leggero ritardo nello scatto a protezione del secondo palo. 

L'episodio chiave, però, era avvenuto poco prima. Fraseggio sempre sull'out di sinistra da parte del Verona, appoggio all'indietro di Verre per Amrabat e tiro potente e angolato da parte del marocchino. Il rendimento stagionale di Audero è stato molto chiacchierato finora, ma in quel momento i sampdoriani sintonizzati sulla diretta dal Ferraris hanno potuto rivedere l'Audero della scorsa stagione, quello che, nonostante la visuale parzialmente coperta da un paio di compagni ed un avversario, con una pronta reazione balzava verso il palo alla sua destra e intercettava il pericoloso destro a mezza altezza. Nei primi minuti il portiere blucerchiato aveva già scaldato i riflessi con la respinta da distanza ravvicinata di un colpo di testa di Di Carmine. Poteva essere 0-2 già prima della mezz'ora, invece la Sampdoria ha tenuto botta, tornando negli spogliatoi con un gol al passivo, sì, ma con la consapevolezza di aver scampato il peggio.

Nella ripresa la musica è cambiata: la coppia Yoshida-Tonelli ha saputo ben controllare anche Pazzini, uno che con le porte di Marassi ha una certa familiarità, ma che non è riuscito a rendersi pericoloso. Le fasce inoltre hanno dimostrato più dinamicità, e i due esterni, Depaoli e Augello, sono entrati nel merito di entrambi i gol della rimonta. Il primo costruendo il triangolo perfetto con un Quagliarella particolarmente ispirato, il secondo servendo il cross a Ekdal da cui è scaturito il rigore. Il finale ha richiesto tutta la lucidità e la prontezza di spirito che la squadra potesse dare, e ancora un paio di parate non difficili, nondimeno indispensabili, da parte di Audero.

Si è parlato poco in chiave positiva quest'anno del giovane estremo difensore doriano, accusato, da qualche tifoso in vena di ipercriticismo, di aver pesato troppo sul bilancio societario a fronte di prestazioni mediocri. Si è speculato sulla sua involuzione, come se il portiere dovesse essere necessariamente immune dal rendimento più o meno buono del resto della squadra. Stavolta voglio puntare il dito su Audero per dire sì, riguardatevi quelle due parate nel primo tempo, e pensate che se Sampdoria-Verona è finita 2-1 e non 2-3, buona parte del merito è sua, e se la Sampdoria è a quota 26, sedicesima, e non a 23, diciottesima, in questa che potenzialmente è la fine del nostro campionato, dobbiamo ringraziare il nostro bomber, ma anche il nostro portiere.

Altre notizie