SAMPDORIA CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - Colley torna e si sente. Con lui c'è una difesa
La svolta tanto attesa non c'è stata ma quasi. Non prendetemi per pazzo. Non sto vaneggiando. Dalle valanghe di gol incassati dalla Sampdoria, si è passati ad una media di meno di un gol a partita, nelle prime tre dal ritorno di mister Giampaolo.
Non vuol dire nulla? Forse. O forse, invece, qualcosa vuol dire. Nella rubrica di approfondimento della difesa blucerchiata, andiamo a vedere come si è comportata la retroguardia nelle due partite contro Sassuolo e Milan. Una rondine non fa primavera, nemmeno tre vista la situazione di classifica del Doria, che rimane oltre la criticità. Si può, però, vedere come qualcosa sia cambiato.
Innanzitutto le gerarchie. Wladimiro Falcone è, in questo momento, il portiere della Sampdoria. Vista la qualità delle sue prestazioni, c'è poco da dire. Sarà dura per il mister, ora, scegliere tra lui e il rientrante Audero, anche se Giampaolo ha già detto che per lui non ci sono dubbi sull'ex prodotto del vivaio Juventus.
Tornando a Falcone, contro i neroverdi del “traditore” Dionisi, ha tenuto la porta inviolata, come non accadeva da molto tempo, grazie ad alcune parate di livello, vedi la punizione deviata di Berardi. Nella partita successiva, irreale la parata su Messias che stava già esultando. In più, ha mostrato una concentrazione e una sicurezza da portiere navigato. Il ragazzo è cresciuto tanto e si merita la porta di una squadra di Serie A. L'idea, a mio modo di vedere, è quella di alternarlo, in questa stagione, ad Audero, per poi monetizzare col numero 1 e lanciarlo definitivamente dalla prossima stagione come il guardiano della porta blucerchiata.
Sulla fascia sinistra, poi, Nicola Murru si è preso la titolarità, sia per la conoscenza già del “metodo Giampaolo”, sia per una flessione mostrata da Augello a cavallo dell'anno nuovo. Il terzino sardo, di fatto, non ha sfigurato per nulla contro un Berardi formato europeo, limitandolo nel primo tempo e tenendolo fino a che ha potuto nella ripresa, concedendo solo il tiro col piede debole che Falcone ha sventato in corner. In fase offensiva, però, non sembra ancora quello del primo ciclo Giampaolo, forse anche per non avere un'intesa sopraffina con Thorsby.
Alex Ferrari aveva già ricevuto i complimenti del proprio allenatore e, quindi, era scontato che facesse parte dei titolari, in attesa del ritorno a pieno ritmo di Maya Yoshida che, si presume, appena smaltito l'infortunio, tornerà a presidiare la zona centrale assieme ad un Omar Colley che è tornato carico a mille dopo l'impresa col suo Gambia in Coppa d'Africa. L'avventura è finita ai quarti di finale, risultato storico per gli Scorpioni e il centrale è rientrato subito contro il Sassuolo, tenendo a bada Scamacca e Raspadori, riprendendo da dove aveva lasciato. Bene anche contro il Milan, lasciando a Giroud il tempo di una rovesciata, considerando che il francese veniva da una settimana condita da quattro gol, tra cui la doppietta decisiva nel derby meneghino. Tornato lui, sembra essere tornata un po' di tranquillità anche nella retroguardia.
Giangiacomo Magnani ha sfoderato una prestazione senza fronzoli e molto pratica contro il Milan, limitando gli attacchi rossoneri, mentre contro il Sassuolo è rimasto a guardare dalla panchina. Ci sarà spazio anche per lui nelle prossime uscite.
Bartosz Bereszynski, fresco di rinnovo, invece, ha alternato una prestazione esemplare contro gli emiliani, fatta di corsa e lotta, mentre contro i rossoneri è da matita rossa il suo errore – dopo pochi minuti – sul gol decisivo di Leao, abile a sorprenderlo in velocità, anche se la posizione del polacco è totalmente da rivedere, sia come postura che come movimento di reparto. Un errore che pregiudica la sua partita, nonostante davanti abbia incontrato una furia vestita di rossonero. Peccato, perché magari senza quell'errore, portando la partita in bilico fino alla fine, si poteva tornare da San Siro con qualche punto.
In buona sintesi, la Sampdoria sta trovando una quadratura ben precisa, anche a fronte di qualche cambio modulo durante la gara, come per esempio il passaggio a cinque dietro, con Beres terzo difensore e Conti (a proposito, entrato alla grande contro il Sassuolo, con corsa e gol della sicurezza) largo. Sintomo di una crescita anche di Giampaolo, meno talebano e più conscio di fare buon viso a cattivo gioco, pur di condurre la barca in porto per tempo. Ecco, perché non dimentichiamoci che l'inferno è due punti sotto di noi, e la convincente vittoria contro Berardi e compagnia non deve far dimenticare che le difficoltà ci sono e serve compattezza, sacrificio e gioco per fare punti, visto un calendario terribile nelle ultime dieci giornate, a cominciare con Empoli e due trasferte molto complesse, come Bergamo e Udine. Dopo questo miniciclo vedremo dove saremo. Per ora, godiamoci una difesa tornata, perlomeno, degna di tale nome.


