...CHE CI FAN VENIRE I BRIVIDI: Sampdoria, sombrero e verticalizzazione con la firma di Sabiri
Sampdoria – Empoli è stata una gara dai grandi duelli fisici, le occasioni da goal non sono state numerose, come del resto le giocate da ricordare dal punto di vista tecnico. È stato un pomeriggio speciale per Abdelhamid Sabiri, all'esordio con la Sampdoria e in assoluto in serie A. Marco Giampaolo, vista l'improvvisa assenza di Stefano Sensi, dà fiducia dal 1' all'ex Ascoli che lo ripaga con una prestazione solida, un mix di qualità e quantità, non commettendo l'errore di leziosismi inutili e garantendo fisicità in fase di non possesso.
La Sampdoria ha potuto contare su un centrocampista in più quando l'Empoli ha provato a concentrare il possesso palla, un elemento prezioso in grado di far perdere qualche tempo di gioco ad Asllani in cabina di regia. Non ha perso tempo a farsi vedere dai compagni per lo scarico, ha dato priorità alla verticalizzazione e alla giocata efficace per gli equilibri della squadra. L'unico lampo di classe sopra la media, comunque riuscita nonostante una posizione sulla carta assai pericolosa e illuminante nel poter trasformare l'azione da difensiva in offensiva, si è registrato al 33'.
L'Empoli attacca sul nostro lato sinistro, con un po' di fatica riusciamo a liberare, al limite dell'area Sabiri viene attaccato dal pressing di Stojanovic, ma l'ex Ascoli elude l'intervento con un sombrero da applausi, nemmeno il tempo per ammirarsi allo specchio e immediata verticalizzazione di prima intenzione per lanciare a campo aperto in contropiede Ciccio Caputo, la cui conclusione sul primo palo verrà deviata da Vicario in corner. In due giocate Sabiri ha dimostrato personalità, tecnica di spessore e la qualità nell'imbucata in profondità, una dote indispensabile per qualsiasi trequartista allo scopo di interpretare al meglio il ruolo a certi livelli nel calcio moderno.


