SAMPDORIA GONFIA LA RETE - Attacco ai minimi termini, ma serve bagno d'umiltà
Tre punti nelle ultime tre partite, ma soprattutto due sconfitte consecutive accomunate da prestazioni incolori, prive di grinta, con un atteggiamento rinunciatario diametralmente opposto a quello che una squadra che lotta per non retrocedere dovrebbe mostrare. Per analizzare le prestazioni dell'attacco blucerchiato dopo le partite con Empoli, Atalanta e Udinese partiamo proprio dalle parole di Marco Giampaolo, il primo costernato e deluso di fronte al voltafaccia di una Samp irriconoscibile nelle ultime due gare rispetto a quanto mostrato con i toscani.
"Non trovo giustificazione", ha dichiarato il mister, e non ci sono giustificazioni alla totale assenza di agonismo e "fame" di punti in campo; statistiche alla mano, la pericolosità della Samp negli ultimi due match è stata quasi nulla. Una rete realizzata, quella di Caputo con i friulani, a fronte di una permeabilità difensiva eccessiva, che ha reso agli avversari vita facile opponendo scarsa (o nulla) resistenza.
L'attacco blucerchiato è ridotto ai minimi termini e questa non è una novità: Francesco Caputo, classe '87, e Fabio Quagliarella, classe '83, rappresentano gli ultimi baluardi. Indubbia esperienza, classe da parte del capitano, ma va da sé che quando si contano 73 anni in due il tandem d'attacco necessiterebbe di respiro e alternanza. Alternanza non possibile perché Gabbiadini e Supriaha sono ai box, Giovinco sta lavorando per recuperare la condizione e, di conseguenza, la coperta nel reparto avanzato è corta.
Se inizialmente l'arrivo di Sensi aveva portato idee e innesco per gli attaccanti (e a un super Quagliarella si devono i tre punti preziosissimi in casa con l'Empoli), nelle ultime sortite il supporto da centrocampo è venuto meno, con cross imprecisi e sporadici da parte di Candreva e leziosità da parte di Sensi, di fatto riducendo al minimo i rifornimenti per gli attaccanti, che si sono trovati isolati e spesso troppo lontano dall'area di rigore per provare a impensierire il portiere avversario.
Responsabilità e umiltà. È il momento che ogni componente di ciascun reparto prenda coscienza della posizione in classifica, dei propri doveri e si assuma le proprie responsabilità: il problema non è la sconfitta, ma il modo in cui matura e sono proprio l'impegno, l'agonismo e l'attenzione a essere venuti - inspiegabilmente vista la situazione - meno.
I veterani Quagliarella e Caputo fanno il possibile, ma il supporto degli altri reparti deve essere maggiore per metterli nelle condizioni di finalizzare. Mister Giampaolo lavorerà sulla tattica, sullo sviluppo del gioco sulle fasce e sulla trequarti per rendere concreto il possesso palla, ma il lavoro è nullo se i giocatori in primis dimostrano pressappochismo o mancanza di concentrazione.
La stagione si scrive oggi, e si doveva iniziare a scrivere ieri, perché domani potrebbe essere troppo tardi. Le inseguitrici non lesinano impegno e, col coltello tra i denti, mettono punti preziosi in cascina. Senza drammi né polemiche, ma allo stesso tempo senza negare l'evidenza, è il momento di compattarsi, di fare gruppo, di ritrovare gli stimoli inspiegabilmente scomparsi nel giro di poche gare. Per la maglia, per i colori, ma soprattutto per dovere nei confronti dei tifosi.


