SAMPDORIA MVP - Quagliarella come un ventenne. Esempio, leader
Nella vittoria, meritata e pesante, della Sampdoria contro il Torino, il migliore in campo, il deus ex machina di questi tre punti, è stato Fabio Quagliarella. un ventenne sbocciato nonostante la primavera sia in ritardo...ah no, classe 1983. Trentotto primavere, ma non sentirle. Ok, la finisco. Tutto questa retorica, per dire che le parole per il capitano della Samp sono finite. Con lui, bisogna essere ripetitivi. Oggi, però, fa capire anche ai più giovani e anche ai suoi coetanei, come si gioca, non solo per questa maglia, ma in generale.
Cuore, testa, gambe e tecnica. Il primo a metterci la gamba, l'ultimo a mollare l'artiglio, come testimonia il fallo commesso poco prima di uscire, per un eccesso di volontà. Sublime nella testardaggine, anche quando stende Keita lanciato a rete, perchè fa capire che non ci dev'essere ostacolo al raggiungimento del fine ultimo, il bene del Doria, anche se davanti si ha il proprio compagno. La voglia, stavolta, gli ha fatto commettere un brutto scherzo al compagno d'attacco, ma, per fortuna, ci si può ridere sopra.
Anche perché il gol decisivo nasce da una sua invenzione. Va a recuperare palla e poi, circondato da tre granata, riesce a mettere in moto, con un tempismo perfetto, Augello, che arrivava di gran carriera sulla sinistra. Una giocata di tecnica pura e classe, di quelle a cui ci ha abituato per tutte le gare che ha giocato con questa maglia. Per farci già provare una nostalgia canaglia, perché - ne son sicuro - lo diremo tante volte: "Ah, quanto servirebbe uno come Quaglia ora". Oggi, però, ci ha fatto gioire, a dimostrazione che - se a posto fisicamente - il numero 27 è decisivo ogni volta che allaccia gli scarpini.


