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tmw / sampdoria / News Doria
SAMPDORIA GONFIA LA RETE – Questione di concretezza (e un tocco di classe)TUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
martedì 23 marzo 2021, 09:21News Doria
di Serena Timossi
per Sampdorianews.net

SAMPDORIA GONFIA LA RETE – Questione di concretezza (e un tocco di classe)

Rubrica d'approfondimento sull'attacco blucerchiato

Una boccata d’ossigeno dopo una lunga apnea. I tre punti conquistati con il Torino consentono alla Samp di tirare il fiato e di guardarsi le spalle con minore preoccupazione. Una vittoria che permette di archiviare le prestazioni poco lucide e sottotono delle precedenti giornate, chiudendo a porta inviolata un match che, nonostante il Torino abbia fatto la partita nella ripresa, non ha causato particolari grattacapi a Emil Audero.

E’ stata una Sampdoria diligente, che ha saputo difendere il vantaggio gettando il cuore oltre l’ostacolo. “Abbiamo saputo soffrire”, ha dichiarato capitan Quagliarella nel post partita, e non gli si può dare torto: dopo lo svantaggio i granata non si sono persi d’animo e hanno mantenuto il pallino del gioco, tuttavia alla pressione non sono seguite chiare occasioni da goal e la mancanza di concretezza della squadra di Nicola negli ultimi venti metri ha fatto la differenza. Chi ha saputo capitalizzare quasi al massimo le chances, è stata una Samp cinica e gagliarda, capace di sferrare il colpo del K.O. attraverso un’azione da manuale.

Quagliarella cerca e trova l’imbucata per Augello, che si propone con una delle sue sgroppate da pendolino della corsia mancina e si accentra superando il marcatore avversario con un dribbling, servendo rasoterra Manolo Gabbiadini, bene appostato al centro. L’attaccante ragiona più velocemente degli avversari, vede con la coda dell’occhio l’inserimento di Candreva a destra e lo serve al volo, di controbalzo. Un tocco sublime che mette fuori causa il centrale granata, dando all'esterno blucerchiato il tempo di stoppare, mirare e battere Sirigu con una cannonata. Quattro tocchi in rapida successione, una manciata di secondi che avrà il potere di decidere una delle partite potenzialmente spartiacque della stagione.

Facciamo un passo indietro e pensiamo alla Samp vista a Bologna: ai punti ha creato un maggiore numero di occasioni, ma non è stata concreta, pagando a caro prezzo le ingenuità difensive e spianando la strada ai felsinei. In quel frangente, Ranieri aveva optato inizialmente per il 4-4-1-1: una sola punta, Quagliarella, supportata da Damsgaard. Di fronte al Torino la Sampdoria torna al 4-4-2 e la presenza di Gabbiadini, seppur comprensibilmente non ancora al top della condizione, si fa sentire: con lui accanto il numero 27 ha il giusto supporto e un centrale non deve perderlo di vista, aprendo potenziali spazi per la classe del mancino.

Gabbiadini regala un assist da tre punti, ma compie anche il lavoro oscuro: ha il compito di schermare Mandragora, rompendo il gioco avversario e impedendo al Torino di distendersi. Gli attaccanti sono i primi a sacrificarsi e Fabio Quagliarella si fa beffe dell’anagrafe giocando a tutto campo, ripiegando con costanza per guadagnare falli preziosi e rubare palla a metacampo. La coppia Quagliarella-Gabbiadini è mancata alla Samp quest'anno e l’azione del goal ai danni dei granata è un chiaro esempio di quanto la squadra guadagni in qualità e opportunità con entrambi in campo.

Nella ripresa, quando Gabbiadini alza bandiera bianca per mancanza di minutaggio nelle gambe, è Keita Balde a fare il suo ingresso in campo. A riposo per scelta tecnica con il Bologna, dopo una prestazione opaca con il Cagliari, l’attaccante questa volta entra con l’atteggiamento giusto: grintoso e rapido, prova a pungere in contropiede in un paio d’occasioni, trovando sulla sua strada Sirigu al 94’ e, in precedenza, Quagliarella che lo ostacola inconsapevolmente. Dal punto di vista fisico buoni segnali, vedremo se nelle ultime dieci partite riuscirà ad affermare il potenziale non pienamente espresso nel corso della stagione.

La Samp operaia è a cinque lunghezze dai fatidici quaranta punti da sempre sinonimo di tranquillità e la partita con il Torino ha evidenziato ancora una volta che per fare punti non conta tanto il numero di occasioni create, quanto la percentuale realizzativa. Questione di concretezza, ma anche di classe, perché un assist illuminante come quello confezionato da Gabbiadini non è un gesto tecnico che capita di vedere ogni domenica.

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