Si viene e si va... ma la Samp resta qua!
Il caldo è arrivato, l’aria si è fatta pesante,qua in Toscana il passatempo preferito è diventato prendere una boccata di aria fresca in montagna, o fare un bagno rigenerante al mare.
I mondiali sono finiti, l’Italia è stata giustamente eliminata all’inizio, quindi gli occhi sono stati puntati su altri giocatori, su altre squadre, su strani maghi che prevedono i risultati delle partite e su vere e proprie rivelazioni. Il calciomercato ha già portato i suoi frutti, nuovi arrivi e reclamati ritorni, partenze di giocatori ai quali ci eravamo un po’ affezionati e di dirigenti e allenatori. Insomma, è tutto uguale ad ogni estate. Non ci sono novità particolari. Però manca qualcosa.
Si sente un brusio da lontano. Un chiacchierio continuo. Lo sentite voi? E’ fisso, in sottofondo. Non c’è modo ragionare o rilassarsi che queste voci persistono nel farsi sentire. Mah. Cosa sarà mai? Aspetta, mi metto un po’ più in silenzio, mi avvicino e provo a sentire che cosa avranno mai da dire queste vocine:
“La società non investe, siamo in Champions e non tira fuori un euro”. “No, con questa squadra non si può andare da nessuna parte, ma non ci vergogniamo?” “Pazzini passa alla Juve”. “Pazzini passa all’inter”. “Pazzini passa al Milan”. “Attenzione, Cassano ha deciso, se ne va alla Juve”. “Palombo alla Fiorentina”. “Ziegler girerà il mondo in tutte le squadre possibili ed immaginabili”.
Ecco cosa mancava! Le vocine dei mugugnoni! Le vocine dei giornalisti che non ci lasciano in pace nemmeno adesso. Le vocine di chi deve sempre e solo criticare la società perché tira fuori pochi soldi e non fa acquisti di rilievo, nonostante la Champions. Ora abbiamo tutto per poter dire che l’estate è davvero cominciata, e che, fin quando non riprenderà il campionato, ci dovremo sorbire questi e molti più discorsi.
Forse un ambiente come quello sampdoriano adesso, è considerato una specie di oasi di benessere, considerando che chiunque arrivi da noi si fa subito riconoscere per le qualità e per le capacità nel suo ruolo. Sarà che un certo Antonio Cassano va ripetendo ai quattro venti che da Genova non si muove (la sua celebre frase “non vado a Torino perché i panni non si asciugano là, anzi, si ghiacciano” ce la ricordiamo tutti), oppure che un signor Palombo si è dichiarato capitano di questa Sampdoria, e di certo non la lascerà adesso che c’è una nuova avventura da affrontare, oppure sarà che Giampaolo Pazzini sta bene da noi e non intende andarsene, ma credo che in tanti ci invidino un po’.
Mi sbaglierò, ma credo che anche i giornalisti (nonostante questo sia il loro lavoro) vogliano far di tutto per destabilizzare un gruppo abbastanza solido che, con la sola forza di volontà ed il bel gioco, ha agguantato un posto in Champions nello scorso campionato.
Va anche aggiunto che la società io non riesco a dipingerla come quella traditrice, quella tirchia, quella che non fa niente per i nostri colori. Lo sforzo per trattenere i giocatori sopra citati deve essere abbastanza grande, la capacità del nuovo direttore è stata palese sin da subito, sin dalle prime interviste rilasciate, e anche l’interesse che la società ha verso i propri tifosi non va sottovalutato.
Qualcuno si lamenta che, per la questione tessera del tifoso, siano intervenuti troppo tardi e copiando quellì là, ma non sono molto d’accordo. Secondo me già solo il fatto che abbiamo voluto aiutarci, è da sottolineare. E questo lo dico con cognizione di causa, perché da altre parti le società non si abbassano ai livelli dei tifosi per aiutarli.
Mi spiego meglio. La realtà di serie A che ho vicino a casa è la Fiorentina. A loro hanno venduto la tessera del tifoso come carta di orgoglio, se la fai vuol dire che sei un tifoso vero e hai l’orgoglio del colore viola. Se non la fai, non meriti di essere fra chi ama la sua squadra. Gliel’hanno presentata come una cosa obbligatoria per far parte di un popolo (con loro si può usare questa parola), come una tessera senza la quale la vita da tifoso può anche finire. Però hanno tralasciato il piccolissimo particolare che questa benedetta “orgoglio viola” è una carta di credito. Nei volantini di pubblicità a riguardo, si legge chiaramente “ con la tessera orgoglio viola puoi avere accesso a finanziamenti”.
Ecco. Pensatela come volete, ma almeno da noi questo non è avvenuto. Il reparto comunicativo della nostra società ha saputo lavorare sulla questione con tatto e con serietà, pensando soprattutto a ringraziare chi fino ad oggi ha supportato la squadra ovunque, girando tutto il mondo, e cantando 90 minuti di seguito, ovvero i ragazzi della Sud.
Studiando Scienze della Comunicazione, ho ammirato con attenzione i lavori di marketing e pubblicità della tessera del tifoso di tutte le società, e non riesco davvero a criticare la Sampdoria per come ha gestito la situazione. Come non riesco a criticarla quando fa le sue mosse nel calciomercato. Come non riesco a criticarla quando si fa sentire contro i giornalisti che non hanno altro da fare che rovinare il nostro ambiente con pseudo dichiarazioni o novità. Come non riesco ad odiarla quando riesce a trovare un modo per venire incontro a chi ha deciso di non sottoscrivere la tessera del tifoso.
Con questo non voglio dire che chi la critica sia completamente nella parte del torto, ma voglio solo invitarli a pensare che sì, insomma, c’è chi sta peggio di noi. A prescindere da quello che succede, dai discorsi che vengono fatti da giornalisti che ci venderebbero a chiunque, dai fatti che possono interessare il calcio italiano, la Samp resta e resterà sempre il mio unico interesse. Le chiacchiere vengono dopo.


