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Lecce, Falcone: "Mi sono giocato bene le mie carte alla Sampdoria"TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
martedì 25 ottobre 2022, 17:11News Doria
di Emanuele Massa
per Sampdorianews.net

Lecce, Falcone: "Mi sono giocato bene le mie carte alla Sampdoria"

Il portiere del Lecce in prestito dalla Sampdoria Wladimiro Falcone è tornato su alcuni momenti vissuti in maglia blucerchiata nel corso di un'intervista rilasciata a cronachedispogliatoio.it:

"Fare il terzo portiere da giovane non è semplice. Alla Sampdoria non ero un veterano, quindi non ero il classico terzo portiere più anziano che fa l’uomo spogliatoio. Ravaglia, in questo, era un grande. Io ero nel pieno della mia carriera e stavo a sedere. La partita era l’allenamento, per me. Sentivo, però, che tutti mi rispettavano. Non ero il terzo portiere che non vuoi in partitella perché ti fa perdere. Anzi. E poi quando sei giovane, devi cogliere tutto al volo. I giovani di oggi non chiedono, io invece riempivo di domande chi era davanti a me. Volevo imparare, confrontarmi, migliorare. Adesso non chiedono, pensano di essere già fatti. A volte gli dai indicazioni e annuiscono, ma non gli interessa. Io avevo Romero, Viviano, Puggioni, Da Costa, Fiorillo. Tutti mi hanno lasciato qualcosa. Chiedevo «Vivio, cosa ne pensi?», oppure «Sergio ma come fai a rinviare così?». Ecco, Romero mi ha migliorato molto sui rinvii, mentre Puggioni sulla tecnica.

La Sampdoria si è rivelata un’occasione a 26 anni. Dovevo andare allo Spezia, in uno scambio con Provedel. Saltò tutto e ci rimasi male, quindi continuai a fare il secondo alla Samp. Sapevo che si parlava bene di me, ma poi devi sempre dimostrarlo. Volevo far vedere a tutti che io in Serie A potevi starci. Quando Audero si è fatto male, sono sceso in campo con tanta inconsapevolezza. Mente libera, ma sapevo che era il treno finale. Infatti al suo rientro, nonostante fossi comunque il titolare, giocavo meno rilassato. Lottavamo per non retrocedere. Quella è stata la svolta. Mi sono giocato bene le mie carte alla Sampdoria. Dieci partite in cui ho dato tutto per dimostrare che potevo starci in Serie A".