Enrico V e la signora Adele
Nel maggio 2002 una delegazione di tifosi blucerchiati lesse fra le altre cose un brano dell'Enrico V di Shakespeare alla squadra per allontanare lo spettro della retrocessione in C1. La successiva partita fu un trionfale 2-1 al malcapitato Messina e pose le basi per una salvezza conquistata tre partite dopo sotto il diluvio di Vicenza.
Tutti ricordano quella gara, probabilmente il simbolo della rinascita blucerchiata, i gol di Mirko Conte e Flachi, l'errore del "rosso" che permise ai siciliani di riavvicinarsi e di spaventare la sud. In pochi però ricordano la partita precedente, in trasferta a Modena, contro la squadra di De Biasi, Mauri e Milanetto, lanciatissima verso la A. In realtà eravamo millecinquecento ed eravamo convintissimi. La partita andò a finire come molte altre quell'anno, con avversari in gran spolvero e nostre croniche difficoltà a trovare la via della rete.
Prima fu Ferrari ad infilarci, lanciato da Milanetto, con un tiro a palombella, che lasciò di sasso un colpevole Mondini, infilandosi sotto la traversa. Poi arrivò l'incredibile espulsione di Zivkovic, ammonito per la seconda volta per essere scivolato in area a un passo dall'arbitro. Infine la ciliegina, il raddoppio di Fabbrini a dieci dal termine con la palla che scivola lenta in porta proprio sotto la curva blucerchiata.
Il ricordo più nitido di quella domenica fu però certamente il pranzo: In una bella trattoria in centro città, la signora Adele ci alleggerì di diverse centinaia di migliaia di lire. Se chi legge era con me quel giorno, non l'avrà di certo dimenticata. Poi perdemmo un derby 1-0 e al ritorno finì solo 0-0; ci giocammo la salvezza fra le altre proprio contro il Genoa (finito sotto di un punto, alla fine) e tutto sembrava poter crollare da un momento all'altro.
Qell'anno arrivò il Messina e fu la partita della vita. Quest'anno invece arriva l'Inter campione di tutto e non vedo perché non dovremmo credere di nuovo in un'impresa. Eto'o e Sneijder non saranno gli avversari di quei tempi, ma anche Maccarone è più quotato degli attaccanti dell'epoca. E poi, una volta ottenuta questa benedetta salvezza, si potrà pensare al futuro, meglio se da tifosi, capaci di dimenticare in fretta le vittorie come le sconfitte, consapevoli che a fine agosto si riparte sempre tutti a zero punti e che anche solo stare in serie A non è poi così male.


