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tmw / sampdoria / News Doria
Il cuore noi ce lo mettiamo...TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
venerdì 4 febbraio 2011, 07:41News Doria
di Laura Ferrari
per Sampdorianews.net

Il cuore noi ce lo mettiamo...

Non potevano essere ignorate le parole del nostro capitano Angelino Palombo, uno che si espone sempre quando si è in difficoltà. Un momento difficile e un panorama avvelenato, il miglior antidoto è sempre stato quello di correre allo stadio e sostenere la nostra amata. La partita è finita, in tanti appena rientrati a casa, tra di noi si discute, c'è preoccupazione.

La paura, in questa serata, era che si accendessero troppo gli animi, perché è innegabile che siamo davvero provati in questo periodo. Purtroppo è maturata un'altra sconfitta, nonostante il nostro incitamento non sia mai mancato durante l'arco di tutta la gara. C'era un'atmosfera surreale, mentre la partita si incanalava nei soliti binari morti, nessuna novità nonostante le aspettative, rese sempre più urgenti dalla pesante batosta subita a Napoli.

Gli argomenti sono sempre gli stessi, si sente la mancanza degli assenti, anche se non si nasconde che questa Samp, pur con grande spirito, in molte occasioni non aveva ancora convinto del tutto sul piano dell'organizzazione del gioco. Partita già con poca identità, dopo le recenti partenze sembra in preda ad una strana e preoccupante abulia. Sicuramente ci vuole tempo, le attenuanti non mancano, troppe partite ravvicinate per un gruppo che sta imparando ad affiatarsi, la quantità di cose successe nel giro di poco tempo, e la cessione del Pazzo ha lasciato sicuramente il segno, dividendoci il cuore a metà.

Una parte lo vede felice nella strada che ha voluto intraprendere con decisione, mentre l'altra si domanda se è stato fatto il possibile per trattenerlo. Con amara ironia, in questa serata di campionato siamo in buona compagnia in quanto a situazioni difficili, però l'aria che si respira in questo momento è discretamente pesante, perché gennaio è finito ma le scorie chissà per quando ce le porteremo dietro.

I media hanno considerato il nostro mercato non di riparazione, bensì di distruzione, e questa la dice lunga su come sono gli stati d'animo, gettando luci ed ombre sui rapporti tra tifoseria e Società, ma nessuna componente può tirarsi fuori dal confrontarsi con l'altra, vedere dove si è mancato e provare a ricostruire in sinergia senza contrapposizioni. Ognuno di noi può dare di più, il bene della Sampdoria non può prescindere da questo. La nostra tifoseria, confrontata con altre anche europee dove accadono fatti analoghi, pur tra le diverse sfumature, è una tra le più mature e competenti che ci siano.

Chi c'era, vent'anni fa come adesso, ha capito che a fare salti nel buio ci si mette pochissimo e si mette a disposizione completamente per fare un passo avanti nel dialogo e nella comprensione del progetto futuro, se c'è. Nessuno di noi può credere che otto anni di gestione, oculati e positivi, possano essere cancellati in un periodo, per quanto folle possa essere stato. Però le domande o le critiche, sempre se in senso costruttivo, vanno accolte sempre, sono un segno di vita e di interesse costante verso la nostra amata, e se la passione a volte acceca, altre volte ti fa cogliere sfumature che sfuggirebbero allo sguardo di chi considera solo i numeri.

Con tutte le dovute considerazioni, le conferenze stampa vanno seguite per intero, ponendo attenzione alle parole ma anche allo stato d'animo con cui si pronunciano. Porre l'attenzione solo su due o tre passaggi è molto riduttivo. Sono mesi che nelle dichiarazioni del Presidente Garrone si legge un disagio profondo nei confronti di ciò che lo circonda, ma mentre alcuni hanno trovato la risposta guardando alla proprietà, molti altri hanno capito che il disagio proviene soprattutto dal dover convivere con un sistema calcio che non gli appartiene e urta quotidianamente i suoi principi.

Se alla continua necessità di tenere in ordine i conti, si è andata ad aggiungere la delusione umana per le ben note vicende e qualche critica di troppo, ne esce un quadro di presa di responsabilità ma anche di depressione, in cui il tifoso, ben conscio da quale parte stia il manico, non può che prendere atto e contagiarsi a sua volta. Questa è la cosa più sbagliata e insidiosa che possa capitarci. Lo sport vive di progetti e di obiettivi, a cui aggiungere il cuore e la voglia di non mollare, senza entusiasmi e motivazioni non funziona, diventa una lenta agonia. Ed è proprio questo che nessuno si merita e che cercheremo di evitare con tutte le nostre forze. Avanti Samp, ci saremo sempre per te.

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