Marangon: "Deciso di parlare il meno possibile per una questione di rispetto verso i nostri tifosi"
Intervenuto telefonicamente nel corso della trasmissione Gradinata Sud in onda sull'emittente ligure Primocanale Sport, in merito a ciò che è accaduto questo pomeriggio al centro sportivo "Gloriano Mugnaini", il responsabile dell'area comunicazione della Sampdoria Alberto Marangon ha voluto compiere alcune precisazioni:
"Intervengo solo esclusivamente per porre alcuni puntini sulle i su alcune cose che sono state dette precedentemente in studio ovvero riguardo a quello che è accaduto oggi pomeriggio sulla mancanza della dirigenza a Bogliasco accanto a Cavasin. A me dispiace smentire le persone presenti però come negli ultimi anni, le persone presenti a Bogliasco che compongono poi la dirigenza della Sampdoria erano presenti anche oggi.
Nella fattispecie Salvatore Amini, che da fine dicembre quando è stato richiamato dalla Sampdoria è tornato ad occupare il ruolo che aveva occupato in precedenza negli 8 anni ovvero quello di raccordo tra la società e la squadra ed oggi era al campo come tutti gli altri giorni, così come il team manager Giorgio Aiazzone, così come il sottoscritto che siamo anche visibili nelle immagini che avete trasmesso ad Anteprima Calcio di oggi pomeriggio.
Quindi anche oggi la società era presente nelle persone che occupano abitualmente quel ruolo, che sono tutti i giorni a Bogliasco, questa è una cosa che ci tenevo a precisare, che anche nel corso della settimana scorsa era stato posto l'accento sulla mancanza di dirigenti a Bogliasco. I dirigenti a Bogliasco ci sono sempre come ci sono stati negli altri anni, ci sono anche in questo momento difficile che stiamo attraversando tutti quanti.
Le persone sono le stesse, perchè Asmini, Aiazzone e il sottoscritto sono persone che sono qui alla Sampdoria, Aiazzone da più di 30 anni ormai, Asmini e il sottoscritto da 9, e cercano di svolgere il proprio ruolo e il proprio lavoro con professionalità e dedizione visto che comunque a questa società e a questa maglia ci teniamo anche noi e stiamo soffrendo anche noi come tutti i tifosi, di una situazione di classifica che in questo momento ci vede penalizzati.
Anche oggi c'eravamo, eravamo a pochi metri di distanza da Cavasin e abbiamo assistito a quello che è successo tant'è vero che anche dalle immagini si vede che comunque Giorgio Aiazzone e lì vicino all'allenatore e cerca di portare via i tifosi nel momento in cui la situazione stava degenerando e invece io ho accompagnato dentro l'allenatore, poi ci siamo fermati, come voi poi avete riportato, a cercare di parlare con i tifosi che erano stati coinvolti e cercare di portare un po' di calma, quindi l'allenatore non è stato assolutamente abbandonato a se stesso.
Voi sapete che il centro sportivo di Bogliasco ha una prerogativa rispetto a quelli di tante altre squadre e nel bene o nel male secondo noi deve continuare ad essere così che è quello in cui i tifosi e i giocatori possono avere un contatto quotidiano diretto. Non accade così credo in nessun'altra società in serie A, perchè i giocatori parcheggiano all'interno del centro sportivo e non hanno mai i contatti con la propria tifoseria nel bene e nel male.
La Sampdoria, invece, ha sempre attuato uno spirito diverso, perchè comunque il centro di Bogliasco è aperto a tutti, nel bene ovviamente i giocatori possono essere accolti e scambiare due parole con i propri tifosi, nel male come in questo caso capita anche di riceversi dei rimproveri per i risultati che non sono soddisfacenti.
Sicuramente quello che è successo oggi non fa del bene a nessuno, non fa del bene alla Sampdoria in generale perchè comunque non ne usciamo bene e sicuramente non è una bella immagine quella che abbiamo dato in generale. La situazione era abbastanza calma perchè comunque anche i tifosi che hanno apostrofato in maniera magari un po' più colorita Cavasin comunque è rimasto tutto in una sorta di buona condotta.
Io non voglio fare l'avvocato del diavolo di nessuno, ci mancherebbe altro, ci parrebbe che è un po' esagerato da una parte e dall'altra perchè io capisco benissimo anche la frustrazione nel momento comunque di disagio che sta vivendo la tifoseria che è lo stesso che stiamo vivendo noi all'interno della società perchè ripeto ci stiamo male tutti per la stagione che la Sampdoria sta passando. Probabilmente oggi si è andati un po' oltre e io mi posso scusare se poi la situazione è un po' degenerata, ma sicuramente senza il volere di nessuno primo di tutti quello dell'allenatore che sta vivendo con una certa tensione la nostra situazione.
Noi ancora due settimane fa dopo la sconfitta interna con il Lecce avevamo deciso di parlare il meno possibile. Di parlare il meno possibile per una questione di rispetto verso i nostri tifosi, perchè purtroppo la Sampdoria naviga in cattive acque già da alcuni mesi, in questi mesi di parole ne abbiamo dette tante, probabilmente adesso la gente si aspetta solo ed esclusivamente i fatti e i risultati perchè ripeto le parole ne abbiamo dette tante. In questo momento forse è meglio parlare meno e portare più fatti.
L'allenatore deve parlare perchè ci sono dei contratti stipulati ad inizio stagione, deve parlare prima e dopo le partite, quindi le conferenze che vengono fatte prima e dopo la gara devono comunque essere tenute, per il resto cerchiamo di tenere appositamente un profilo basso perchè ci sembra giusto di non raccontare troppe favole in giro, ma di portare a casa i risultati. Questo è stata l'unica motivazione per cui non abbiamo dato l'autorizzazione ad Angelo (Palombo ndr) come qualunque tesserato di parlare con voi (Primocanale Sport ndr) e con qualsiasi altra emittente".


