"LEI VIAGGIA SPESSO PER L'EUROPA": Ragazzi, piedi per terra
Oggi mi sono fermata a riflettere su cosa mi piaccia di più in questo momento della mia squadra. Ovviamente per prima cosa ho guardato la classifica e, a parte per quella piccola macchia cancellata sul campo, ho sorriso soddisfatta. Poi ho pensato a Barcellona, d’accordo era la squadra B, ma di sicuro non abbiamo sfigurato e siamo tornati a casa con una nuova coppa da mettere in bacheca .
Ho ripassato mentalmente l’andamento del calciomercato, cessioni, acquisti e conferme; sono rimasta con il fiato sospeso seguendo la lunga telenovela dell’allenatore e poi il resto è venuto da sé. Pochi inserimenti ma mirati, tante conferme e fiducia ad una squadra giovane affiancata da alcuni elementi d’esperienza. Spazio ad un progetto societario chiaro. Ma effettivamente l’aspetto che più mi rende orgogliosa degli 11 che scendono in campo ogni domenica e di tutti coloro che indossano la maglia con i colori che amo è la mentalità.
La prima volta che ho sentito le dichiarazioni di Ferrara sugli obiettivi dell’anno è stata un po’ una delusione. Ma come, si punta alla salvezza? E’ tutta qui la nostra ambizione? Abituata ad allenatori che sparano sempre alto mi sono chiesta quale fosse la considerazione che il mister poteva avere della propria squadra se il nostro obiettivo era il minimo richiesto. I fatti hanno risposto alle mie perplessità, sono arrivati i punti, c’è gioco e soprattutto c’è una squadra con grinta e carattere. Finalmente ho capito. Una partita alla volta e mattone dopo mattone raggiungere il nostro primario obiettivo: i 40 punti, la matematica salvezza, raggiunto questo traguardo porsene un altro e un altro ancora.
E’ giusto sognare e avere ambizioni, ma per una squadra come la nostra che non vanta top player, anagraficamente giovane e neo promossa è importante non perdere di vista il lavoro di tutti i giorni e la strada necessaria per raggiungere lo scopo. Niente voli pindarici ma duro lavoro e buona preparazione domenica per domenica. E’ bello poter constatare che questo tipo di pensiero coinvolge tutti, dal nostro veterano capitan Gastaldello al giovane Obiang, dall’allenatore ai nuovi elementi, che parlano con entusiasmo di fatica, lavoro e squadra. Anche su queste cose si fonda uno spogliatoio, qualcosa che non è fatto di carne e ossa, ma che nei momenti bui ti tira fuori dai guai, quello che ti fa vincere le partite difficili e ti fa tenere duro quando non hai più benzina in corpo.
E allora piedi per terra ragazzi, anzi piedi sul campo e testa sul pallone, possibilmente indirizzato verso la porta dell’avversario di turno.


