Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / sampdoria / News Doria
Maxi Lopez: "Questo per me e per la Samp sarà un anno importante"TUTTOmercatoWEB
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
venerdì 21 settembre 2012, 14:00News Doria
di Lorenzo Montaldo
per Sampdorianews.net

Maxi Lopez: "Questo per me e per la Samp sarà un anno importante"

Maxi Lopez scalda i motori in vista del Torino: il numero dieci della Samp ha mantenuto sin qui un ruolino di marcia da urlo: 3 gol in 3 partite, uno ogni 90 minuti in media. Una costanza che impressiona, e soprattutto manda al settimo cielo i tifosi blucerchiati. Eppure, l'estate dell'Argentino è stata movimentata da rumors di mercato, mancate conferme del Milan e interessamenti da parte di numerose squadre, tra cui i granata prossimi avversari della Samp. Di questo, di futuro, di famiglia di nazionale e di molto altro ha parlato il bomber ai taccuini dell'edizione odierna de La Stampa:

Maxi Lopez, dopo un'estate complicata si è presentato alla Sampdoria con tre gol in due partite. Una rinascita. "Cosi bene non pensavo di partire, ma contava fare subito una buona impressione. Questo per me e per la Samp sarà un anno importante."

Stava al Milan, è passato a una neo promossa. Cosa sa della Samp? "Mi ricordo della Samp conosciuta appena arrivato in Italia, giocava bene a pallone, era da Champions. C'è una storia recente di successi, un bel terreno su cui lavorare."

Con l'allenatore, Ciro Ferrara, che rapporto ha? "Dà subito la sensazione di essere super motivato, ha una voglia speciale che trascina ed è la stessa che ho io. Sono uscito dal Milan per ritrovare prestigio e per ritrovare anche me stesso"

Si aspettava di restare in rossonero? "Sì. Per quello che ho dimostrato in campo. Pazienza, è capitato di cambiare aria e il tempo ci dirà chi ha fatto meglio."

E' sorpreso da questo inizio del Milan o dallo spogliatoio si avvertivano brutti presagi? "Hanno cambiato così tanto. Se ne è andata la base, i giocatori con cui il Milan ha fatto la storia, e già senza di loro sarebbe stato difficile. In più hanno venduto Ibra e Thiago: una mazzata. Se ne sono andati in 15 e non so che campionato potranno fare."

Perchè non l'hanno confermata? "Non avevano i soldi. E io me ne sono andato prima che facessero cassa."

Ci dica la verità: prima della firma di gennaio quanti giorni l'hanno tenuta chiuso in albergo aspettando Tevez? "Mi hanno fatto soffrire un po', mi hanno messo in sospeso per 5 o 6 giorni, ma mi avevano chiamato per un contratto ed è arrivato. Comunque è il passato. 

Il presente poteva essere granata. Quanto vicino è stato al Toro? "Mi hanno corteggiato, ma la Samp ha fatto sul serio. Il progetto di Cairo sembrava interessante, solo che hanno aspettato troppo e io ho trovato una squadra in cui credo. Ora penso solo a segnare e vorrei farlo anche domenica, proprio contro il Toro."

Ha visto Torino Inter? "Si, Ventura fa giocare bene le sue squadre e quello è un gruppo tosto. Bianchi è l'uomo in più: la sua esperieza pesa."

Lei è un precario del gol. Segna molto eppure continua a cambiare squadra. "Il calcio si è trasformato molto, ogni due anni ci si muove. Tranne eccezzioni. A me piace girare, lo faccio volentieri, così conosco mondi nuovi."

Uno dei mondi è il Barcellona. Cosa si è portato via da lì? "Due campionati e una Champions, ho avuto fortuna perchè abbiamo vinto tutto e mi sono portato dietro quella mentalità. Allora Italia e Spagna erano sullo stesso livello, in questi anni la Spagna ha fatto un salto di qualità. Il Barcellona di oggi è quello che era il Milan una volta."

Altro mondo, il Brasile. "In Brasile da argentino, che sfida. Avevo paura, invece è stato uno degli anni più belli.  A fine carriera vorrei tornare là"

Nazionale, ci spera ancora? E aspetta l'Italia o l'Argentina? "Dura su entrambi i fronti, ma se faccio un campionato da protagonista può succedere. Non ci perdo il sonno però"

Se chiamasse l'Italia non le sembrerebbe di tradire la patria? "Non ci voglio pensare. E poi un po' di sangue italiano ce l'ho: ho parenti calabresi e mi piace il vostro Paese. Assomiglia all'Argentina."

Cosa le manca di Buenos Aires? "Quello che chiamiamo "costumbres argentinas". Pasti infiniti con gli amici, l'asado, il mate. Per fortuna qui ho moglie e figli e in più sono tornato sul mare. Importantissimo."

Sua moglie Wanda è quasi più fotografata di lei. Una show girl da copertine sexy. Non è geloso? "Mi sono abituato, mi piace vederla lavorare. Quando sono in vacanza in Argentina lei inizia la sua stagione. Io ne approfitto per fare il papà."

E' cosi che si definisce nel profilo twitter: "Padre"  "Veramente lo ha scritto mia moglie. Decide lei, però è vero. I nomi dei miei figli li ho anche tatuati, oltre alla fede"

Si è tatuato la fede sul dito? "Meglio, porto il nome di mia moglie, Wanda, al posto della fede. E questo non si leva ma più di sicuro."

Chi è il suo idolo? "Bati, per noi argentini è un punto di riferimento."

Se la sente Maradona si offende. "Diego è un altro livello: io parlo di un modello, almeno nello sport perchè nella vita il mio idolo è papà. E' morto quando avevo 12 anni però me lo ricordo bene. Sempre."

Altre notizie