Ferrara: "Mi trovo in un ruolo fondamentale alla guida di una squadra importante che sta facendo grandi cose"
Ciro Ferrara contro il suo passato: domenica la Sampdoria, la squadra che attualmente allena e che tanto bene sta facendo in questo inizio di serie A ,è attesa dalla prova del fuoco. A Marassi arriva il Napoli guidato da un altro ex blucerchiato, Walter Mazzarri.
Gli azzurri hanno ormai dichiaratamente nel mirino la Juve nella lunga rincorsa allo scudetto, e sono reduci dalla vittoria per 3-0 ottenuta sulla Lazio. Sarà un'ottima occasione per testare e mettere alla prova i blucerchiati, che hanno comunque già dimostrato personalità nelle sfide sin qui disputate, anche contro le cosiddette "grandi" del campionato (Roma e Milan su tutte). Ma per Ferrara la prossima non potrà essere una partita come le altre. Il club partenopeo rappresenta una fetta importante del suo passato e delle sue radici. Eppure l'ex difensore dovrà cercare di mettere da parte i sentimenti:
"Il Napoli è una grande squadra, secondo me è da scudetto, ma domenica non avrà sconti" ha dichiarato a Il Roma, come riporta Tuttonapoli.net.
Che partita sarà per lei?
«Dovrò cercare di essere molto lucido e molto freddo in quelli che sono i sentimenti, la mia storia con il Napoli e le mie origini. Oggi mi trovo in un ruolo fondamentale alla guida di una squadra importante che sta facendo grandi cose. I sentimenti bisogna saperli gestire nella maniera giusta. Non è una partita come le altre, ma ci sono in palio tre punti che entrambe le formazioni vogliono. Non credo che il Napoli abbia intenzione di interrompere il proprio percorso e sinceramente neanche io. Tutti i calciatori che andranno in campo avranno voglia di vincere la partita».
Ha già visto il dvd di Napoli- Lazio?
«Non ancora, siamo tornati tardi da Roma e poi ci siamo subito allenati. Lo guarderò con attenzione ma mi bastano i filmati televisivi per capire come è forte il Napoli. La partita parla chiaro. Gli azzurri hanno battuto una Lazio che in precedenza aveva dettato legge».
Sicuramente i suoi dovranno stare attenti a Cavani, forse ci vorrebbe il Ferrara di vent’anni fa per fermarlo...
«Ormai non esiste più la marcatura a uomo, il calcio è cambiato. Cavani, poi, è un giocatore che va a cercarsi la posizione. È molto mobile, svaria ovunque. Dovremmo essere bravi a difendere come reparto e non certo mettergli un uomo addosso a tutto campo. Io oggi avrei avuto difficoltà a giocare come facevo quando vincevo con la maglia del Napoli».
Certo è che il Matador non ne vuole sapere di fermarsi... «Con la tripletta alla Lazio ha dimostrato ulteriormente la sua grandezza. Lui, poi, è uno che torna a dare una mano in difesa addiruttura fino alla bandierina del calcio d’angolo. Vuol dire che è un campione completo. Ormai non esiste più l’attaccante che resta avanti aspettando il suo momento. In molti dovrebbero prendere esempio da Cavani».
Un campione così De Laurentiis non se lo poteva far scappare. Ha letto quanto vale e quanto guadagna a stagione?
«Se vuoi competere con le big nazionali e internazionali non puoi prescindere da calciatori come l’uruguaiano. Il presidente, tenendo presente le linee guida del fair play finanziaro, doveva fare una scelta. Credo abbia fatto quella giusta. Cavani, oltre a migliorarti la squadra, ti dà molto dal punto di vista dell’immagine. I grandi campioni vanno pagati. Ormai in Italia la maggior parte dei top player vanno altrove, De Laurentiis si è tutelato con una clausola importante con la speranza che non arrivi uno sceicco con un assegno di sessanta milioni di euro. Ma credo che gli interessi del giocatore siano altri». L’azzurro lei ce l’ha nel cuore, quanto sarebbe felice se il Napoli vincesse il terzo scudetto? «Sarebbe il coronamento di un percorso fatto dalla società che è stata ricostruita in toto, il percorso di giocatori che sono cresciuti insieme. Sarebbe il suggellamento dopo anni di sacrifici e di periodi molto difficili. Me lo auguro di vero cuore».
Dopo il successo sulla Lazio è davvero l’anti-Juve il Napoli? «Credo che non c’era bisogno della vittoria di mercoledì per capire le qualità degli azzurri. Il Napoli è rimasto forte anche dopo Catania. È stato criticato dopo il pareggio e non è giusto. Napoli deve abituarsi a non avere sbalzi di umore. Ci vuole equilibrio e fidarsi di un gruppo che ha alle spalle mesi e mesi di lavoro. Va detto che il tricolore se lo gioca di sicuro con la Juventus. Mi auguro che questo percorso la squadra partenopea lo possa continuare dopo la Sampdoria (sorride)».
Nella sua Samp non ci sono top player eppure è terza in classifica. Se lo aspettava?
«Se torniamo al 12 luglio credo che nessuno avrebbe messo in preventivo undici punti in classifica dopo cinque giornate. Sono dieci per la penalizzazione. Non va dimenticato che siamo imbattuti pur avendo fatto tre trasferte. Devo dire che man mano che passavano i giorni ho capito di avere a disposizione dei grandi calciatori. È una squadra giovane e in quanto tale devo ancora capire come reagirà nei momenti difficili. Quindi vedremo, speriamo di averli tardi anche se domenica arriva un grande Napoli sulla carta».
Allora lo teme il Napoli? «Certo, così come il Milan e la Roma. Eravamo spacciati sulla carta e poi è finita come sa».
Dopo cinque turni che idea ha di questo campionato?
«La classifica dice che qualche big è in difficoltà ma sono convinto che con il passare delle giornate tutto si aggiusterà. Le milanesi recupereranno e lotteranno per i primi posti. Noi faremo un altro tipo di campionato con la speranza di poter essere la sorpresa dell’anno».
A proposito di sorpresa. Che pensa di questo exploit di Insigne? Sa che diventerà papà? «Ah, questo non lo sapevo, sono contento per lui. Il percorso sportivo di Lorenzo lo conosco perché sono stato partecipe in questa sua crescita. Sono felicissimo per lui, lo merita, ha grandi qualità. Può diventare un simbolo di questo Napoli. L’importante è farlo crescere e lasciarlo tranquillo. Deve essere bravo a gestirsi, l’arrivo del figlio sarà positivo. Che dire, non è bello averlo contro. Già mi sono ritrovato di fronte Destro e Florenzi della Roma e Capuano del Pescara. Tutti ragazzi con i quali ho fatto un percorso insieme. Poi le strade si sono divise. Tornando ad Insigne, mi auguro che stia buono».
Restando in tema napoletani, avrà come avversario anche Paolo Cannavaro, il capitano che ha alzato la Coppa Italia...
«Sono felice per lui. Io non l’ho fatto con i trofei vinti perché ero ben rappresentato da Maradona. Paolo sta facendo la storia del calcio a Napoli. Come quelli che l’hanno preceduto. Tutti hanno reso onore alla maglia azzurra. Ha superato un momento difficile, so che cosa significa per un napoletano trovarsi in certe situazioni».
Hamsik, Cavani, Pandev, questi campioni dicono che il merito dei successi è di Mazzarri... «Il percorso a cui facevo riferimento passa attraverso la guida tecnica di Walter. La crescita, le vittorie, la competitività ci sono grazie al suo allenatore che ha saputo gestire una piazza difficile come quella napoletana».
Lei ha allenato la Juve, oggi è alla Sampdoria. Ma in un futuro vorrebbe sedere sulla panchina del Napoli? «Non rispondo a questa domanda, sarebbe il titolo del giornale. Provate ad immaginare... ».
Vabbè, ha fatto un bel dribbling che da calciatore non era il suo forte. Ha la possibilità di lanciare un messaggio ai suoi concittadini...
«Ho dei ricordi bellissimi della mia carriera in azzurro e anche di quelli che sono state le sfide da avversario. Credo che di essermi sempre comportato nella maniera giusta. Sono stato rispettoso. In questo momento ci sono obiettivi divergenti. La mia gente mi ha reso famoso ma oggi sono l’allenatore della Samp e devo pensare alla mia squadra e come cercare di mettere in difficoltà un grande Napoli».


