Gastaldello torna sulla squalifica: "Accetto questa decisione"
Un grande giocatore dentro il campo, un uomo impeccabile fuori: è Daniele Gastaldello. Presente alla festa di compleanno della tifosissima Giovanna Romanato, il difensore blucerchiato, intervistato dalle telecamere di Telenord, è tornato sulla squalifica che lo terrà lontano dei campi per i prossimi due turni:
“Penso che sia un gesto giusto e semplice che diamo ad una persona meno fortunata di noi. Abbiamo il dovere non solamente dentro il campo di dare il massimo, ma anche fuori e cercare di dare un aiuto a queste persone che hanno bisogno.
Per me in prima persona è un piacere perchè fare del bene a delle persone mi è sempre stato insegnato da bambino e cerco sempre appunto di dare il massimo su queste cose.
Il rigore e la squalifica? In quel momento non ho pensato alle giornate di squalifica. Il mio, l'ho già detto, è stato un gesto spontaneo. Io ho sentito il contatto con Hamsik però quando mi sono guardato intorno e ho visto che ero dentro l'area sincermanete pensavo fosse rigore, per quello che non ho protestato.
Poi rivedendola in tv, sì era fuori, però sinceramente mi metto nei panni dell'arbitro, non era assolutamente facile da vedere. Accetto questa decisione, sono un po' arrabbiato per le due giornate, però bisogna fare esperienza, andare avanti.
Penso che il comportamento che ho avuto io dovrebbe diventare una cosa naturale da parte di tutti noi calciatori perchè in campo sbagliamo noi, sbagliano gli allenatori ed è giusto che sbaglino anche gli arbitri. Vedere quei capannelli di gente intorno all'arbitro ogni minimo errore secondo me non è una cosa giusta.
Per me, anche da Capitano, è giusto che dia l'esempio perchè rappresentiamo una società importante con un certo stile. E' giusto entrare in campo cattivi agonisticamente però è giusto rispettare sia l'avversario sia l'arbitro. Il mio gesto, ripeto, è stata una cosa spontanea e non mi pento di averlo fatto.
Che consiglio mi sento di dare a chi indosserà la fascia al mio posto? A chi indosserà la fascia niente perchè in questa squadra io sono il Capitano perchè sono il più vecchio come militanza nella Sampdoria ma vi assicuro che durante gli allenamenti e in campo alla domenica 3 o 4 se non 5 Capitani dentro il campo.
Questo è la cosa giusta, bisogna andare avanti così perchè ognuno deve avere delle responsabilità, deve sentirsi questa maglia pesante, nel senso che deve dare il 100% di se stesso perchè giocare in questo club è una cosa non comune, noi dobbiamo capirlo e anche io devo cercare di dare l'esempio e far vedere a questi ragazzi che per loro dev'essere un privilegio giocare alla Sampdoria e devono meritarsi questa maglia.
Chi ha le caratteristiche per fare le mie veci al meglio? Ce ne sono diversi. Da Sergio (Romero ndr) a Enzo Maresca, a Gianni Munari e Maxi Lopez. Ce ne sono tanti. Quello che conta non è chi indosserà la fascia sabato, ma gli undici che andranno in campo e quelli che andranno in panchina devono remare dalla stessa parte.
Semplicemente devono fare quello che abbiamo fatto fin'ora in questo inizio di campionato perchè abbiamo fatto delle cose importanti, però se pensiamo di adagiarci oppure che le cose vengano di conseguenza non abbiamo capito niente.
Noi dobbiamo continuare a lottare, a correre e a fare quello che abbiamo fatto domenica contro il Napoli. Se seguirò la squadra in trasferta? Certo. Io sono di Padova, Verona è vicina. Purtroppo non potrò andare negli spogliatoi perchè essendo squalificato non posso però allo stadio c'andrò sicuramente”.


